Il tennis italiano fa (ancora) la storia: Musetti raggiunge Sinner, due italiani giocheranno le Atp Finals
Alla fine la missione si è completata. Il traguardo tanto agognata raggiunto. Lorenzo Musetti è alle Atp Finals di Torino. L’Italia avrà due protagonisti nel torneo che riunisce i migliori 8 della stagione. Il più importante dopo gli Slam. Il carrarino raggiunge Jannik Sinner e diventa il quinto azzurro nella storia a giocare le Finals, dopo Adriano Panatta nel 1975, Corrado Barazzutti nel 1978, Matteo Berrettini (2019 e 2021) e appunto l’altoatesino (2021, 2023 e 2024). Un risultato arrivato grazie al forfait di Novak Djokovic dopo la vittoria nella finale dell’Atp 250 di Atene. Ma che Musetti si è comunque meritato, per una stagione (quasi) impeccabile.
Le Finals erano l’obiettivo dichiarato di inizio 2025 e Musetti le ha centrate al termine di una cavalcata in cui ha compiuto un grande salto in avanti, caratterizzato da un’attitudine finalmente acquisita: la costanza di rendimento. Più rilevante di tutti i vari miglioramenti tecnici o tattici ottenuti. Tolti i momenti dettati da infortuni o da recuperi dagli stessi, il carrarino infatti è sempre stato tra i protagonisti. Tranne sul finale, quando l’uscita prematura al Masters 1000 di Parigi sembrava aver pregiudicato tutto. Ma la reazione è stata da campione, come dimostra la finale di Atene, seppur persa. Un lavoro su sé stesso che ha prodotto un dono anche per tutto il tennis italiano: due azzurri nella stessa edizione delle Finals.
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Il percorso di Musetti
Quello di Musetti però è un traguardo che parte da lontano. Ben prima dell’inizio di questa stagione. Wimbledon 2024, le Olimpiadi di Parigi. La prima semifinale Slam della carriera e la medaglia di bronzo. Tutto nel giro di un mese. La rivelazione di una prospettiva diversa. I Championships e i Giochi diventano un trampolino di lancio. Il momento della semina che anticipa la raccolta. Questa comincia nove mesi dopo, con il 2025 già partito da tre mesi, a Montecarlo.
La prima finale in un Masters 1000, i 650 punti conquistati e il riscatto per un inizio d’anno caratterizzato da scarsi risultati e problemi fisici (terzo turno all’Australian Open, secondo a Indian Wells e ottavi a Miami). Musetti mette in fila Bu Yunchaokete, Jiri Lehecka, Matteo Berrettini, Stefanos Tsitsipas e Alex De Minaur. E poco male se poi arriverà la sconfitta nell’ultimo atto contro Carlos Alcaraz. Ormai la missione Finals è ufficialmente partita.
Il risultato nel Principato dà entusiasmo e si rivela trascinante per il prosieguo della stagione sulla terra rossa. L’unico dubbio sulla costanza di rendimento viene spazzato via nel giro di un mese e mezzo. A Madrid (in condizioni non così favorevoli per via dell’altura) raggiunge la semifinale dopo aver eliminato ancora Tsitsipas e De Minaur. L’amarezza per l’eliminazione contro Jack Draper viene attenuata da altri 400 punti messi da parte. E soprattutto dall’ingresso per la prima volta in top 10, da numero 9 del mondo. La posizione con cui si appresta a ricevere il calore degli Internazionali d’Italia. Qui Musetti non tradisce le attese e si regala un altro torneo memorabile, in cui batte Daniil Medvedev negli ottavi e Alexander Zverev nei quarti. È ancora semifinale. E come a Madrid, il suo torneo termina qui, contro Alcaraz.
Una finale e due semifinali in tre Masters 1000. Sul rosso ormai il carrarino viene considerato il terzo incomodo dietro a Sinner e Alcaraz. Ed è con questa etichetta che arriva il Roland Garros. Lo Slam parigino è il banco di prova definitivo, e Musetti non lo fallisce. L’obiettivo minimo è la semifinale e l’azzurro la raggiunge, superando durante il percorso, tra gli altri, Holger Rune e Francis Tiafoe. Anche a Parigi però è Alcaraz a stopparlo, nonostante il primo set vinto. È comunque un grandissimo risultato, che garantisce 800 punti nella Race, con Musetti che balza a quota 2.600 e al numero 7 del mondo. La questione Finals sembra ormai una formalità, e invece le cose si complicano, perché la semifinale parigina ha lasciato in dote anche altro: un infortunio.
L’infortunio, i quarti agli Us Open, il solito neo
Musetti è costretto a fermarsi, salta l’Atp 500 del Queen’s e si presenta a Wimbledon in condizioni non ottimali. Il risultato è l’eliminazione al primo turno contro Basilashvili. Le cose non vanno meglio nemmeno sul cemento nordamericano. Pure a Washington perde al primo turno, mentre tra i Masters 1000 di Toronto e Cincinnati non riesce ad andare oltre al secondo. I punti adesso scarseggiano, la forma ancora incompleta viene acuita dai limiti sul cemento e così gli avversari iniziano ad affiancarlo e superarlo in classifica.
È il momento più difficile, le Finals sono davvero in bilico. Serve un nuovo grande risultato e questo arriva provvidenziale a New York. Allo US Open Musetti ritrova le sensazioni buone e si spinge fino ai quarti, dove viene sconfitto da Sinner. Quattrocento punti che rilanciano le sue ambizioni, a cui se ne aggiungono altri 265 tra Chengdu (finale) e Pechino (quarti) alla fine di settembre. Poi arriva qualche battuto d’arresto: la sconfitta contro Auger-Aliassime nel Masters 1000 di Shanghai, quella a Bruxelles con Mpetshi-Perricard nei quarti. Ma il carrarino ha reagito prendendosi una semifinale a Vienna. Certo, la sconfitta prematura a Parigi contro Sonego sembrava aver rovinato tutto. E sul 2025 di Musetti resta sempre il neo di non essere riuscito a vincere nemmeno un titolo, neanche all’ultima occasione ad Atene. Alla fine però a Torino ci sarà. Musetti e Sinner entrambi alle Atp Finals 2025.