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Farmaco contro l’obesità nel tè: 15mila bustine sequestrate a Trieste. “Rischi per la salute”

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Una importante partita di con il trucco, contenente sibutramina, una sostanza che riduce la fame e combatte l’obesità, è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Trieste e da funzionari della sezione antifrode dell’Ufficio delle Dogane. Le operazioni messe a segno sono due e hanno consentito di individuare e sequestrare oltre 15.000 bustine di tè monouso che contenevano il farmaco anoressizzante che viene impiegato per il trattamento del sovrappeso.

I carichi erano arrivati nel porto giuliano a bordo di un tir proveniente dalla Turchia. I finanzieri in passato avevano effettuato attività investigative nel corso delle quali avevano scoperto che all’interno di prodotti edibili erano state nascoste sostanze farmaceutiche in maniera subdola e potenzialmente dannosa.

Le analisi di laboratorio, a cui è stato sottoposto il tè, hanno confermato il contenuto di una sostanza di natura medicinale, che in realtà veniva importata sotto altra forma, una procedura vietata per legge. La Finanza ha attivato il ministero della Salute che ha emesso un’allerta a livello europeo, con la quale la popolazione è stata invitata a non consumare tale prodotto per i gravi rischi alla salute che ne possono derivare. È così scattata una denuncia in base a un decreto legislativo del 2006 che vieta la commercializzazione di farmaci.

Già nel 2010 l’Agenzia italiana del farmaco aveva disposto il divieto di vendita e di utilizzo di tutti i medicinali a base proprio di sibutramina, avallando una valutazione dell’Ema (l’Agenzia europea per medicinali) che aveva rilevato un nesso di causalità tra l’impiego della sostanza e il manifestarsi di rischi cardiovascolari. La sibutramina ha un effetto riduttore dell’appetito, ma con gravi rischi collaterali.

La merce era contenuta in scatoloni con l’intestazione “Meridetox tea”. Il prodotto era destinato ai mercati nel nord e centro Europa, in particolare la Germania e il Belgio, ma avrebbe potuto rientrare in Italia per la commercializzazione, sia seguendo canali internet che per raggiungere appositi store che diffondono infusi o bevande disintossicanti. “I rilevanti sequestri effettuati dimostrano ancora una volta l’attenzione e l’impegno che vengono profusi – spiega la Guardia di Finanza – a tutela della salute pubblica e del contrasto alla diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza, contribuendo in tal modo a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possono beneficiare di condizioni di sana concorrenza”.

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