Continuano le partenze di migranti lungo la rotta del Mediterraneo e con esse i naufragi delle imbarcazioni con a bordo persone in cerca di una nuova vita in Europa. L’ultimo episodio racconta di un mezzo affondato al largo dell’isola di Karpathos, in Grecia, nel Mar Egeo sud-orientale, con “almeno 50 persone” che risultano disperse: “Finora sono state tratte in salvo 29 persone, afghani, iracheni e iraniani, e le ricerche continuano perché, secondo le loro dichiarazioni, sulla barca c’erano circa 80 persone”, ha dichiarato all’Afp un funzionario dell’ufficio stampa della Guardia Costiera greca. Ricerche rese più complicate dai forti venti, ha detto Nikos Kokalas, portavoce dei guardacoste di Atene. L’imbarcazione era salpata dalla città turca di Antalya ed era diretta in Italia. E sempre in Italia era diretto un altro mezzo partito dalla Tunisia con a bordo 30 persone che è affondato provocando la morte di 6 passeggeri, tre donne e tre bambini.

In questo secondo episodio, le autorità tunisine sono intervenute per recuperare i corpi dei sei migranti. Il mezzo è naufragato a Kraten, a circa tre miglia di distanza dalle coste delle isole Kerkennah. Al momento i corpi sono stati trasportati all’ospedale Habib Bourguiba di Sfax per le operazioni autoptiche. Altri 20 migranti, invece, sono stati soccorsi dalla Guardia Costiera, dalla Marina Militare e dalla Protezione civile, mentre proseguono le ricerche di eventuali dispersi.

Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), dal gennaio 2022 sono morte 64 persone nel Mediterraneo orientale e 111 nel 2021. L’ultimo naufragio nel Mar Egeo è avvenuto il 19 giugno, quando otto persone hanno perso la vita al largo dell’isola di Mykonos e 108 sono state salvate dalla guardia costiera greca. Secondo le autorità greche, quest’anno è aumentato il numero di arrivi di migranti e rifugiati in Grecia, soprattutto dalla Turchia. Atene accusa Ankara di aver chiuso un occhio sulle pratiche dei trafficanti e di aver permesso ai migranti di arrivare in Grecia in violazione di un accordo del marzo 2016 che prevedeva uno sforzo da parte della Turchia per limitare l’immigrazione dal suo territorio in cambio di aiuti finanziari europei. La Turchia nega queste accuse.

Intanto continuano anche gli sbarchi a Lampedusa. Durante la notte tra il 9 e il 10 agosto, sono state soccorse dalla motovedetta V7007 della Guardia di Finanza 41 persone che si trovavano su tre imbarcazioni a circa mezzo miglio di distanza dalla costa dell’isola. A bordo dei tre natanti partiti dalla Tunisia, in particolare dalla città Zarzis e dall’isola di Gerba, si trovavano rispettivamente 15, 11 e 15 migranti di nazionalità tunisina, tra cui quattro minori e una donna. Sono stati tutti spostati verso l’hotspot di contrada Imbriacola dove al momento si trovano già 415 ospiti. Nella giornata di ieri, tre imbarcazioni sono approdate in territorio italiano e con loro circa 129 persone. Per la mattinata di oggi invece è previsto il trasferimento di 120 migranti con il traghetto di linea Sansovino che, partito da Lampedusa, farà rotta su Porto Empedocle (Agrigento).

Sempre sul fronte italiano, dalla Germania arriva intanto la notizia che, con gli hotspot sempre più ingolfati, “Berlino prevede di iniziare le riallocazioni di migranti dall’Italia questo mese”, ha detto a Dpa una portavoce del ministero tedesco dell’Interno aggiungendo che “le discussioni necessarie a questo scopo sono in corso”.

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