Sinner e Alcaraz, poi tutti gli altri: comincia la corsa al Roland Garros. Tra le sorprese in pole c’è Musetti
Arthur Rinderknech per cominciare, poi Richard Gasquet, Jiri Lehecka, Andrey Rublev o Arthur Fils, Jack Draper, Alexander Zverev o Novak Djokovic, Carlos Alcaraz in finale. Non è certo un cammino agevole quello che il Roland Garros 2025, al via da oggi domenica 25 maggio, ha messo davanti a Jannik Sinner. Tutt’altro. Tra il numero 1 del mondo e il primo successo parigino ci sono giocatori insidiosi e avversari bisognosi di riscatto. Prima, forse, della finale contro Alcaraz. La partita che tutti attendono, auspicano, desiderano.
L’azzurro arriva a Parigi senza molte partite nelle gambe, ma con una grande dose di fiducia dopo la finale sì persa agli Internazionale d’Italia, ma comunque raggiunta nonostante i tre mesi di sospensione per il caso Clostebol. Un risultato che non era certo scontato alla vigilia. Anzi. Per Sinner non c’è solo l’obiettivo di alzare il trofeo, ma anche quello di ristabilire un equilibrio nei confronti di Alcaraz, ora nettamente in vantaggio negli scontri diretti. L’azzurro ha l’occasione di spezzare un tabù che il tennis italiano si porta dietro da 49 anni. Dal successo a Parigi di Adriano Panatta nel 1976. Sarebbe un altro passo storico. C’è voglia di riscatto dopo la sconfitta di Roma, così come c’è voglia tra gli appassionati di vivere a livello Slam una finale tra l’azzurro e lo spagnolo. Sarebbe la prima in assoluto tra i due. Un appuntamento che farebbe decollare definitivamente la loro rivalità.
Alcaraz invece si presenta da campione in carica e da dominatore della stagione sul rosso: due Masters 1000 portati a casa (Montecarlo e Roma) e una finale (il 500 di Barcellona). È lui quindi il principale favorito per il titolo. Almeno sulla carta. L’unica incognita legata allo spagnolo è quella tendenza ai cali di tensione che ancora lo accompagna, soprattutto quando l’avversario non si chiama Sinner. Quella sorta di eccesso di sicurezza che, a volte, gli fa scivolare di mano la partita. È già successo anche in questa prima parte di stagione, per esempio a Miami (sconfitta da David Goffin all’esordio) o in Qatar (out ai quarti di finale contro Jiri Lehecka). Un fattore sempre in agguato. D’altronde anche per Alcaraz le insidie non mancano: da Fabian Maroszan al secondo turno a Stefanos Tsitsipas negli ottavi, fino a Holger Rune o Lorenzo Musetti in semifinale.
Chi invece è chiamato a dare risposte concrete è Alexander Zverev. Il tedesco si trova di fronte a un bivio dopo mesi di grandi delusioni. La netta sconfitta all’Australian Open ha lasciato scorie profonde e indelebili. Il successo nel 500 di Monaco di Baviera ha rappresentato un’anomalia all’interno di un quadro di costanti difficoltà. A Parigi un anno fa raggiunse la finale del torneo. Qui adesso Zverev proverà ad invertire la rotta, per dare un senso alla stagione e riavvicinarsi al duo Sinner-Alcaraz. Ma il Roland Garros è un test decisivo soprattutto per un altro giocatore: Novak Djokovic. Nole arriva con tanti dubbi e incertezze. Il record assoluto dei 25 titoli Slam è sempre lì, ma appare ormai sempre più lontano e sbiadito. Parigi equivale quindi al test decisivo per capire se Nole può avere ancora in serbo qualche colpo di coda pesante o meno. Un’eventuale eliminazione precoce sarebbe infatti il segno che l’ultimo chilometro della carriera è davvero cominciato, il countdown finale partito.
I favoriti, i giocatori sotto la lente d’ingrandimento, ma anche diversi outsider. Il Roland Garros presenta ai nastri di partenza molti protagonisti che possono sorprendere, regalare dinamiche inattese e impreviste. Il primo della serie è sicuramente Jack Draper, finalista a Madrid. Il britannico è cresciuto in maniera esponenziale nell’ultimo anno, è numero 5 del mondo e ha dimostrato di essere molto competitivo anche sul rosso. Per colpi e personalità è uno di quelli che potrebbe creare più di un problema sia a Sinner che ad Alcaraz. Stesso discorso vale per Tommy Paul. Lo statunitense è attualmente fuori dalla top 10, ma la semifinale agli Internazionali d’Italia (con tanto di 6-1 inflitto all’altoatesino) ha messo in mostra il suo grande stato di forma. Nel gruppo degli outsider rientrano anche Alex De Minaur e Casper Ruud (due volte finalista al Roland Garros), anche se entrambi non sembrano avere le armi adatte per insidiare realmente i principali favoriti. Grande curiosità invece c’è attorno a Holger Rune, Jakub Mensik e Joao Fonseca. Il primo prosegue nella sua incostanza di rendimento ma può essere avversario temibile per chiunque; il secondo è la rivelazione di questa prima parte di 2025; il terzo infine è il talento in ascesa, chiamato ad accumulare esperienza e che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. Forse già in questo Roland Garros.
Ma tra tutti questi nomi, ce n’è uno da cui tutti si attendono qualcosa di importante. Soprattutto in Italia. È Lorenzo Musetti. Finale a Montecarlo, semifinale a Madrid, semifinale a Roma. Questo è il cammino dell’azzurro nell’ultimo mese e mezzo, a testimonianza di una maturità tecnica e mentale differente dal passato. Guardando la top 10, solo Alcaraz e Sinner sembrano essergli davvero superiori. Inevitabili le grandi aspettative, per un obiettivo minimo che non può non essere i quarti di finale. E magari anche qualcosa di più. Il Roland Garros per Musetti può diventare il definitivo trampolino di lancio sulla strada verso le Atp Finals di Torino. Il mondo sogna una finale tra Sinner e Alcaraz, l’Italia tra Sinner e Musetti.
Gli altri azzurri. Out Matteo Berrettini a causa di nuovo infortunio, la squadra italiana arriva nella capitale francese con un gruppo di dieci elementi. Oltre a Sinner e Musetti, un occhio di riguardo verrà dato a Flavio Cobolli, Matteo Arnaldi e Lorenzo Sonego. Tutti alla caccia di un risultato importante. In particolare Sonego, che dopo un grande Australian Open non è riuscito a dare continuità alle prestazioni. Luca Nardi va alla ricerca del primo successo a Parigi, mentre Francesco Passaro e Matteo Gigante sono all’esordio assoluto. Presenti anche Luciano Darderi e Mattia Bellucci.