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“Un manipolatore. È stato giusto denunciare”: parla l’ultima vittima di Simone Borgese

“Un manipolatore. È stato giusto denunciare”: parla l’ultima vittima di Simone Borgese
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“È successo intorno alle 15 di mercoledì 8 maggio. Se non lo avessi aiutato sarei stata assalita dai sensi di colpa. Lui mi diceva ‘non mi stai aiutando in una situazione come questa’, poi continuava ‘ho il telefono scarico’. A ripensarci sembrava un attore, un manipolatore”. Non ha avuto alcun dubbio sulla volontà di denunciare e non ha alcun dubbio sulla volontà di raccontare, ora che Simone Borgese è stato arrestato. L’accusa è la stessa che lo ha portato in carcere tra il 2015 e il 2021 con una condanna a 7 anni e mezzo: violenza sessuale aggravata.

L’8 maggio scorso è accaduto di nuovo, secondo la ricostruzione della procura di Roma. Ha avvicinato una studentessa di 26 anni con una scusa alla fermata dell’autobus zona Magliana, quindi l’ha violentata. “Non sono stata abbastanza lucida da capire, data la situazione anche per le macchine in coda, mi sono lasciata convincere, nonostante fosse vestito in maniera trasandata”, ha spiegato a LaPresse.

La vittima ha anche raccontato come abbia denunciato tutto immediatamente dopo aver dovuto subire le violenze: “Sono state due ragazze a farmi trovare il coraggio di denunciare. Non mi sono pentita di questa scelta. Ho denunciato il giorno stesso”. Dopo essere stata scaricata da Borgese, ha preso un treno: “Ho incontrato due ragazze che mi hanno accompagnata a casa e poi mi hanno portata al commissariato – ha spiegato la 26enne – Arrivata lì ho trovato una poliziotta che mi ha assistita e che ha preso la denuncia”.

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