“Stiamo lavorando per inviare una missione di esperti alla centrale nucleare di Zaporizhzhya. La più grande centrale nucleare d’Europa è attualmente disconnessa. L’Ucraina ci ha chiesto, noi andremo là”. Questo il testo del tweet che poco meno di 24 ore fa il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Mariano Grossi, ha postato annunciando una missione il prima possibile. Ma Kiev non sono smentisce ma attacca il numero uno dell’Aiea. Mai invitata l’Aiea a Zaporizhzhya”. Anzi. Energoatom, l’azienda di Stato ucraina che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari attive nel Paese e del disarmo dei tre reattori superstiti della centrale di Chernobyl, smentisce il direttore e categoricamente anche l’invito: “La parte ucraina non ha invitato Grossi a visitare la centrale di Zaporizhzhya e in precedenza gli ha già negato tale visita, sottolineando che una missione alla centrale sarà possibile solo quando il nostro Paese ne riprenderà il controllo”.

In un lungo post pubblicato sul suo canale Telegram, Energoatom solleva non pochi dubbi sull’operato dell’Aiea, sui motivi di una missione a Zaporizhzhya e sui rapporti con i russi, che al momento controllano la centrale. “Consideriamo questo messaggio del capo dell’Aiea come un altro tentativo di arrivare alla centrale di Zaporizhzhya con qualsiasi mezzo per legittimare la permanenza degli occupanti e di fatto per approvare tutte le loro azioni. Con conclusioni del tipo ‘la stazione continua a funzionare in sicurezza, lo sfondo delle radiazioni è normale, non ci sono perdite di radiazioni, i materiali nucleari sono tenuti al sicuro'”, scrive l’azienda di Stato ucraina. La perdita di collegamento e trasmissione dati tra la centrale di Zaporizhia e l’Aiea, ricorda Energoatom, “è stata causata dagli occupanti russi, che hanno tagliato fuori l’operatore ucraino Vodafone a Energodar” ed “è molto probabile che la parte russa, con il previo consenso dell’Aiea, si sia assicurata che l’Agenzia ‘perdesse il controllo’ e l’accesso alle informazioni, in modo che il direttore generale dell’Aiea avesse un motivo per venire alla centrale”.

“Come sapete – continua Energoatom – un quarto della dirigenza dell’Aiea, circa 100 persone, è russo. E anche il vice di Grossi, il capo del Dipartimento per l’energia nucleare Mikhail Chudakov, è cittadino russo. Si ricorderà inoltre che le precedenti visite di Grossi in Ucraina sono state inutili. Sulla via del ritorno, dopo aver visitato la centrale nucleare dell’Ucraina meridionale, è andato a incontrare il capo di Rosatom e insieme hanno ‘riferito’ al mondo quanto fosse buono tutto alla stazione di Zaporizhzhya”.

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