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Strage di Crans Montana, aperta l’inchiesta. Verifiche sulle misure di sicurezza. La procuratrice: “Priorità all’identificazione delle vittime”

Sul piano investigativo, sono già stati interrogati diversi testimoni e sono stati sequestrati telefoni cellulari, ora in fase di analisi
Strage di Crans Montana, aperta l’inchiesta. Verifiche sulle misure di sicurezza. La procuratrice: “Priorità all’identificazione delle vittime”
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È stata aperta un’inchiesta per la strage avvenuta nel Costellation bar di Crans Montana, le cui cause restano al momento non accertate anche se l’ipotesi più accredita è quella di un innesco del rogo partito da candele, bengala o addirittura un petardo. La procuratrice generale Béatrice Pilloud ha confermato l’apertura formale delle indagini, spiegando che la Procura sta valutando diverse ipotesi sulla sequenza degli eventi con l’obiettivo di chiarire in modo completo le circostanze dell’accaduto. Nessuna informazione sui reati da contestare, ma in considerazione di quanto avvenuto ci potrebbero essere omicidio colposo plurimo, lesioni gravissime, incendio e disastro colposi.

La sicurezza

Senza contare i primi riscontri sulle potenziale carenze delle misure di sicurezza. L’inchiesta dovrà inoltre accertare il rispetto delle misure di sicurezza del bar. Alla domanda dell’agenzia Dpa sull’esistenza e sulla funzionalità delle uscite di emergenza, la procuratrice generale ha opposto un no comment, precisando che sarà l’indagine a stabilire se le prescrizioni di sicurezza fossero state rispettate.

Diversi testimoni hanno riferito di molte irregolarità relative alla sicurezza. “Mi sorprende che ci sia voluto così tanto tempo prima che qualcosa del genere accadesse”, ha raccontato un testimone al quotidiano svizzero Blick, spiegando che all’interno del locale era permesso fumare e che non c’erano controlli da parte di personale e proprietati. Secondo alcune testimonianze, nel locale era permesso l’ingresso anche ai minori di 18 anni, ma anche di 16 anni. Un tredicenne ha raccontato a BfmTv di aver spesso frequentato il bar entrando senza grossi problemi. Non solo, c’era una sola via non solo d’uscita ma anche di accesso al seminterrato, che avrebbe ostacolato l’evacuazione in caso di emergenza. “Inoltre, era arredato con molti elementi in legno e aveva un’area separata per fumatori. Fattori che oggi, a posteriori, appaiono particolarmente critici”.

Sentiti i testimoni e sequestrati i cellulari

La pista principale seguita dagli inquirenti è che l’intera stanza coinvolta abbia preso fuoco, generando successivamente un’esplosione a causa del flashover. L’origine dell’incendio è ora sottoposta ad accertamenti scientifici, considerati decisivi per stabilire se vi siano responsabilità penali. “La Procura vuole trovare risposte il più rapidamente possibile alle domande che le famiglie si pongono” ha dichiarato Pilloud, assicurando che l’indagine punta a fornire chiarimenti “nel modo più rapido ed esaustivo possibile”. Sul piano investigativo, sono già stati interrogati diversi testimoni e sono stati sequestrati telefoni cellulari, ora in fase di analisi. L’area interessata dal disastro è stata messa sotto sequestro, transennata e sottoposta a una no-fly zone, per preservare le prove e consentire agli investigatori di operare senza interferenze.

Parallelamente all’accertamento delle cause, la Procura ha indicato come prioritaria l’identificazione delle vittime. Le identità delle persone decedute e dei feriti non sono ancora note e, secondo le autorità, il processo richiederà tempo. L’obiettivo dichiarato è procedere il più rapidamente possibile, così da consentire la restituzione delle salme alle famiglie e proseguire l’inchiesta con un quadro completo dei fatti.

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