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L’ironia di Mohammed bin Salman su Joe Biden: “Scarso acume mentale e gaffe, era molto meglio Trump”

L'ultimo incontro tra i due risale allo scorso luglio: i rapporti sono tesi da prima che l'attuale presidente si insediasse nello Studio Ovale. Dopo le prossime elezioni di medio termine, che si terranno negli Stati Uniti l'8 novembre, la Casa Bianca chiederà al Congresso di "rivedere le relazioni strategiche con i sauditi", confermando lo stop alla vendita di armi
L’ironia di Mohammed bin Salman su Joe Biden: “Scarso acume mentale e gaffe, era molto meglio Trump”
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“Era molto meglio avere a che fare con Trump”. Sono le parole del principe saudita Mohammed bin Salman sul presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Affermazioni che avrebbe esternato, secondo il Wall Street Journal, durante un incontro con i suoi consiglieri. Per il quotidiano di New York il primo ministro dell’Arabia Saudita sarebbe solito scherzare sulle “sue gaffe e il suo scarso acume mentale”: anche per questo bin Salman preferirebbe il precedente presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L’ultimo incontro tra i due risale allo scorso luglio, durante il viaggio di Biden a Gedda.

I rapporti tra l’amministrazione di Washington e Riyad sono tesi fin dalla campagna elettorale che ha portato l’attuale presidente alla Casa Bianca. Tra le promesse fatte agli elettori, Biden ha spesso ripetuto quella di fare chiarezza sull’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, che secondo la Cia è stato voluto proprio dal principe ereditario. Dopo le prossime elezioni di medio termine, che si terranno negli Stati Uniti l’8 novembre, il consigliere per la sicurezza nazionale americano, Jake Sullivan, ha fatto sapere che il presidente chiederà al Congresso di “rivedere le relazioni strategiche con i sauditi”, confermando lo stop alla vendita di armi e aprendo a nuove restrizioni economiche verso l’Arabia Saudita.

Un punto di scontro al quale si è arrivati dopo alti e bassi nelle relazioni tra la monarchia e la nuova amministrazione americana, dopo il ‘periodo dorato’ vissuto con la presidenza Trump. Con lo scoppio del conflitto in Ucraina e la crisi energetica innescata dalla guerra, a luglio le richieste di verità e giustizia per Khashoggi avevano ceduto alla realpolitik, con Biden in persona che si era recato a Riyad per chiedere un aumento della produzione di petrolio al fine di rispondere all’innalzamento dei prezzi. Quando però, nelle scorse settimane, l’Opec+ ha annunciato il taglio della produzione del greggio, i rapporti tra Riyad e Washington si sono di nuovo deteriorati, con gli Stati Uniti che hanno immediatamente annunciato ritorsioni.

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