Stellantis, l’italiano Antonio Filosa è il nuovo amministratore delegato
L’italiano Antonio Filosa è il nuovo amministratore delegato di Stellantis. Napoletano, 52 anni, oltre due decenni fa era entrato in Fiat e da inizio 2021 parte del comitato esecutivo del gruppo, il manager era responsabile delle Regioni d’America con la supervisione dei marchi Chrysler, Dodge, Jeep e Ram e ad aprile aveva assunto la leadership globale dell’ente Quality. È stato designato all’unanimità dal consiglio di amministrazione dopo “un approfondito processo di ricerca di candidati interni ed esterni”, da parte del comitato dedicato guidato da John Elkann. Il cda lo ha scelto per “la sua comprovata esperienza maturata in oltre 25 anni di attività nel settore auto, della sua vasta esperienza in tutto il mondo, della ineguagliabile conoscenza dell’azienda e delle riconosciute qualità di leadership”. Elkann continuerà a ricoprire il ruolo di presidente esecutivo quando Filosa assumerà l’incarico il 23 giugno. In quell’occasione, il nuovo ad annuncerà anche il nuovo team dirigenziale.
I risultati che il manager ha conseguito negli Usa, primo mercato di Stellantis, sono considerati incoraggianti dall’azienda: da quando ha assunto le redini delle attività americane Filosa – che era già stato capo di Jeep dove a febbraio è stato sostituito da Bob Broderdorf – è riuscito a ottenere una riduzione significativa delle scorte presso le reti di distribuzione americane e i rapporti con i concessionari sono migliorati. La leadership globale della Qualità che il presidente di Stellantis gli ha affidato era già un primo riconoscimento importante dal momento che è considerata “il fulcro della promessa dell’azienda ai clienti”. L’andamento delle vendite negli Stati Uniti nel primo trimestre del 2025 ha visto Jeep Compass, Grand Cherokee e Ram 1500/2500 registrare ciascuno un aumento dei volumi superiore al 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A marzo la raccolta ordini retail ha raggiunto il livello più alto dal luglio 2023.
Filosa ha guidato Stellantis sia in Nord sia in Sud America. Durante il suo mandato come chief operating officer per l’America del Sud ha portato il marchio Fiat – sottolinea la nota dell’azienda – alla leadership di mercato e ha poi sviluppato significativamente i marchi Peugeot, Citroën, Ram e Jeep. Stellantis ha rafforzato la sua leadership nella regione. Il suo lavoro nella creazione dello stabilimento di Pernambuco, uno dei più grandi poli automobilistici del Sud America, ha lanciato Jeep in Brasile, che è rapidamente diventato il principale mercato del brand al di fuori degli Stati Uniti. In qualità di ceo di Jeep, Filosa ha ampliato la presenza globale del brand anche in Europa, dove i suoi modelli continuano a essere i più venduti grazie a prodotti di enorme successo come la Jeep Avenger.
“Ho questa azienda nel sangue e non potrei essere più orgoglioso dell’opportunità che mi è stata data di lavorare con tutti voi, in ogni regione, assumendo questo ruolo, al vostro servizio, per Stellantis”, ha detto Filosa in un messaggio ai dipendenti. I sindacati restano attendisti sulla nomina e vogliono capire come si muoverà Filosa. Il segretario generale della Uilm Rocco Palombella chiede “un incontro nel più breve tempo possibile” per “avere conferme e aggiornamenti sul Piano Italia, sugli investimenti e sulle strategie nel nostro Paese” di Stellantis. “È necessario affrontare rapidamente i problemi, che senza un piano industriale per l’Italia di rilancio della ricerca, sviluppo e produzione, rischia di compromettere anche i risultati economici necessari ad aumentare gli investimenti – sostiene invece il responsabile mobilità della Fiom-Cgil, Samuele Lodi – Occorre ripartire dalle lavoratrici e dai lavoratori aumentando il salario e confrontandosi sul futuro occupazionale per favorire la rigenerazione”. E chiede, come la Uilm, un “confronto strategico” a Palazzo Chigi. La Fim-Cisl si dice “pronta ad avviare un confronto costruttivo, nella convinzione che il rilancio e il rafforzamento delle attività industriali presenti in Italia debbano rappresentare un punto centrale dell’agenda del nuovo management”.