Al processo, in aula “sono riuscito ad ascoltare le parole di Filippo (Turetta ndr) senza odio o rabbia“. Lo ha detto Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, assassinata un anno fa, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su Nove. “Io l’ho fatto per un anno questo esercizio, mi sono reso conto di quanto sia importante per creare valore. Però mi sono reso conto anche del fatto che intorno a me si respirava qualcosa di negativo ed è umano, è comprensibile”, ha proseguito. E ancora: “Tutti questi sentimenti vengono poi immessi nell’ecosistema. Mi è sembrato di vedere come se noi vivessimo in un’atmosfera in cui noi singoli siamo degli individui che possono produrre ossigeno o anidride carbonica, l’ossigeno è qualcosa di positivo e l’anidride carbonica un qualcosa di negativo. Perché poi lo portiamo a casa, nelle relazioni con i nostri cari. Quando noi recepiamo qualsiasi cosa negativa, sta a noi come reagiamo, e se reagiamo positivamente portiamo a casa un sentimento di amore, creando valore nel sistema. Io sono riuscito a non odiare, non so come ho fatto. Il modo che ho utilizzato io è quello di concentrarsi sui propri cari”. “In quell’occasione io che in quest’ultimo anno ho imparato a concentrarmi sul positivo, come sempre faccio prendo una foto di Giulia me la guardo e non c’è nulla di negativo che appare nella mia vita, perché mi concentro sul bello”, ha detto ancora Gino Cecchettin.
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