Non si placano le polemiche e il dibattito sulla sostenibilità del Jova Beach Party. Mentre i movimenti ambientalisti da settimane protestano contro il tour e continuano ad attaccare in maniera anche feroce Jovanotti, nella discussione è entrato a gamba tesa Mario Tozzi, divulgatore tv e geologo e ricercatore del CNR. Il conduttore di Sapiens – Un solo pianeta, il programma in onda su Rai3, ha infatti scritto una lunga lettera aperta al cantante pubblicata su La Stampa, in cui analizza punto per punto la questione, con una premessa fondamentale: «Non c’è ombra di pregiudizio nella mia analisi».

MARIO TOZZI E L’ANALISI SUL JOVA BEACH PARTY – Mario Tozzi esordisce spiegando che secondo lui è importante coniugare musica, cultura e natura ma sempre stando attenti all’impatto dell’uomo. «Il problema non sta nella manifestazione in sé ma negli impatti che, come si vede chiaramente nelle foto del JBP dall’alto, sono dirompenti, semplicemente per il numero di persone che vi partecipano. Un conto sono 100 persone, un altro 50mila», osserva il divulgatore, che aggiunge i dati relativi ad uno studio del Cnr fatto sulle spiagge del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena. «Ogni bagnante che passa una giornata al mare porta via con sé, volente o nolente, dai 50 ai 100 grammi di spiaggia. Lo studio è stato elaborato per la famosa spiaggia di Budelli che veniva sistematicamente depredata delle sue sabbie rosa e che è stata chiusa all’accesso proprio perché comunque 10 bagnanti trasportavano – inconsapevoli – almeno un chilo di sabbia al giorno. Moltiplica questa cifra per le tue 10mila o 50mila persone e vedi a che montagna di sabbia si arriva, senza contare che si balla e ci si agita aggiungendo erosione ad erosione».

IL GEOLOGO CONTRO LE RUSPE SULLE SPIAGGE E IL MEGA PALCO – Il geologo prosegue poi mettendo sul piatto della discussione altre cifre, quelle relative alla cancellazione delle dune e sulle percentuali sempre più basse di coste italiane libere da insediamenti. E a proposito delle coste scrive: «Sono un patrimonio che noi diamo per scontato ma che sta andando perduto senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Non sembra poi una delle migliori idee passare con le ruspe prima dell’evento o imporre un mega palco di quelle dimensioni, con tutte le opere temporanee ma pesanti che richiede». Un altro passaggio chiave riguarda poi le opere di compensazione, sulle quali Jovanotti ha ampiamente puntato lanciando il Jova Beach Party e che, secondo Tozzi, servono relativamente: «Agli impatti resistono solo gli ecosistemi resilienti e gli stessi in Italia sono allo stremo, specialmente lungo le coste. È vero che il WWF si è fatto garante della mitigazione degli impatti – visto che tanto i comuni avrebbero comunque autorizzato gli eventi – ma come membro del consiglio scientifico devo rivelarti che, insieme ad altri, avevo fatto presenti le mie perplessità».

GLI ECO-NAZISTI E I CONSIGLI A JOVANOTTI – Tozzi poi replica piccato allo sfogo di Jovanotti, che aveva bollato come “eco-nazisti” molti di quegli ambientalisti che lo hanno ferocemente attaccato tappa dopo tappa. «Ciascuno di noi sbaglia benissimo da solo e i consigli so dove posso mettermeli, ma davvero non devi pensare che ci sia una pattuglia combattiva di eco-nazisti, come li hai chiamati, che vuole distruggere la tua iniziativa per invidia sociale», osserva il geologo. «Se pure ci sono voci estreme, ci sono anche altri, ecologisti di lunga data come me, che studiano l’ambiente da un punto di vista scientifico e che ne hanno viste abbastanza per suggerirti di rinunciare a questo progetto e rimodularlo legandolo a vere iniziative di compensazione ambientale».

LE POLEMICHE SULLE TARTARUGHE CARETTA CARETTA – Tra le opere di compensazione ambientale suggerite da Tozzi c’è anche «la difesa dell’avifauna e delle tartarughe marine» e proprio rispetto a queste ultime si sono levati post e commenti al vetriolo sui social, anche in queste ore. «A Roccella ballerai dove sono stati trovati nidi di caretta caretta, su una spiaggia che, prima che la spianassero le tue ruspe, di ruspe non ne vede mai perché in un’area fuori dal perimetro urbano in cui la flora dunale vegetava rigogliosa e magari qualche fratino nidificava», ha scritto un utente piuttosto arrabbiato. Sulla scia di questi commenti, Tozzi conclude la sua lettera aperta così: «Potresti dirmi ‘chi si frega del fratino o delle tartarughe marine?’ ma faresti un errore. In questo mondo c’è un posto per la zanzara e uno per il pipistrello, uno per il fratino e uno per la medusa. Solo noi sapiens prendiamo il posto di tutti gli altri, prepotenti e invasivi come siamo. Non realizziamo che, se si estingue una specie, l’effetto è a domino e prima o poi si estinguono anche le altre (…) Mi congedo nell’illusione che le mie parole servano almeno a un ripensamento e una discussione non ostile e addirittura serena».

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