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5 Giugno 2024

Ultimo aggiornamento: 15:02 del 5 Giugno 2024

Gaza, Israele: “Chiude il campo di detenzione di Sde Teiman”. La Cnn ha raccontato le violazioni dei diritti umani sui palestinesi

di F. Q.
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Decine di uomini vestiti con tute grigie seduti a terra su coperte ingabbiati dietro una rete sormontata da filo spinato. Tutti bendati, la testa reclinata sotto la luce dei riflettori. L’immagine pubblicata a inizio maggio dalla Cnn era devastante. Ricordava Guantanamo o Abu Grahib. I racconti di chi a Sde Teiman era stato o aveva lavorato avevano fatto il resto e il mondo aveva saputo che nel campo di detenzione per prigionieri palestinesi gestito dall’Israel defense Force nel deserto del Negev venivano violati sistematicamente i più elementari diritti umani. Oggi funzionari della giustizia israeliana hanno annunciato che il governo sta ridimensionando la struttura. Rispondendo a una petizione presentata da un’associazione israeliana, gli avvocati dello Stato hanno affermato che 1.200 prigionieri sono già stati trasferiti e che nel campo, che si trova a circa 30 chilometri dalla Striscia di Gaza, sono rimasti solo 200 detenuti. Secondo i funzionari la riduzione del numero migliorerà le condizioni del campo, il cui futuro deve tuttavia ancora essere deciso.

L’emittente televisiva statunitense aveva raccolto le testimonianze di 3 informatori che hanno lavorato nel campo. I loro racconti avevano aperto uno squarcio sulle torture subite dai prigionieri. Secondo i racconti la struttura è divisa in due parti: recinti in cui i detenuti sono sottoposti a estrema costrizione fisica e un ospedale dove i feriti sono legati ai letti, indossano pannolini e si nutrono tramite cannucce. “Li hanno spogliati di tutto ciò che avevano di umano”, ha raccontato un ex medico. Nella struttura, inoltre, “i pestaggi non erano fatti per raccogliere informazioni. Sono stati fatti per vendetta”, ha raccontato inoltre uno degli informatori alla Cnn, aggiungendo che “è stata una punizione per quello che hanno fatto il 7 ottobre e una punizione per il comportamento nel campo”.

Ad aprile era stato Haaretz ad accendere un faro sulla struttura. In una lettera indirizzata ad alti funzionari israeliani un medico dell’ospedale aveva descritto le condizioni catastrofiche in cui versano i detenuti, incatenati con tutti e quattro gli arti 24 ore al giorno: “A due prigionieri sono state amputate le gambe a causa delle ferite provocate dalle manette”, aveva raccontato l’uomo. Non esiste il rispetto di alcuna disposizione prevista per la salute dei detenuti, aveva aggiunto. “Questo rende tutti noi, le équipe mediche e coloro che ci incaricano nei ministeri della Sanità e della Difesa, complici della violazione della legge israeliana. E forse peggio per me come medico, perché ho violato il mio impegno fondamentale nei confronti dei pazienti, ovunque essi siano, come ho giurato quando mi sono laureato 20 anni fa”.

Le condizioni dei detenuti erano state raccontate dallo stesso quotidiano anche a inizio marzo, quando in prima pagina aveva riportato la notizia di 27 detenuti palestinesi – catturati fra Gaza e la Cisgiordania – morti per i maltrattamenti subiti durante la prigionia, come testimoniavano i loro corpi brutalizzati dalle percosse. Una situazione raccontata anche dai funzionari dell’Unrwa e dalle denunce da loro raccolte: sbarre di ferro per i pestaggi, scosse elettriche, cani e bruciature di sigaretta. Condizioni in violazione del diritto internazionale e che portano spesso alla morte dei prigionieri, i cui corpi vengono sepolti in fosse comuni.

