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Sanità, la spesa privata nel 2023 è esplosa a 43 miliardi: +24% rispetto al pre Covid e +7% sull’anno prima. Per quella pubblica solo +2%

Dal rapporto di monitoraggio pubblicato il 30 dicembre dalla Ragioneria generale dello Stato emerge che nel 2023 le famiglie hanno pagato di tasca propria oltre 43 miliardi
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il problema durante il discorso di fine anno: “Vi sono lunghe liste d’attesa per esami che, se tempestivi, possono salvare la vita. Numerose persone rinunciano alle cure e alle medicine perché prive dei mezzi necessari“. L’altra faccia della medaglia della crisi del sistema sanitario è l’esplosione della spesa privata, quella cioè che le famiglie sostengono di tasca propri perché il pubblico non dà risposte o non le dà nei tempi necessari. Dal rapporto di monitoraggio pubblicato il 30 dicembre dalla Ragioneria generale dello Stato emerge che nel 2023 ha superato quota 43 miliardi, in aumento del 7% rispetto all’anno prima e addirittura del 24% rispetto al 2019, subito prima della crisi pandemica. Con picchi in Lombardia, dove la crescita è stata del 9,5% anno su anno e del 26% sul 2019, e in Sardegna, dove la spesa cosiddetta “out of pocket” è salita del 9,1% sul 2022 e del 32% su un orizzonte di quattro anni. Il tutto in un quadro che ha visto la spesa pubblica sostenuta dalle Regioni – a quota 132,8 miliardi nel 2023 – aumentare solo del 2% in un anno e del 13,6% sul 2019.

Tra 2014 e 2023, spiega il dipartimento del Mef, la spesa per gli stipendi del personale sanitario è salita in media dell’1,4% l’anno, effetto di un calo fino al 2017 – determinato dai blocchi del turnover e dal congelamento dei rinnovi contrattuali – seguito da aumenti negli anni successivi dovuti al riconoscimento di aumenti e all’autorizzazione a bandire nuovi concorsi. Dal 2019 al 2022, i dipendenti del Servizio sanitario a tempo indeterminato sono cresciuti di circa 32.300 unità, di cui 29.750 di personale non dirigente e circa 2.600 unità di personale dirigente e quelli a tempo determinato di 17.442 unità, da 32.713 a 50.155 unità. Rispetto al periodo pre-Covid, il personale non dirigente è aumentato di 46.092 unità (+8,5%) e quello dirigente di 3.673 unità (+2,7%).

La spesa per prodotti farmaceutici nello stesso periodo è invece passata da 8,8 a 14,5 miliardi, +5,7% l’anno. In questo caso la spesa è salita fino al 2018 per poi contrarsi grazie all’incasso del pay-back relativo al superamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera per il periodo. Nel 2020 il Covid ha determinato una nuova salita del 5,8% attenuato dal payback. La crescita
del 2023 (+13,9%) sconta l’incasso dei rimborsi da parte delle aziende farmaceutiche dell’annualità 2022.

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