“Le atrocità commesse dall’organizzazione terrorista Hamas, sono assolutamente scioccanti. E vorrei iniziare dicendo che capiamo il dolore israeliano e che condanniamo, ancora una volta il scioccante atto di terrorismo del 7 ottobre. Ma vorrei anche essere chiaro. Anche Israele deve rispettare il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario nella sua risposta”. Con queste parole il premier spagnolo Pedro Sanchez si è rivolto in un colloquio al suo omologo israeliano Benjamin Netanyahu. Durante l’incontro, avvenuto giovedì 23 novembre, Sanchez ha parlato di quanto sta avvenendo a Gaza, sottolineando che “il numero di palestinesi uccisi” è “insopportabile”.

Quindi davanti a Netanyahu ha difeso la soluzione dei due Stati, con l’istituzione e il riconoscimento di uno Stato palestinese: “È nell’interesse di Israele lavorare per la pace, e oggi pace significa l’istituzione di uno Stato palestinese che includa la Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est”.

Parlando dal valico di Rafah il presidente del governo spagnolo ha anche aperto la porta al riconoscimento unilaterale dello stato palestinese da parte della Spagna nel caso in cui gli altri stati europei non siano a favore di un’iniziativa coordinata.

Poco dopo le sue dichiarazioni, il premier israeliano ha detto di condannare “con forza le dichiarazioni dei primi ministri di Spagna e Belgio che non hanno attribuito la piena responsabilità dei crimini contro l’umanità compiuti da Hamas che hanno massacrato i nostri civili e usano i palestinesi come scudi umani”. Il ministero degli esteri a Gerusalemme ha convocato gli ambasciatori dei due Paesi dopo aver sottolineato che i premier “hanno dato sostegno al terrorismo”.

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