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Voli, il Consiglio Ue vuole ridurre i risarcimenti per i passeggeri in caso di ritardo e rendere più difficili ottenerli

Chi ha prenotato un volo di meno di 3.500 km e intra-Ue avrebbe diritto a 300 euro per ritardi oltre le 4 ore, mentre sopra i 3.500 chilometri ci sarà un risarcimento di 500 euro per ritardi di oltre 6 ore. Dopo le trattative tra i ministri dei Trasporti degli Stati membri adesso i negoziati passeranno dal Parlamento europeo
Voli, il Consiglio Ue vuole ridurre i risarcimenti per i passeggeri in caso di ritardo e rendere più difficili ottenerli
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I ministri dei Trasporti dei 27 Paesi Ue hanno concordato dopo anni di trattative un’ipotesi di revisione dei diritti dei passeggeri dei voli. L’intesa politica – in attesa dei negoziati con il Parlamento Ue – sembra peggiorativa per i clienti delle compagnie aeree: prevede che, rispetto alla situazione attuale, per ottenere un risarcimento occorra un ritardo più ampio. E i rimborsi saranno inferiori. Chi ha prenotato un volo di meno di 3.500 km e intra-Ue avrà diritto a 300 euro per ritardi oltre le 4 ore, mentre sopra i 3.500 chilometri ci sarà un risarcimento di 500 euro per ritardi di oltre 6 ore.

I Socialisti e Democratici criticano le modifiche proposte sottolineando come la maggior parte dei voli subisca ritardi medi di circa tre ore. In quel caso, attualmente, i passeggeri hanno diritto a un risarcimento tra i 250 e i 600 euro. Le nuove regole discusse al Consiglio trasporti prevedono invece che servano almeno 4 ore per avere indietro i soldi. E limitano il rimborso in caso di tratte brevi. Per Mohammed Chahim, vicepresidente S&D per il Green Deal per l’Industria, l’Energia e il Clima “le nuove regole implicheranno che i passeggeri avranno meno diritti, poiché le condizioni per il risarcimento sono state rese più severe”.

In compenso l’intesa prevede anche alcuni nuovi diritti, come la messa a disposizione di moduli di indennizzo precompilati per i voli cancellati, un miglioramento atteso da tempo dopo oltre un decennio di stallo legislativo. I Socialisti ritengono tuttavia i progressi insufficienti: “Sebbene ciò semplifichi la procedura per le cancellazioni, non risolve il problema fondamentale dei ritardi: i passeggeri devono ancora combattere contro le compagnie aeree per ottenere quanto dovuto”, dice Johan Danielsson, coordinatore S&D nella commissione trasporti e turismo del Parlamento europeo, e aggiunge “ci batteremo per un indennizzo automatico“.

La proposta della Commissione di modifica della normativa relativa ai diritti dei passeggeri risale addirittura al 2013 e, da allora, è stata in stallo. Adesso i negoziati passeranno dal Parlamento europeo dove i Socialisti potranno far valere le proprie ragioni. Su una cosa sembrano tutti d’accordo: è necessaria una riforma delle regole, definite obsolete da Dariusz Klimczak, Ministro delle Infrastrutture polacco, Paese con la presidenza di turno del Consiglio Ue.

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