A febbraio a Gaza è stata trovata una di queste con i corpi in decomposizione di decine di detenuti palestinesi bendati e ammanettati, come scritto da Al Jazeera online secondo cui almeno 30 corpi sono stati trovati in “sacchi di plastica neri” vicino alla scuola Hamad, nel nord della Striscia. Il ministero degli Affari Esteri palestinese aveva chiesto un’indagine internazionale su quelli che ha descritto come “massacri” israeliani, chiedendo che una squadra visitasse Gaza “per scoprire la verità e le dimensioni del genocidio a cui è esposto il nostro popolo”.

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  • 19:27 - Minori: Marco Rossetti di 'Doc' in piazza con Save the Children, per il weekend dei BisBuoni

    Roma, 10 ott. (Adnkronos) - Oggi e domani, Save the Children, l'organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, animerà le piazze in tutta Italia con la seconda edizione di 'BisBuoni. Cambiamo il mondo un biscotto alla volta!'. I fondi raccolti grazie all'iniziativa sosterranno gli interventi dell'Organizzazione a supporto dei bambini e delle loro famiglie nei principali scenari di crisi globali. A sostenere l’iniziativa, stamattina, anche Marco Rossetti, attore e testimonial dell'Organizzazione, che ha fatto tappa allo stand di piazza Cola di Rienzo a Roma.(Video)

    Per tutta la durata dell’iniziativa, dalle 10 alle 19, in diverse località in tutt'Italia, i volontari di Save the Children hanno allestito banchetti dedicati, dove è possibile sostenere bambine e bambini che vivono in contesti emergenziali, e ricevere in cambio i BisBuoni, biscotti solidali prodotti in edizione limitata da Paterson's (affiliata Ferrero) per Save the Children. Disponibili in due gusti, frolla classica e gocce di cioccolato, i BisBuoni sono confezionati in scatole di latta da 200 grammi e saranno distribuiti a fronte di una donazione minima di 15 euro. I BisBuoni uniscono il piacere della condivisione a un gesto di solidarietà. Sceglierli significa sostenere il lavoro di Save the Children negli interventi di emergenza, per garantire ai bambini e alle loro famiglie assistenza, protezione, cure, beni di prima necessità e spazi sicuri nelle aree colpite da conflitti, calamità naturali e crisi umanitarie, in Italia e nel mondo.

    Ancora oggi, milioni di bambine e bambini vedono le proprie vite messe in pericolo da guerre e violenze. Nel 2025, una media di oltre 35.000 minori al giorno è stata costretta a fuggire dalla propria casa a causa di conflitti e violenze, il dato più alto mai registrato. Save the Children stima, inoltre, che circa 13 milioni di minori siano stati coinvolti in sfollamenti interni causati da conflitti e violenze, con un aumento del 46% rispetto ai circa 9 milioni del 2024. Nel 2025, inoltre, 6.266 bambine e bambini sono stati uccisi nei conflitti, con un aumento di circa il 34% rispetto all'anno precedente, mentre 24.174 minori hanno subito gravi violazioni dei propri diritti, il numero più alto da quando, 30 anni fa, è stato istituito il mandato Onu per la protezione dei bambini nei conflitti armati. Save the Children invita tutti a partecipare all’iniziativa oggi e domani nelle tante piazze d'Italia. Al link bisbuonisavethechildren.it si possono cercare le piazze nella propria città e contribuire a cambiare il futuro di tanti bambini, un biscotto alla volta.

  • 19:23 - Minori: Marco Rossetti di 'Doc' in piazza con Save the Children, per il weekend dei BisBuoni

    Roma, 10 ott. (Adnkronos) - Oggi e domani, Save the Children, l'organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, animerà le piazze in tutta Italia con la seconda edizione di 'BisBuoni. Cambiamo il mondo un biscotto alla volta!'. I fondi raccolti grazie all'iniziativa sosterranno gli interventi dell'Organizzazione a supporto dei bambini e delle loro famiglie nei principali scenari di crisi globali. A sostenere l’iniziativa, stamattina, anche Marco Rossetti, attore e testimonial dell'Organizzazione, che ha fatto tappa allo stand di piazza Cola di Rienzo a Roma.(Video)

