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Strage di Crans-Montana – La pm conferma: “Fuoco partito da alcune candele”. L’ambasciatore: “C’erano altre uscite ma ostruite dalle fiamme”

L’indagine si concentrerà anche sui lavori svolti nel locale, sulle misure di sicurezza e antincendio, sui materiali utilizzati, sul numero di persone presenti rispetto a quelle autorizzate, nonché sulle vie di evacuazione e di accesso
Strage di Crans-Montana – La pm conferma: “Fuoco partito da alcune candele”. L’ambasciatore: “C’erano altre uscite ma ostruite dalle fiamme”
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Il punto stampa delle autorità svizzere – a due giorni dalla strage del bar Le Costellation di Crans-Montana – mette i primi punti fermi dell’indagine per incendio, lesioni e omicidio colposo. La procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud, intervenuta in conferenza stampa a Sion, sottolineando che “nessuna ipotesi viene esclusa nell’indagine”.

Secondo i primi elementi emersi, “tutto lascia pensare che il fuoco sia partito da alcune candele” posizionate “sulle bottiglie di champagne”, che avrebbero innescato l’incendio del soffitto di legno del locale. Pilloud ha spiegato che si trattava di candele scintillanti, conosciute anche come flare, collocate troppo vicino al soffitto. Questo avrebbe provocato un flashover, un fenomeno che causa una rapida propagazione delle fiamme in tutto l’ambiente.

“La combustione è stata estremamente veloce”, ha precisato la procuratrice, aggiungendo che per l’inchiesta “sono stati ottenuti e analizzati dei video, diverse persone sono state interrogate e sono state effettuate perlustrazioni sul luogo della tragedia”.

L’indagine si concentrerà anche sui lavori svolti nel locale, sulle misure di sicurezza e antincendio, sui materiali utilizzati, sul numero di persone presenti rispetto a quelle autorizzate, nonché sulle vie di evacuazione e di accesso. Proprio su questo punto emergono testimonianze drammatiche: secondo l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, “c’erano altre uscite, ma erano tutte ostruite dalle fiamme”.

Nel frattempo sono stati interrogati i due gestori del bar. Sul bilancio delle vittime, Pilloud ha invitato alla cautela, chiarendo che “le cifre comunicate riguardano esclusivamente persone formalmente identificate” e che i dati “sono destinati a evolvere nelle prossime ore e nei prossimi giorni”, spiegando così le discrepanze con altri numeri circolati. La polizia del Canton Vallese ha indicato tre priorità assolute: “L’accompagnamento delle famiglie con un sostegno psicologico, l’identificazione delle vittime e la ricostruzione dei fatti”, come ha dichiarato Stéphane Ganzer, capo del Dipartimento della sicurezza cantonale.

Uno dei proprietari del locale Jacques Moretti contattato dalla Tribune de Geneve ha dichiarato che il bar era stato ispezionato “tre volte in dieci anni” e “tutto è stato fatto secondo le norme“.

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