Pirellone, Consiglio regionale della Lombardia. In Aula si stanno discutendo – e votando – gli emendamenti all’assestamento del bilancio. Le opposizioni si trovano di fronte il muro dei no della maggioranza, così inizia un lungo braccio di ferro (fatto di interventi) per entrare nel merito di ciascuna proposta (con la conseguente dilatazione dei tempi delle sedute). In Aula c’è tensione, scoppia il caos quando viene tolta la parola alla consigliera del Pd, Carmela Rozza, finché a un certo punto non interviene Vittorio Feltri, eletto tra le file di Fratelli d’Italia, che si rivolge alle opposizioni. “Vorrei ricordarvi che non siamo all’asilo Mariuccia. Non costringetemi a scrivere un articolo per prendervi per il culo“. Dopo qualche minuto gli risponde Luca Paladini di Patto Civico: “Siamo in Aula da più di 30 ore e stiamo tentando di fare un lavoro di impegno sui temi che riteniamo importanti e che rappresentano i nostri lavori. Farci dare lezioni da chi queste 30 ore non le ha passate qui e viene a dirci come dobbiamo comportarci, è una cosa inaccettabile. Tanto più che purtroppo siamo costretti a leggere quotidianamente le sue affermazioni sessiste, omofobe e triviali”.

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