    Per tutta la durata dell’iniziativa, dalle 10 alle 19, in diverse località in tutt'Italia, i volontari di Save the Children hanno allestito banchetti dedicati, dove è possibile sostenere bambine e bambini che vivono in contesti emergenziali, e ricevere in cambio i BisBuoni, biscotti solidali prodotti in edizione limitata da Paterson's (affiliata Ferrero) per Save the Children. Disponibili in due gusti, frolla classica e gocce di cioccolato, i BisBuoni sono confezionati in scatole di latta da 200 grammi e saranno distribuiti a fronte di una donazione minima di 15 euro. I BisBuoni uniscono il piacere della condivisione a un gesto di solidarietà. Sceglierli significa sostenere il lavoro di Save the Children negli interventi di emergenza, per garantire ai bambini e alle loro famiglie assistenza, protezione, cure, beni di prima necessità e spazi sicuri nelle aree colpite da conflitti, calamità naturali e crisi umanitarie, in Italia e nel mondo.

    Ancora oggi, milioni di bambine e bambini vedono le proprie vite messe in pericolo da guerre e violenze. Nel 2025, una media di oltre 35.000 minori al giorno è stata costretta a fuggire dalla propria casa a causa di conflitti e violenze, il dato più alto mai registrato. Save the Children stima, inoltre, che circa 13 milioni di minori siano stati coinvolti in sfollamenti interni causati da conflitti e violenze, con un aumento del 46% rispetto ai circa 9 milioni del 2024. Nel 2025, inoltre, 6.266 bambine e bambini sono stati uccisi nei conflitti, con un aumento di circa il 34% rispetto all'anno precedente, mentre 24.174 minori hanno subito gravi violazioni dei propri diritti, il numero più alto da quando, 30 anni fa, è stato istituito il mandato Onu per la protezione dei bambini nei conflitti armati. Save the Children invita tutti a partecipare all’iniziativa oggi e domani nelle tante piazze d'Italia. Al link bisbuonisavethechildren.it si possono cercare le piazze nella propria città e contribuire a cambiare il futuro di tanti bambini, un biscotto alla volta.

  • 19:21 - Minori: Marco Rossetti di 'Doc' in piazza con Save the Children, per il weekend dei BisBuoni

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  • 13:57 - Rivoluzione incretine, arrivano nuovi farmaci anti obesità che allargano azione oltre perdita peso

    Roma, 10 ott. (Adnkronos Salute) - Incretine, rivoluzione in corso. Dopo semaglutide e tirzepatide, arrivano nuove molecole della 'famiglia', ancora più promettenti. E si allarga il loro raggio d’azione oltre la perdita di peso: dalla salute metabolica alla salute globale con effetti diretti e indiretti che fanno guadagnare salute al cuore e al fegato, proteggono i vasi sanguigni e il metabolismo cerebrale e impattano positivamente sulla salute riproduttiva della donna. L’evoluzione procede spedita: dalle incretine iniettive si passa alla pillola, i dosaggi diventano sempre più maneggevoli: dall’alto dosaggio al micro-dosing. Nel corso del 2026 sono arrivati nuovi dati clinici, una prima approvazione della Fda americana per le pillole Glp-1 semaglutide orale e orforglipron e risultati di fase 3 che spingono ulteriormente il limite della perdita di peso ottenibile con un farmaco. Mentre per le nuove molecole in arrivo gli effetti 'ad ampio raggio' sono supportati da dati preliminari di studi preclinici e robusti trial clinici che evidenziano l’efficacia dei vecchi e nuovi analoghi delle incretine se utilizzati precocemente come prevenzione primaria. Ne hanno parlato i maggiori esperti nazionali dell’area endocrino-cardio-metabolica, riuniti a Roma in occasione del 2° workshop 2026 dedicato a Incretine e salute metabolica: rivoluzione di cura per sovrappeso, obesità e patologie correlate, organizzato con il contributo non condizionato di Lilly.

