Scintille a In Onda, su La7, tra la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Elisabetta Piccolotti, e il vicedirettore de La Verità, Francesco Borgonovo, in un dibattito incentrato su guerra, politica internazionale e responsabilità dei governi occidentali, con particolare riferimento al conflitto in Ucraina e al genocidio nella Striscia di Gaza.
Il confronto si accende subito, quando Piccolotti denuncia una pericolosa escalation nel mondo occidentale. “In tutto l’Occidente è cresciuta la destra estremista. Da quando governa, sono aumentati gli episodi di intolleranza, violenza, gli screzi fra Stati, le guerre ibride e materiali“.
Dissente totalmente Borgonovo. “Sono cose che non stanno né in cielo, né in terra. È un’assurdità completa quella secondo cui da quando c’è la destra estremista, che poi è una definizione che non vuole dire niente, ci sono le guerre e i massacri. La guerra in Ucraina l’ha iniziata Biden, che non mi sembra ascrivibile alla destra estremista”.
Piccolotti commenta: “Ah, non è stato Putin“.
Ma il giornalista ribatte: “Sì, l’ha iniziata anche Putin, ma diciamo che Biden e l’establishment democratico già dal 2014 hanno dato una bella mano. In ogni caso, non mi sembra che in precedenza il presidente americano abbia espresso né sull’Ucraina né su Israele grandi volontà di pacificazione”.
Il discorso si sposta quindi sull’immobilismo europeo. Borgonovo minimizza le capacità d’influenza di Meloni e Tajani a livello internazionale e sottolinea come la coalizione dei volenterosi per la guerra in Ucraina e l’iniziativa di Macron e di Starmer di riconoscere lo Stato della Palestina non siano servite “a un tubo”. E spiega: “Pochi giorni dopo che Macron e Starmer hanno riconosciuto lo Stato palestinese, Israele ha deciso di occupare tutta la Striscia di Gaza. Il dramma è che possono decidere solo gli Stati Uniti, interrompendo le forniture militari. Non lo fanno e continuano ad andare avanti”.
La deputata non ci sta e ribatte: “Potremmo fare molte cose, ma nella realtà troviamo tutte le scuse per non fare niente. Questa è la posizione di Tajani e dell’intero centrodestra all’unisono”.
Borgonovo, a quel punto, si dissocia dalle posizioni governative: “Non affibbiatemi delle colpe che non ho, io lo dico dall’inizio che è uno scandalo quello che fa Israele a Gaza e che questa cosa deve cessare”.
Ma Piccolotti incalza: “Se lei pensa che è uno scandalo e che questa cosa debba cessare, e se lei fosse sincero nel dirlo, chiederebbe la fine del rapporto di cooperazione Europa-Israele, chiederebbe delle sanzioni economiche nei confronti di Israele, chiederebbe che tutta Europa smettesse di inviare le armi, riconoscerebbe lo Stato di Palestina, farebbe pressione economica e diplomatica per fermare Israele”.
Poi l’affondo: “Siccome qua c’è un governo che invece non fa niente, la verità è che questo governo è complice, come gli Usa e molte delle premiership europee”.
Borgonovo prova a ridimensionare il quadro: “Mi perdoni, però lei attribuisce dei poteri che non ho, perché io posso anche riconoscere lo Stato di Palestina“.
Ma Piccolotti rilancia: “E allora lo chieda insieme a me, sarebbe un passo avanti”.
Il vicedirettore de La Verità replica rivendicando la propria coerenza: “Io ero col sindaco di Betlemme a riconoscere siti palestinesi mesi fa, quando il massacro stava iniziando, quindi non mi deve fare la morale proprio su niente. Io non ho la stessa posizione del governo Meloni, penso anche però per onestà, e dovremmo tutti essere onesti, perché è molto facile andare in piazza e dire belle cose, che nella realtà se non si muovono quelli che hanno le leve del potere non succede nulla”.