Il mondo FQ

Detenuta morta nel carcere di Rebibbia: “Overdose”. Un’altra è ricoverata in ospedale

Segretario del Sindacato polizia penitenziaria: "Ennesimo caso di diffusione di stupefacenti in carcere". Rinviata in segno di lutto la cosiddetta "piccola olimpiade in carcere"
Detenuta morta nel carcere di Rebibbia: “Overdose”. Un’altra è ricoverata in ospedale
Icona dei commenti Commenti

L’hanno trovata nella sua cella, quando non c’era più niente da fare. Una donna di 59 anni, detenuta nella sezione femminile del carcere di Rebibbia, è morta per overdose. Un’altra, invece, è stata soccorsa e ricoverata in ospedale. A renderlo noto è il segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria, Aldo Di Giacomo.

In seguito al decesso, sono stati rinviati a data da destinarsi i Giochi della Speranza, promossi dalla Fondazione Giovanni Paolo II, dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e dalla rete di magistrati ‘Sport e Legalità‘. Al posto dell’iniziativa sportiva, si terrà un momento di raccoglimento all’interno del penitenziario assieme ai partecipanti che erano già stati invitati: tra questi, la deputata Michela Di Biase del Partito democratico. I Giochi della Speranza erano giunti alla seconda edizione, chiamati anche la “piccola olimpiade in carcere”. L’iniziativa è stata organizzata in occasione del Giubileo dei detenuti che va dal 12 al 14 dicembre.

Due giorni fa, la sezione femminile di Rebibbia è stata visitata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’inaugurazione di un’istallazione permanente. Il capo dello Stato aveva sottolineato la “condizione totalmente inaccettabile” in cui sono costrette a vivere le persone detenute nelle carceri. Solo 48 ore dopo l’ennesimo caso di morte in un penitenziario italiano.

In una nota, il segretario del sindacato di Polizia penitenziaria denuncia il problema delle droghe nelle carceri: “Siamo all’ennesimo caso di diffusione di stupefacenti che solo negli ultimi mesi dell’anno registra due morti a San Vittore-Milano e tre ricoverati in gravi condizioni, sempre a Rebibbia reparto maschile un decesso, uno a Sassari, uno a Gorizia, uno a Reggio Emilia e uno a Firenze”. E ancora: “Nel corso dell’anno i sequestri effettuati negli istituti penitenziari ammontano a 65 kg di sostanze stupefacenti di ogni tipo”. La più pericolosa, secondo il segretario , è la pasticca ‘Blu Punisher‘, ma l’offerta sul mercato è in continuo mutamento: pastiglie di farmaci tritati o sniffati, cerotti alla morfina, francobolli con colla. E il personale penitenziario fa fatica a contrastare le nuove tendenze. Poi il duro appello alle istituzioni da parte di Di Giacomo: “Da parte dell’Amministrazione penitenziaria, del governo e della politica si preferisce fare come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. In questa situazione è pertanto ancora più irresponsabile negare l’evidenza dei fatti e ripetere come una liturgia che tutto va bene, mentre i servitori dello Stato che si sentono abbandonati ed umiliati dal datore di lavoro che dovrebbe dimostrare profonda riconoscenza per il loro sacrificio. Noi non lo permetteremo”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione