Enio Mancini è uno degli ultimi superstiti ancora in vita della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto 1944, Claudia Buratti è nipote di diverse vittime dell’eccidio che coinvolse 560 civili inermi. “Fu il banco di prova di un nuovo ‘metodo’ di guerra, contro i civili e senza leggi – spiega a ilfattoquotidiano.it Buratti, che è anche l’avvocata che ha rappresentato le famiglie delle vittime e i superstiti al processo per individuare i responsabili – Certamente le immagini che arrivano dall’Ucraina in questi giorni riaprono per noi delle ferite per gli inevitabili richiami alla barbarie vissuta dai nostri familiari per opera dei nazisti e dei fascisti che li aiutavano”.

Per Buratti come per Mancini è inevitabile sentirsi più coinvolti di altri in tutte le vicende di guerra e “sostenere la popolazione civile ucraina che sta subendo un attacco unilaterale e si difende”. Da testimoni di quello che avvenne a Sant’Anna di Stazzema l’invito non può che essere quello “a insistere in tutti i modi sui canali diplomatici e sul dialogo, anche quando questo sembra impossibile e cercare i modi più efficaci per sostenere sempre chi si difende e resiste a un’occupazione, perché non può esistere una pace duratura se non si basa su criteri di giustizia”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

25 aprile | Pace, Ucraina, antifascismo: l’Anpi vista dai suoi segretari di sezione più giovani. “Noi divisi? Confronto che nei partiti non c’è più”. E su Kiev: “Inutile inviare solo armi, la guerra non è l’unica soluzione”

next
Articolo Successivo

Amministrative, a Verona il centrodestra è spaccato: Forza Italia verso l’appoggio a Tosi. Lega e Fdi sostengono Sboarina

next