Ha avuto epilogo positivo quello che è allo stato il giallo di Ferragosto sull’isola d’Elba. A quasi 24 ore dalla scomparsa, infatti, è stata ritrovata Marina Paola Micalizio, la figlia dell’ex superpoliziotto Pippo Micalizio, noto anche per essere stato il numero due della Direzione investigativa antimafia. La donna, riferiscono fonti della Polizia, è viva: è stata trovata infreddolita, tra gli anfratti di una scogliera nella zona di Procchio. La zona rocciosa marina in cui è stata trovata è molto impervia ed è la stessa area, non molto distante, del punto del ritrovamento del cane della donna, morto forse per annegamento.

Il ritrovamento – Dopo averla individuata, Micalizio è stata evacuata via mare con una imbarcazione, proprio per la difficoltà a recuperarla via terra. Poi, dalla spiaggia di Procchio è stata portata con un’ambulanza del 118 all’ospedale dell’isola, a Portoferraio, per valutare le sue condizioni cliniche e prestarle eventuali cure. In questa fase sono completamente da accertare i motivi per cui la donna sarebbe rimasta dispersa per un giorno e come sia finita in fondo agli scogli in un punto poco visibile anche dall’alto. Per le ricerche l’isola è stata sorvolata da un elicottero e un drone dei soccorritori.

La scomparsa – Marina Micalizio, 48 anni, era scomparsa ieri sera: il marito aveva denunciato l’assenza della moglie – che si sarebbe allontanata insieme al cane da villa dove la famiglia trascorre le vacanza – alla stazione dell’Arma a Marciana. All’alba, come racconta l’agenzia Adnkronos, è stato ritrovato morto, sugli scogli nei pressi di Procchio, il cane: il guinzaglio era impigliato tra le rocce. Nei pressi c’era anche il cellulare della donna. Secondo gli investigatori la morte dell’animale sarebbe accidentale. Secondo l’ipotesi seguita da chi indaga il cane avrebbe tentato di seguire la donna e potrebbe essere morto annegato per l’arrivo dell’alta marea o strangolato dal guinzaglio. Per quanto riguarda la scomparsa, gli investigatori hanno seguito la pista dell’allontanamento volontario. Tutte da chiarire, al momento, le circostanze della vicenda.

Ricerche coi droni – Il dispositivo di soccorso ha coinvolto squadre di terra composte da personale dei Vigili del fuoco e dal personale del volontariato attivato con la procedura prefettizia, unità cinofile, personale Sapr con i droni per il monitoraggio della scogliera e della macchia mediterranea, il reparto volo di Cecina con l’elicottero Drago 55 con a bordo personale soccorritore e unità sommozzatori che hanno effettuato delle immersioni per il controllo dello specchio di mare: sono stati rinvenuti oggetti personali e il cane ritrovato in acqua morto. Sul posto hanno lavorato anche i Carabinieri, la Guardia Costiera, la Capitaneria di Porto, La Guardia di Finanza e la Polizia Locale.

Pippo Micalizio

Chi era Micalizio – Originario della Sicilia – era nato a Pedagaggi, frazione di Carlentini, in provincia di Siracusa – e morto nel 2005, quando aveva 60 anni, Pippo Micalizio si guadagnò l’appellativo giornalistico di ”superpoliziotto” per via delle prime grandi maxi operazioni contro la mafia e la ‘ndrangheta a Milano, da lui dirette a cavallo tra gli anni settanta, ottanta e novanta. Promosso a Roma, venne nominato vice direttore della Dia e diventò numero uno dei Servizi centrali antidroga. Il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro lo nominò commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica nel 1994, mentre nel 2001 venne inviato dal Viminale a Genova come ispettore per gestire le indagini post G8 sull’irruzione di poliziotti e carabinieri nella scuola Diaz e i fatti controversi nella caserma di Bolzaneto. L’11 luglio del 2003 venne quindi nominato prefetto e collocato fuori ruolo presso la presidenza del Consiglio.

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