Attualità

“La Sonrisa siamo noi. A rischio 300 lavoratori”: i dipendenti del “Castello delle Cerimonie” scendono in piazza dopo la confisca

di Fabio Capasso

I sorrisi e l’allegria visti in questi anni nella trasmissione televisiva “Il Castello delle Cerimonie” la mattina di giovedì 22 febbraio hanno lasciato spazio alla rabbia e alla preoccupazione dei lavoratori. A pochi giorni dalla sentenza della Corte di Cassazione, che ha decretato la confisca dell’hotel e dei terreni, i lavoratori e le loro famiglie hanno sfilato in corteo per le strade di Sant’Antonio Abate, piccolo comune in provincia di Napoli su cui sorge l’enorme albergo famoso in Italia e non solo per i ‘matrimoni napoletani’.

“La Sonrisa siamo noi”, recita il cartello che ha aperto il corteo diretto verso il Municipio. L’obiettivo della manifestazione era parlare con la sindaca affinché si trovi una soluzione per i tanti lavoratori, tra dipendenti e indotto, che ruotano attorno alla struttura confiscata. “Qui c’è gente che lavora da più di 30 anni, parliamo di centinaia di famiglie – raccontano i dipendenti – questo non è un dramma solo per il comune di Sant’Antonio Abate, ma riguarda tutti i comuni del comprensorio. Questo albergo dà da mangiare a tante persone che ora rischiano di finire per strada, ma cosa c’entriamo noi lavoratori con la lottizzazione abusiva che viene contestata alla famiglia Polese? (proprietaria della struttura, ndr)”.

In rappresentanza della famiglia Polese a sfilare insieme ai lavoratori c’era Annapaola Greco, cugina della titolare Donna Imma Polese. “La sentenza di confisca c’è e non possiamo non tenerne conto, la famiglia farà le sue battaglie legali – dice – ma noi oggi stiamo manifestando insieme a queste persone affinché non perdano il lavoro, dopo 40 anni insieme, ormai fanno tutti parte della nostra famiglia”. Al termine del corteo una delegazione è stata accolta dalla prima cittadina che ha chiesto un vertice in Prefettura, ma il futuro del ‘castello delle cerimonie’ è molto incerto. “Ai lavoratori – dice la sindaca Ilaria Abagnale – non ho potuto fare altro che assicurare che verrà fatto il possibile per tutelare i posti di lavoro, ma al momento non è ancora giunta la notifica della sentenza quindi ogni ragionamento sul futuro dell’Hotel è prematuro, di certo ho chiesto un incontro urgente con il Prefetto di Napoli perché quella della Sonrisa è una questione che non riguarda solo i livelli occupazionali del territorio che io amministro, parliamo di centinaia di famiglie anche di altri comuni. Di certo daremo seguito alla sentenza di confisca – precisa la prima cittadina – ma al momento non è possibile dire altro”. Le ipotesi sono diverse e vanno dalla gestione esterna dell’attività con una gara di evidenza pubblica, all’abbattimento della struttura fino all’utilizzo della stessa da parte del comune anche se, come ha sottolineato anche il sindaco, in quel caso non sarebbe possibile per un comune amministrare una struttura ristorativa lasciando tutti al proprio posto. Di conseguenza la storia della Sorrisa per come la conosciamo oggi potrebbe essere giunta alle battute finali, salvo colpi di scena.

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