“Non credo che ci sia un’unica risposta alla mobilità futura. Non c’è mai stata una sola risposta. Non dimenticare che l’avventura della mobilità è iniziata con la forza del vapore. Se si guarda in modo ampio, 22 milioni di auto è il volume totale dell’industria globale in un anno. Quindi, in un periodo di due anni hai 44 milioni di auto nuove in circolazione. Tutte quelle auto dovrebbero utilizzare lo stesso sistema di propulsione?” Considerazioni e dubbi espressi da Marek Reichman, Chief Creative Officer e vicepresidente esecutivo di Aston Martin, nel corso di un’intervista al magazine australiano Drive. “Auspico che il motore a combustione sia in grado di vivere il più a lungo possibile, finché la legislazione lo consentirà, perché ci sono clienti che amano e desiderano quel tipo di auto. Il biocarburante o le celle a combustibile a idrogeno offriranno soluzioni a questa domanda”.

L’azienda inglese di supercar sta sperimentando nuove tecnologie propulsive – fra cui sistemi ibridi avanzati, idrogeno e carburanti sintetici – che possano affiancare le auto a batteria e abbattere le emissioni inquinanti. “Dobbiamo accettare che l’ICE è associato all’ibrido e l’ibrido è il futuro della tecnologia di combustione interna. Il vantaggio che abbiamo è che siamo un piccolo produttore. Più della metà dei nostri prodotti oggi trasporta un motore Daimler. Stiamo ancora sviluppando il rapporto con Daimler. E guardando molto da vicino come sviluppano i loro ibridi, così come i loro motori ICE”, ha affermato Reichman: “Portare tutto verso l’elettrico non è la risposta alle domande ambientali, è solo una tappa del nostro viaggio verso la riduzione delle emissioni. Non saremo mai in grado di ricaricare un veicolo elettrico in due minuti, come si fa ora dal benzinaio. La comodità non ci sarà mai. Non solo: ci sono le materie prime necessarie per produrre batterie sufficienti per il numero di auto che produciamo oggi, ma in futuro – quando saranno prodotte milioni di elettriche – dove verranno trovati questi materiali ogni anno? Poi dobbiamo pensare alle reti nazionali, alle infrastrutture elettriche. Le stazioni di ricarica non sono la soluzione, né lo è la ricarica domestica sulle reti esistenti”.

In pratica, per Aston Martin il motore bielle e pistoni, seppur in forma elettrificata, ha ancora molto da dire. La prima ibrida ricaricabile della marca, la supercar Valhalla (nella foto), arriverà nel 2024, mentre il primo modello a batteria sarà lanciato nel 2025. Dal 2026, poi, tutti i nuovi modelli avranno una variante elettrificata. L’obiettivo per la fine del decennio è offrire una gamma 100% ibrida o elettrica. Prodotti in linea col target delle zero emissioni nette degli impianti di produzione, datato 2030. Il fine ultimo per Aston è “diventare un’azienda ultra-lusso sostenibile”, ha commentato l’amministratore delegato Tobias Moers. Nel piano al 2030 rientra pure una riduzione del 30% delle emissioni della catena di fornitura rispetto al 2020 e, entro il 2039, l’azzeramento dell’impatto in tutta la sua catena di approvvigionamento.

Un ruolo importante lo avranno le energie rinnovabili: Aston Martin, infatti, si prepara a installare più di 14 mila pannelli solari presso il sito di St. Athan in Galles, in grado di fornire il 20% del fabbisogno energetico dello stabilimento. Altro obiettivo è ridurre il consumo di acqua del 15% e rendere più sostenibile la produzione delle scocche, che verranno realizzate con alluminio fabbricato con energia rinnovabile.

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