    Nel corso dell’incontro, i clinici delle diverse aree mediche hanno condiviso e confrontato esperienze e competenze sui benefici consolidati di semaglutide e tirzepatide, ma anche sul ruolo e la posizione che assumeranno le nuove molecole che ampliano le possibilità terapeutiche sul fronte cardiovascolare, epatico, neuro-endocrino e aprono scenari interessanti sulla neuroprotezione con un utilizzo precoce in prevenzione primaria per malattie neurodegenerative come Alzheimer e demenze. Tra i temi il mantenimento del peso raggiunto, la gestione della perdita di massa magra (muscolo) e la possibilità di trattamenti di lunga durata con strategie che prevedono la maneggevolezza dei farmaci dall’alto dosaggio al micro-dosing. Si affaccia all’orizzonte l’utilizzo in oncologia, ma va contrastato lo stigma della cura con un’informazione continua e chiara. A chiudere l’incontro, le testimonianze di due pazienti con il racconto della loro esperienza. "Tra le novità più importanti che saranno disponibili in un futuro molto vicino in Italia ci sono le pillole antiobesità e il triplo agonista retatrutide", annuncia Andrea Fabbri, docente di Endocrinologia Università di Roma Tor Vergata.

    "I Glp-1 agonisti orali - continua - sono la nuova frontiera in pillole per la cura di sovrappeso metabolico e obesità. Non hanno bisogno della catena del freddo e rispetto alle molecole iniettive hanno una buona efficacia di cura (anche se generalmente minore) e una maggiore facilità per un uso quotidiano. Retatrutide, molto atteso – aggiunge Fabbri – è un triplo agonista (GLP-1+GIP+glucagone) di tipo iniettivo su base settimanale; aggiunge alla semaglutide (solo GLP-1) e alla tirzepatide (GLP-1+GIP) una terza azione sul recettore del glucagone. Questo comporta una maggiore spesa energetica, ossidazione del grasso nel fegato con meno steatosi e una maggiore efficacia sul calo di peso corporeo. Negli studi clinici Triumph di fase 3, la retatrutide ha determinato una marcata riduzione di peso corporeo fino a -30% del peso iniziale dopo circa 2 anni di cura; a questo si è associata la riduzione delle apnee notturne, la riduzione del grasso epatico fino all’80% e la riduzione/guarigione del dolore da osteoartrite del ginocchio. Numeri di un’efficacia di calo di peso paragonabile a quelli che si hanno mediamente con la chirurgia bariatrica, con effetti collaterali modesti e sovrapponibili ai farmaci Glp-1, prevalentemente di tipo gastrointestinale e una forte aderenza alla terapia (maggiore del 90%). L’approvazione da parte dell’ente regolatorio americano Fda è attesa negli Usa per l’inizio del 2027 e si prevede che la retatrutide sarà indicata per l’obesità grave o comunque non responsiva alle altre incretine".

    I farmaci incretinici - secondo gli esperti - incidono su molteplici aspetti e amplificano l’azione biologica recettoriale provocata dagli ormoni enteroendocrini, azione che si esplica a livello centrale, ma anche del pancreas e di altri organi, e che crea una sorta di condizione cosiddetta di 'sorveglianza metabolica' di tutto l’organismo. Gli analoghi incretinici hanno un effetto benefico su mortalità e morbilità, dovuto alla diminuzione dei valori pressori, della glicemia e dei lipidi insieme al calo ponderale e alla perdita di massa grassa che coinvolge anche il grasso epicardico con conseguente riduzione dell’infiammazione a livello cardiaco e coronarico. Questo meccanismo va ad agire sui principali fattori di rischio cardiovascolare; la conseguenza più diretta è una riduzione della mortalità per eventi cardiaci maggiori. "La riduzione degli eventi maggiori è significativa e si osserva sia nei pazienti con diabete di tipo 2 sia nei pazienti obesi con o senza diabete, dove sia la riduzione del peso sia il controllo glicemico inducono riduzione di mortalità e morbidità che è funzione del grado di rischio che è superiore al 20% ", dichiara Giuseppe Rosano, docente di Cardiologia al St. George’s Hospital, St George’s University di Londra. "Le Società scientifiche cardiologiche, infatti, raccomandano l’uso di questi farmaci come prima istanza terapeutica nei pazienti diabetici ad aumentato rischio cardiovascolare oppure dopo un evento maggiore nei pazienti diabetici e non diabetici. I farmaci attualmente disponibili sono sicuri e maneggevoli, si possono impiegare per tempi più lunghi e a dosaggi più bassi".

