La cosa più orribile che possa capitare a un attore è perdere la voce (era successo anche al nostro grande Sergio Fantoni, scomparso nel 2020). E Bruce Willis, 67 anni da poco compiuti (il 19 marzo) l’ha persa, colpito da afasia, ovvero, in termini medici, “la perdita della capacità di comunicare e che può interessare quella di esprimersi e di comprendere il linguaggio scritto o parlato”. In pratica, la negazione della parola e, a volte, anche della comprensione di ciò che ci viene detto. E pensare che da ragazzo l’attore aveva sofferto di balbuzie, vinta negli anni ma che ogni tanto ricompariva seppur in forma lieve, come aveva ammesso in varie interviste.

Willis, fra gli attori più pagati di Hollywood (già nel 1988 prese cinque milioni di dollari per Trappola di Cristallo di John McTiernan), da ragazzo aveva fatto un po’ di tutto, persino l’operaio in una fabbrica di prodotti chimici. Si è poi diplomato alla Penns Grove High School, New Jersey (vicino a Philadelphia, Pennsylvania) dove è cresciuto, passando infine alla Montclair State University, anche se è nato in Germania dove il padre, soldato americano, era temporaneamente di stanza (mamma tedesca). Già divo, non si è sottratto a curiose apparizioni fuori set: ha fatto il barman (con l’attrice Linda Fiorentino) al Kamikaze Club di New York City, ma il 26 febbraio 2003 ha anche ha sostituito David Letterman, che quella sera non era in grado di presentare il suo show per motivi di salute, laddove Bruce doveva esserne l’ospite.

Gli aneddoti su di lui si sprecano: nel novembre 2000, per le elezioni presidenziali Usa, condusse una personalissima campagna elettorale per George W. Bush: “Se voi ragazzi votate per Al Gore, siete fuori di testa… Gore è uno sfigato”, aveva detto Willis che, dal 16 ottobre 2006, gode di una stella sulla Hollywood Walk of Fame, al 6915 di Hollywood Boulevard, e della fama di muscoloso duro del cinema. Ha raccontato a People (13 marzo 2005) che in realtà non gli piace affatto allenarsi per mantenere una perfetta forma fisica, ma che frequenta le palestre solo in occasione di film d’azione. Non appena terminano quei film smette di allenarsi. E la cicatrice sulla spalla destra è dovuta solo a complicazioni seguite alla rottura di un braccio quando aveva 17 anni e non ad avventurosi scontri con brutta gente.

In realtà “Sono un ragazzo sensibile“, ha detto, “le persone pensano di conoscere il vero me, ma non sanno nulla. E poi scrivono cose che mi fanno sembrare un tale idiota…” sottolineando, indirettamente, un rapporto non idilliaco con i giornalisti. Un ragazzo sensibile certo, anche se nel maggio 1987 è stato arrestato (e poco dopo rilasciato) dopo aver aggredito un agente di polizia, chiamato dai vicini a zittire una chiassosa festa a casa sua. Willis vive tra Malibu, in California, e Hailey, in Idaho.

E che pensa l’interprete di Sesto senso di M. Night Shyamalan (candidato all’Oscar 2000), forse il miglior film con Willis, di una sua eventuale entrata in politica come ha fatto il collega Schwarzenegger? Non lo farà perché “le regole dovranno cambiare per potermi candidare a cariche pubbliche”. “Sono repubblicano solo nella misura in cui voglio un governo con meno intrusioni esterne”. “Voglio che questi maledetti lobbisti se ne vadano da Washington”. In particolare, Willis se l’è presa con il candidato alla presidenza, il senatore repubblicano del Kansas Bob Dole, definendolo “fuori luogo” per i suoi attacchi a Demi Moore in Striptease (Willis è stato sposato con la Moore dal 1987 al 2000 e con lei ha avuto tre figlie. Oggi sono ottimi amici, anche se lui è sposato con la modella Emma Heming dalla quale ha avuto altre due bambine).

Un eroe dei film d’azione? No, “penso sarebbe inappropriato per me confrontare tutto ciò che accade a Hollywood e nell’industria dello spettacolo con la tragica perdita di vite umane l’11 settembre”, spiega Willis, anche se un suo progetto concreto sarebbe “andare in Colombia e fare tutto il necessario per porre fine al commercio di cocaina. Sta uccidendo questo paese. Sta uccidendo tutti i paesi in cui finisce la coca. Credo che qualcuno ci stia facendo soldi negli Stati Uniti”.

Bruce è stato anche il primo attore a recitare in un videogioco (Apocalisse del 1998) e fa anche il cantante (nel 1987 ha pubblicato il suo album di debutto The Return of Bruno, poi altri due nel 1989 e nel 2001), oltre ad aver calcato il palcoscenico di Broadway, accanto a Laurie Metcalf, nell’adattamento teatrale di Misery (2015), il romanzo di Stephen King da cui era già stato tratto il film con Katy Bates e James Caan.

I suo fan sono milioni. I più sfegatati hanno persino notato che l’attore porta l’orologio da polso girato con il quadrante in giù: “Potete notarlo in molti film”, precisano, “come Die Hard – Duri a morire, Codice Mercury e vari altri, ma nessuno gli ha mai chiesto di capovolgerlo”.

Durante la crisi del Libano, Willis ha firmato, sul Los Angeles Times, un annuncio a sostegno di Israele, insieme a Nicole Kidman e numerose altre celebrità di Hollywood. E, a proposito di celebrità, Willis è stata l’unica star invitata al matrimonio di Julia Roberts con Daniel Moder, tanto che l’amicizia Willis-Roberts è citata in Ocean’s Twelve (2004), quando lui scambia Tess Ocean per Julia Roberts e le chiede del marito. È infine co-fondatore della catena di ristoranti “Planet Hollywood” insieme alla Moore, Stallone e Schwarzenegger.

Non gli mancheranno le attività né i soldi, ma che tristezza sarà non vederlo più recitare.

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