Bagarre a L’aria che tira (La7) tra l’europarlamentare del M5s Fabio Massimo Castaldo e il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone sulle delocalizzazioni e sui bassi stipendi che affliggono tanti lavoratori italiani.
Castaldo, dopo una severa critica all’operato del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sui tavoli di crisi attualmente aperti in Italia, osserva: “Prima sono stati citati i dati di occupazione. Ma vogliamo ricordarci quanti di questi dati in realtà parlano di lavoro povero?”.
Castaldo cita quindi gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio dell’Inps sui lavoratori dipendenti e autonomi: “I lavoratori tra i 20 e i 24 anni prendono mediamente 9.900 euro lordi all’anno. Tra i 25 e i 29 anni invece meno di 16mila euro. Si tratta cioè di stipendi che non arrivano nemmeno ai fatidici 1000 euro al mese“.
Mentre, però, l’europarlamentare completa il suo intervento, viene investito dalle urla incontenibili di Mollicone, complice l’audio claudicante del collegamento di Castaldo: “È meglio il reddito di cittadinanza a 500 euro al mese?”
“Mollicone parla sempre sopra, mica siamo in dittatura – si lamenta Castaldo – Non posso mai parlare, non è possibile”.
Mollicone prosegue senza controllo, ignorando gli inviti della conduttrice Myrta Merlino a lasciar parlare Castaldo: “È meglio creare un popolo di disperati a 500 euro al mese invece di creare lavoro? Ma ancora non vi vergognate? Ancora parlate? Le vie della Seta, il porto di Trieste svenduto ai cinesi, le aziende cinesi che sono venute in Italia a fare shopping. E ancora parlate? Vi dovreste vergognare. Avete svenduto l’Italia alla Cina e alle aziende straniere. E ancora date lezioni? Parlaci delle vie della Seta, demagogo. Vieni a fare lezioni col voto di scambio per il coso (reddito di cittadinanza, ndr)”.
Quando riesce ad avere la parola, Castaldo rilancia sul salario minimo: “Come facciamo a parlare di lavoro quando ci sono lavori a 3 euro l’ora? Lo chiedo a lei, Mollicone. Penso che su questo dovremmo essere tutti d’accordo. Ma purtroppo il governo Meloni non ha ancora implementato la direttiva sul salario minimo”.
“No – risponde piccato Mollicone – noi siamo contrari al salario minimo“.
E Giorgio Cremaschi, sindacalista e portavoce di Potere al Popolo, commenta ironicamente: “No, voi in realtà siete contrari al salario“.