    Il fegato grasso è una grave complicanza dell’obesità. Le incretine come il Glp-1 agiscono riducendo l’apporto calorico, aumentando la sazietà e migliorando il controllo glicemico. La conseguenza è una perdita di peso che riduce il grasso viscerale, la lipolisi periferica e il flusso di acidi grassi liberi verso il fegato. "Di conseguenza, migliorando l’insulino-resistenza si riducono la steatosi e la lipotossicità e, in modo indiretto, l’infiammazione", dice Luca Miele, ricercatore in Medicina interna, direttore Clinica del pretrapianto di fegato, responsabile percorso Area epatopatie dismetaboliche, Fondazione Policlinico A. Gemelli Irccs, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. "Il Gip - continua - quando viene combinato con il Glp-1, come nel caso della tirzepatide, migliora il controllo glicemico, favorisce la perdita di peso e la funzione del tessuto adiposo. Lo studio Surpass-3 ha dimostrato che la tirzepatide riduce in modo significativo il grasso epatico rispetto all’insulina degludec, insieme a una diminuzione del grasso viscerale. Ultimamente si stanno sviluppando farmaci che prevedono l’agonismo del glucagone; questo, quando si lega al suo recettore, presente anche nel fegato, stimola la beta-ossidazione degli acidi grassi e la chetogenesi, aumentando l’uso dei lipidi come fonte di energia, in pratica aiuta a utilizzare i lipidi".

    Tirzepatide e gli altri farmaci incretinici potrebbero avere potenziali effetti terapeutici nelle malattie reumatiche e neuromuscolari; al momento i dati più solidi riguardano l’artrite reumatoide, malattia infiammatoria spesso associata a importanti comorbidità tanto che almeno il 20-25% dei pazienti è obeso, spesso si associa a fibromialgia, ad un elevato rischio cardiovascolare, con presenza di iperuricemia e disturbi dell’umore. "Per motivi in parte ancora non chiari, probabilmente legati a meccanismi di riduzione dell’infiammazione, della proteina C reattiva, di citochine pro-infiammatorie come IL-6, i farmaci incretinici dimostrano la loro efficacia nel migliorare il quadro della patologia", chiosa Carlo Perricone, docente di Reumatologia, Università degli Studi di Perugia. "L’efficacia delle incretine si spiega attraverso un’azione sulla riduzione del peso e del tessuto adiposo pro-infiammatorio, che produce adipochine, molecole che alimentano il circolo della flogosi e conseguente effetto benefico sulle comorbidità associate. Uno studio di fase 3 ha associato tirzepatide con un inibitore dell’interleuchina 17 (ixekizumab) e si è osservato che l’associazione migliora l’efficacia della terapia standard di psoriasi e artrite psoriasica e al contempo si ottiene una riduzione del peso nell’ordine di -17% circa, percentuale sovrapponibile ai dati di letteratura". Il peso corporeo nella donna in menopausa tende ad aumentare a causa del calo degli estrogeni: le incretine possono avere un ruolo importante nel favorire la perdita di peso e nel migliorare anche i parametri cardiometabolici. "Dopo la menopausa, l’incremento medio è di circa un chilo all’anno, in assenza di appropriata terapia ormonale sostitutiva , che, in associazione ad un sano stile di vita, costituisce invece un grande aiuto nel mantenimento di un peso corporeo corretto", spiega Alessandra Graziottin, docente di Ginecologia ed Ostetricia, Università di Verona. "Gli agonisti del recettore di Glp1 e Gip, detti farmaci incretino-mimetici - aggiunge Graziotin - contribuiscono a recuperare il peso ottimale e dunque a valorizzare stili di vita più sani ottimizzando tutto il percorso di salute della donna e contribuendo ad ottenere una longevità più sana, più consapevole e più felice. Ginecologi e donne dovrebbero condividere alcuni aspetti essenziali sull’uso dei farmaci incretino-mimetici, per ottimizzare l’alleanza terapeutica tra medico e paziente".

