Le tracce della dittatura militare che ha dominato l’Argentina dal 1976 al 1983 portano in Italia, a piccoli comuni della bassa emiliana dove si nascondono persone accusate di essere stati parte attiva dell’apparato repressivo di Jorge Rafael Videla, gestori di centri clandestini di tortura e sterminio, dove un’intera generazione di studenti, sindacalisti, oppositori politici è stata detenuta e interrogata per poi scomparire nel nulla.

Don Franco Reverberi è nato in Italia e cresciuto a Sorbolo, in provincia di Parma. Si è trasferito con la sua famiglia in Argentina quando era ancora bambino e ha passato quarant’anni a San Rafael, a sud di Mendoza. Secondo la procura di Mendoza, nel 1976, dopo il colpo di Stato militare del 24 marzo, don Reverberi è stato “parte attiva dell’apparato repressivo” ed era cappellano del centro clandestino di tortura e sterminio “Casa Departamental”. Quando nel 2011 fu convocato dalla procura federale, il prete era già scappato in Italia. I giudici argentini avevano chiesto la sua estradizione già nel 2013 con le accuse di tortura, lesioni personali e sequestro di persona, ma la Corte di appello di Bologna aveva negato l’estradizione. Le indagini sono andate avanti in Argentina e le accuse a carico di don Reverberi sono diventate sempre più gravi: crimini contro l’umanità e concorso nell’omicidio di un giovane peronista di San Rafael, José Guillermo Beròn. A giugno del 2022 la Cassazione ha ordinato che la richiesta di estradizione nei confronti di don Reverberi venisse nuovamente esaminata, ma il prete si è opposto dicendo che le sue attuali condizioni di salute non ne permettono il trasferimento in Argentina. Nella chiesa di Sorbolo, tutti i pomeriggi alle 18 don Reverberi affianca nella messa il parroco del paese.

Spotlight si è messo sulle tracce dei torturatori, ricostruendo crimini di guerra e raccogliendo le testimonianze inedite delle vittime e dei loro famigliari. Le udienze del processo all’ex ufficiale dell’intelligence della Marina uruguaiana Jorge Troccoli nell’aula bunker di Rebibbia a Roma, dove si ripercorrono le strategie del piano Condor, che ha visto allearsi le intelligence e le forze armate dell’America Latina con la complicità degli Stati Uniti per soffocare ogni opposizione politica. Le storie dei figli dei trentamila desaparecidos e le interviste a chi cerca oggi la propria identità in Italia, la famiglia a cui è stato strappato, i bambini che gli sono stati rubati.

Il viaggio internazionale di Spotlight raccoglie le voci dell’Italia, dell’Argentina e dell’Uruguay, tirando i fili delle indagini della procura federale di Buenos Aires e quelli della memoria, per mettere insieme i pezzi di una verità che la giustizia sta ancora cercando.

Spotlight “La fuga del Condor. I torturatori dei desaparecidos nascosti in Italia” di Giulia Bosetti andrà in onda sabato 25 marzo alle 18.30, domenica 26 marzo alle 9.30 e alle 20.30, mercoledì 29 marzo alle 20.30 su Rainews24

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