Il mondo FQ

Nba Freestyle | Celtics-Mavs, l’ora della finale: chi sono i protagonisti (oltre Tatum e Doncic)

Un pensiero in freestyle sui protagonisti delle Finals di quest'anno
Nba Freestyle | Celtics-Mavs, l’ora della finale: chi sono i protagonisti (oltre Tatum e Doncic)
Icona dei commenti Commenti

Boston Celtics
Jayson Tatum – È già un veterano dei playoff, alla “tenera” età di 26 anni. Per raggiungere lo status verso cui sta tendendo, in base al suo stile di gioco, gli mancherebbe un vero patented-shot, un tiro sicuro su cui appoggiarsi nelle fasi della partita in cui non trova ritmo in attacco e seleziona male le conclusioni (tipo il fade-away di Jordan e Bryant o il tiro su una gamba di Dirk Nowitzki…). In più, non è un passatore illuminante. Per il resto, sia fisicamente che tecnicamente sembra disegnato dal sarto per dominare l’NBA per una generazione intera. Difende pure, guarda un po’… In questi playoff, in verità, ha sparato a salve da tre (29%). Non proprio benissimo. Con questi Mavs, riuscire ad aprire l’area diventa fondamentale.

Jaylen Brown – Dicono che fuori dal campo sia una sorta di genio. Buon per lui. Sul parquet, Brown è uno slasher, uno che si trova a suo agio nell’attaccare il canestro dal palleggio, come tagliante o in contropiede. Dal perimetro si accende e spegne in base alle partite. Trattatore della sfera rivedibile. Difensore attento. Probabile si troverà spesso a cambiare su Luka Doncic nei pick-and-roll (o anche a marcarlo in uno-contro-uno). Non un cliente facile. Ma Brown ha fisico e mobilità laterale per stare dietro a chiunque.

Jrue Holiday – È uno di quei giocatori che permettono all’NBA di essere quella che è. La migliore lega al mondo. Giocatore di alto livello, solido, pericoloso in attacco, grande difensore (secondo quintetto difensivo). Non una stella di prima grandezza, ma a basket ci sa giocare per davvero. Proprio per questo, particolarmente prezioso in un roster che punta in alto. Sarà uno di quelli designati a difendere su Doncic. In bocca al lupo.

Al Horford – Gli anni passano, lui rimane un cambio di lusso per il front-court. Alto quoziente intellettivo cestistico. Sempre a testa bassa a lavorare. Nei suoi tanti (17) anni in NBA, ha sviluppato anno dopo anno un tiro credibile da fuori, che gli ha allungato la carriera (i lunghi tiratori hanno valore inestimabile). Potrà soffrire la verticalità di Gafford e Lively. I quali però, in difesa su di lui, non potranno “battezzarlo” troppo dal perimetro.

Kristaps Porzingis – Se torna, e torna sano, arma tattica fondamentale nella serie. Fate conto un tiratore puro di 2.20 (37,5% in stagione). A questo punto, il lungo dei Mavs che difenderà su di lui (Gafford o Lively) dovrà seguirlo sul perimetro senza se e senza ma. Si indebolirà così il sistema di protezione del ferro, che tanto male ha fatto ai T-Wolves. Sarà più facile attaccare l’area per i Celtics. Se torna. E torna sano.

Derrick White – Sta probabilmente giocando il suo miglior basket di sempre. Point-guard capace di far male in mille modi diversi. Ha tanto tiro (oltre il 40% da tre nei playoff). Può penetrare a canestro. Guida bene il contropiede. È (quasi) sempre sobrio nelle scelte palla in mano. Con Holiday, forma il miglior back-court difensivo attualmente in circolazione (anche lui nel secondo miglior quintetto). Kyrie Irving è avvisato.

Dallas Mavericks
Luka Doncic – “È lento, salta poco”. È quello che dicevano spesso di Larry Bird. Poi la palla si infilava come sempre nella retina. Vi ricorda qualcosa? Ora, nessuno vuole avventurarsi in paragoni che – al momento – sono insensati. Però Luka Doncic sta “facendo onde” nella lega grazie a una faccia tosta senza precedenti e a fondamentali di una perfezione imbarazzante. Ecco perché, senza essere un vero e proprio fulmine sul primo passo, nessuno riesce veramente a limitarlo. Il suo step-back è un’arma micidiale perché l’ultimo palleggio è sempre fatto nella posizione perfetta per caricare il tiro. La penetrazione è al ferro perché l’angolo del suo corpo copre perfettamente la palla dalle grinfie dei difensori in area e sa sempre quale è il piede giusto su cui tirare. In questi playoff, sta tirando particolarmente male da fuori (34,3%). Ma Doncic non è un tiratore puro. È un realizzatore. E a mettere punti a referto, al momento, non è possibile trovare di meglio.

Kyrie Irving – Quando James Naismith inventò il basket nel 1891, di certo non pensava che qualcuno avrebbe palleggiato un giorno a questa velocità. Quando lo vedi fare un cambio di direzione tra le gambe, pensi che il difensore si sia già storto entrambe le caviglie prima di aver piegato le ginocchia. Una nuova giovinezza per lui, dopo le esperienze (così e così) a Boston e Brooklyn. Nuove motivazioni, compagni con cui si trova bene, grande intesa con Doncic. Risultato? Playoff di altissimo livello. Talento puro devastante, non c’è una posizione del campo in cui non sia pericoloso (42,1% da tre). Dovrà vedersela con la miglior coppia di guardie difensive della NBA (Holiday e White). Sarà un bel test.

PJ Washington. “E improvvisamente diventai un 3&D (tiro da tre e difesa) di alto livello e giocai le finali NBA”. Questo racconterà PJ Washington ai suoi nipotini un giorno. Nel sistema di gioco di Dallas sta come il cacio sui maccheroni. Perché non deve creare nulla. Deve ringhiare in difesa e farsi trovare pronto sugli scarichi. Sarà lui a dover marcare Tatum?

Derrick Jones Jr – Altra “vittima” del sistema di gioco di Dallas. Preso singolarmente è giocatore appena sufficiente. Con Doncic e Irving a giostrare palla in mano, invece, è diventato pedina di gran valore. In difesa è un vero doberman, grande reattività sulla palla e nei close-out. Dal perimetro è stato molto preciso nei playoff (quasi 40%). Contro le ali di Boston troverà pane per i suoi denti.

Daniel Gafford – Tra i maggiori beneficiari del “festival degli alley-oop” dei Mavs. Giocatore verticale sia in attacco che in difesa. Offensivamente siamo all’abc, ma lanciategli un lob a qualsiasi altezza e lo schiaccia dentro il cerchio con grande nonchalance. Protegge il ferro come se gli avessero offeso la famiglia.

Dereck Lively II – Il colpaccio ‘rubato’ da Dallas al Draft? Quasi certo. Un po’ un “gemello” di Gafford. Rookie che è salito alla ribalta sin dalle prime partite in stagione per la sua capacità di andare in alto e la velocità di piedi sui pick-and-roll come bloccante. I Celtics cercheranno di portare lui e Gafford fuori dall’area. Sarà uno dei temi della finale, su cui Jason Kidd dovrà concentrarsi in modo particolare.

That’s all Folks!

Buona Finale.

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.