    Da dati recenti è emerso che le incretine possono rappresentare un’opportunità per intervenire in modo efficace sulle alterazioni metaboliche nelle donne con sindrome poliendocrina metabolico-ovarica (ovaio policistico)."Uno studio pubblicato sul Journal of the Endocrine Society ha dimostrato che la tirzepatide può essere considerata una valida opzione terapeutica in donne affette da questa sindrome in sovrappeso od obese – illustra Costanzo Moretti, docente di Endocrinologia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata. "L’adesione ad un programma terapeutico e nutrizionale di ristabilimento del peso, oltre ad un follow-up continuativo dei parametri di riequilibrio, comporta un significativo miglioramento della patologia multisistemica. Naturalmente, tutto questo è in accordo con le evidenze scientifiche che dimostrano come la correzione della PMOS possa avere un impatto diretto e significativo sul miglioramento della funzione riproduttiva e della fertilità. In questa direzione, utile potrà essere la disponibilità di altre molecole e soprattutto di nuove formulazioni, ad esempio l’imminente ammissione di preparati che possono essere somministrati per via orale e non più sottocutanea". I recettori per le incretine sono presenti in tutto il sistema nervoso centrale, quindi l’utilizzo dei farmaci incretino-mimetici che comporta la riduzione di alcuni fattori di rischio – come l’infiammazione, il deposito di sostanza amiloide, l’obesità, l’insulino-resistenza – può avere un’azione neuroprotettiva molto importante, regolarizzando il metabolismo glicidico.

    "Riguardo all’impiego delle incretine nella malattia di Alzheimer, le osservazioni al momento arrivano da studi preclinici condotti principalmente con semaglutide e dimostrano che la somministrazione di questi farmaci può ridurre i fattori di rischio evidenziando una forte plausibilità biologica nel proteggere il cervello attraverso una serie di azioni che riducono l’attivazione della microglia e la risposta infiammatoria del sistema nervoso centrale, favoriscono la stabilità dei vasi sanguigni e il recupero o il mantenimento dell’integrità della barriera emato-encefalica, migliorano l’utilizzo del glucosio a livello cerebrale, molto spesso alterato", sottolinea Cinzia Niolu, docente di Psichiatria, Università di Roma Tor Vergata. "Le incretine agiscono sui fattori di rischio, quindi come prevenzione primaria, ma non si dimostrano efficaci sulla malattia conclamata, dimostrando le potenzialità se usate in una finestra temporale molto precedente, ovvero come possibile terapia preventiva, e non come cura. Non ci sono ancora studi clinici sull’uomo, ma solo alcuni studi osservazionali epidemiologici condotti su popolazioni con diabete di tipo 2 e/o con obesità; anche in questi casi si osserva una riduzione del rischio di sviluppare malattie neurodegenerative e disturbi cognitivi". Tirzepatide e gli altri farmaci incretinici modificano in maniera importante la composizione corporea determinando una riduzione della massa grassa, ma anche una perdita di massa magra. Riuscire a preservare il muscolo durante il trattamento è una delle sfide, così come riuscire a mantenere nel lungo periodo il peso perso.

