Nel centro Sardegna c’è un’invasione di cavallette: sciami di milioni di locuste stanno divorando i raccolti delle campagne della provincia di Nuoro: da Noragugume a Bolotana, Illorai, Olzai, Teti, Sarule, Sedilo, Barbagia di Nuoro, a Ottana, piana in cui si trova l’epicentro dell’invasione. “Una situazione ormai fuori controllo – secondo Copagri – in cui milioni di questi insetti”, che minano la necessità delle aziende agricole di produrre nell’isola, “invadono i campi e lasciano il deserto dietro di loro”.

L’invasione di cavallette sta colpendo in totale circa 25mila ettari di terreni in Sardegna: dopo il loro passaggio i campi risultano distrutti “come se ci fosse stato un incendio“, rendendo vani mesi di lavori e investimenti. Come sottolineano da Coldiretti, le cavallette sono polifaghe, quindi devastano non solo le coltivazioni in campo, ma anche orti e giardini provocando una “catastrofe biologica” che sta mettendo in ginocchio centinaia di aziende e allevamenti del luogo. In pochi giorni gli enti hanno visto sparire il foraggio e sono stati costretti ad ulteriori spese per l’acquisto del mangime: “Un paradosso, con tutto quello che sta succedendo e con la necessità di produrre qui in Sardegna, costringere le aziende agricole a non farlo a causa delle cavallette. Ad oggi i nostri soci non hanno ancora ricevuto un euro di indennizzo per i danni subiti“.

A denunciare il problema è, tra gli altri, Ignazio Cirronis, presidente regionale di Confederazione Produttori Agricoli – Copagri Sardegna. “Le azioni di prevenzione e lotta si sono limitate alla ricerca dei luoghi di deposizione delle uova e a qualche trattamento derivante da esperienze pregresse”. “Non si sono eseguite le arature dei terreni incolti anche perché hanno un senso se eseguite nel periodo autunno-inverno” ha continuato Cirronis. Inoltre “non si dispone di prodotti riconosciuti per l’agricoltura biologica, non si conoscono gli insetti antagonisti né tantomeno chi li raccoglie o li moltiplica e come vengono o verranno diffusi”.

È il quarto anno di seguito che le cavallette creano ingenti danni nell’isola, devastando le colture: ma quest’anno l’emergenza locuste si somma alle difficoltà causate dalla pandemia, dal rincaro prezzi acuito dalla guerra in Ucraina e dalla secchezza dei campi per la dalla siccità. “Dal 2019 chiediamo una programmazione per contrastare le locuste” ricorda il coordinatore di Coldiretti Nu-Og Alessandro Serra. “I metodi naturali sono quelli più efficaci e oggi ci può venire incontro anche l’agricoltura di precisione. Siamo partiti da un territorio circoscritto che con il passare degli anni si sta allargando sempre di più, aumentando oltre che le perdite nei campi per allevatori e agricoltori anche le difficoltà per contrastarle”.

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