di Benedetto Tilia

Pur non essendo iscritto o elettore dei 5Stelle, come cittadino progressista e di sinistra ho seguito con interesse l’originale percorso politico di quella che è stata l’unica vera innovazione nel panorama democratico di questo paese negli ultimi 20 anni.

Un percorso veramente originale composto di sostanze eterogenee e apparentemente lontane dai canoni anche più originali della cultura e della pratica politica: il blog di un comico-intellettuale sempre in bilico tra impegno ed invettiva, un informatico-intellettuale che immagina un uso inedito e innovativo del web per progettare una nuova architettura di partecipazione democratica e poi i tanti cittadini-militanti che, dopo le tante battaglie durante gli anni bui del berlusconismo, si trovavano privati degli strumenti politici e partecipativi sequestrati nell’ambigua ed inutile operazione-Pd.

Nel complesso un magma in cui si potevano immaginare nuove forme di democrazia ed che dava strumenti e voce a tante idee, bisogni ed energie sistematicamente ignorate o, peggio, escluse, dai partiti della sinistra “legale” sempre più contrapposta e ostile a quella “reale” a cui impedire di disturbare il potere “reale” quello delle oligarchie economiche e finanziarie, ruolo che il Pd ha svolto con ammirevole continuità a cominciare dalla sua nascita fino al suo tragico epilogo di teatrino per personaggetti alla Renzi.

Credo che nessuno possa negare il successo organizzativo ed elettorale di questo processo certo contraddittorio ma anche innovativo ed efficace; la crescita elettorale tumultuosa di un partito-movimento senza risorse e inviso a tutto lo schieramento di partitoni e partitini dimostra che questa operazione dilettantesca e spontanea ha intercettato processi e bisogni maturi e profondi in molti settori della società italiana soprattutto, io penso, nei ceti sociali progressisti e di sinistra comunemente intesi, ma non solo.

Ecco perché oggi tutti noi uomini e donne della sinistra socialista e progressista dovremmo essere interessati a capire, difendere e valorizzare questa esperienza e le sue caratteristiche innovative e vincenti nel suo momento di massima crisi.

Dopo la travolgente vittoria alle Politiche del 2018 tutte le contraddizioni e debolezze di una operazione nata e cresciuta sull’onda di uno tsunami si sono dovute scontrare con la reazione, tra l’ostile ed il rabbioso, di un sistema politico apparentemente diviso ma in realtà pacificato e chiuso a qualsiasi istanza democratica effettiva, completamente subalterno e funzionale alle oligarchie, interne e internazionali, che da sempre sabotano la democrazia della Repubblica e la sua Costituzione.
Certo, sono venute al pettine tutte le semplificazioni e approssimazioni che hanno contraddistinto una operazione tanto originale e travolgente ed è urgente una individuazione ed un superamento di queste debolezze per recuperare e rilanciare la sostanza innovativa e rivoluzionaria (per lo stagnante ambiente delle democrazie liberali) che il Movimento 5Stelle ha fatto emergere dalla frustrazione e dalla morta gora di una sinistra divenuta assurdamente ostile alle dinamiche sociali ed alla loro necessità di rappresentazione e rappresentanza politica.

Cerchiamo quindi di ragionare su quali sono stati e sono gli elementi che hanno contraddistinto la nascita e la crescita del 5S e che hanno validità generale per tutto il movimento socialista e progressista e sulle riforme che possono portare il Movimento a recuperare iniziativa politica e partecipazione con una nuova capacità e responsabilità, oggi, di parlare a tutta la sinistra reale per condividere un percorso di alternativa e di contrapposizione al processo di fascistizzazione della politica in Italia ed in Europa.

La premessa è stata lunga e rimandiamo ad un prossimo documento le riflessioni su potenzialità e limiti dell’attuale 5S e delle proposte per uscire in avanti dall’attuale crisi.

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