    "Lo studio Surmount-1 ha dimostrato che l’uso di tirzepatide alla dose massima di 15 mg/settimana ha determinato una significativa riduzione media della percentuale di peso corporeo a 72 settimane pari al 20,9%. In uno studio condotto su alcuni partecipanti dello studio Surmount-1, in cui era stata valutata la composizione corporea mediante Dxa (assorbimetria a raggi X a doppia energia), è stato dimostrato che del peso corporeo perso con tirzepatide, circa il 75% era costituito da massa grassa e circa il 25% da massa magra" dice Marco Infante, docente di Endocrinologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, UniCamillus. "In corso di terapie con farmaci incretino-mimetici, dunque, il calo ponderale interessa prevalentemente la massa grassa, determinando un miglioramento del rapporto tra massa grassa e massa magra e, in alcuni casi, una normalizzazione di questo rapporto. Tra l’altro, la proporzione tra perdita di massa grassa e perdita di massa magra osservata con i farmaci incretino-mimetici è sovrapponibile a quella riportata con gli interventi sullo stile di vita, le diete ipocaloriche ed i trattamenti chirurgici dell’obesità". Gli specialisti hanno approfondito anche il tema del mantenimento del peso. Dopo la sospensione di questi farmaci, si recuperano generalmente circa due terzi del peso perso entro un anno. Inoltre, questo incremento di peso si associa ad una progressiva riduzione dei benefici cardiovascolari e metabolici ottenuti durante il trattamento. Da qui, secondo gli esperti, l’importanza di considerare i farmaci incretino-mimetici come parte di una strategia terapeutica a lungo termine, integrata in un approccio multidisciplinare e personalizzato che comprenda uno stile di vita salutare, attività fisica regolare, dietoterapia e supporto psicologico, piuttosto che come una soluzione farmacologica di breve durata finalizzata ad una 'facile' perdita di peso. Riguardo alla gestione della terapia farmacologica, quello che emerge dai primi studi clinici è che mantenere l’uso del farmaco iniettivo alla massima dose tollerata o passare da formulazioni iniettive a formulazioni orali di queste molecole potrebbero rappresentare strategie efficaci per il mantenimento del peso perso nel lungo termine. L’impiego di dosi ridotte di questi farmaci potrebbe rappresentare una strategia utile per il mantenimento del peso corporeo raggiunto, in alternativa alla completa sospensione del trattamento, soprattutto nei casi in cui la prosecuzione della terapia ad alte dosi risulti difficilmente sostenibile dal punto di vista economico.

  • 12:29 - Italia-Usa, Ghribi: "Amicizia Paesi è patrimonio da custodire e rafforzare"

    Washington, 10 ott. (Adnkronos) - "Il legame tra Italia e Stati Uniti rappresenta un patrimonio straordinario, costruito attraverso secoli di storia, valori condivisi e una profonda amicizia tra i nostri popoli. È una relazione che dobbiamo continuare a custodire e rafforzare, perché costituisce una delle basi fondamentali del nostro futuro comune". Lo ha detto Kamel Ghribi, fondatore e Chairman di Gksd e vicepresidente del Gruppo San Donato, a margine della sua partecipazione alla celebrazione del Columbus Day organizzata alla Casa Bianca dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

    "È stata un’occasione davvero speciale incontrare il Presidente Trump in una ricorrenza così significativa. Ogni volta che torno negli Stati Uniti ritrovo l’energia straordinaria di un Paese che ha fatto della libertà, dell’iniziativa individuale e della possibilità di realizzare le proprie ambizioni alcuni dei suoi valori fondanti", ha affermato Ghribi. Il Columbus Day "richiama una pagina fondamentale della storia, il viaggio di Cristoforo Colombo del 1492, e rappresenta anche un’occasione per ricordare il contributo che gli italiani hanno dato, nel corso dei secoli, alla crescita e allo sviluppo degli Stati Uniti".

    Secondo Ghribi, il rapporto transatlantico conserva oggi un’importanza particolare anche sul piano economico e della cooperazione internazionale. "Italia e Stati Uniti condividono non soltanto una storia di amicizia, ma anche grandi opportunità di collaborazione nei settori dell’innovazione, della sanità, delle infrastrutture e degli investimenti. In un mondo attraversato da profonde trasformazioni, rafforzare questi legami significa creare nuove occasioni di crescita e contribuire alla stabilità e alla prosperità delle nostre comunità". E ha concluso: "Il Columbus Day ci ricorda che le grandi imprese nascono dal coraggio di guardare oltre gli orizzonti conosciuti. È con questo spirito di fiducia, iniziativa e apertura verso il futuro che dobbiamo continuare a coltivare l’amicizia tra Italia e Stati Uniti".

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