“Questa è la peggiore aggressione militare da decenni, con città, scuole, ospedali, edifici residenziali bombardati. I giorni che verranno probabilmente saranno peggiori, con più morti e più distruzione“. Il segretario della Nato, Jens Stoltenberg, interviene di nuovo sulla crisi ucraina e disegna un quadro fosco per il futuro del Paese e delle relazioni con la Russia. Tanto da ipotizzare un pericolo invasione anche per Georgia, Bosnia e Moldavia e condannando “gli attacchi ai civili e ad una centrale nucleare” , atto che dimostra “l’incoscienza di questa guerra. La Russia deve ritirare le truppe e impegnarsi negli sforzi diplomatici”. Ma intanto è la Polonia ad alzare la tensione: secondo quanto riferisce lo stesso segretario generale, infatti, sta “pianificando” di fornire aeroplani a Kiev per sostenerla nella guerra contro Mosca.

Stoltenberg vuole comunque sottolineare che “la Nato non è parte del conflitto, non lo cerca ma proteggerà i suoi Alleati ed è impegnata a difendere con più forze il fianco Est” dell’Alleanza. “Noi stavamo discutendo con la Russia” della strategia di sicurezza, “avevamo previsto cosa sta accadendo ora – ha poi aggiunto – Quando abbiamo visto la concentrazione militare ai confini ucraini abbiamo intensificato l’impegno e il dialogo. Putin ha scelto di non volere una soluzione politica ma di invadere. Noi crediamo nel controllo delle armi ma per fare questo abbiamo bisogno che Mosca non uccida, distrugga o invada, abbiamo bisogno di un impegno serio”.

Il segretario generale ha comunque confermato che “gli Alleati danno il loro supporto all’Ucraina, lo stiamo aumentando sotto differenti aspetti. È cruciale, è un momento critico per Kiev. La no fly zone è stata menzionata” nel dibattito “ma non ci sono piani per operare nello spazio aereo ucraino o per inviare nostre truppe”. Nello specifico, “abbiamo fornito training ed equipaggiamenti sin dal 2014, l’esercito oggi è più forte ed è per questo che è capace di respingere l’attacco. Noi capiamo la disperazione degli ucraini. Abbiamo attuato le più severe sanzioni di sempre, stiamo richiamando Putin a fermare questa guerra ma abbiamo la responsabilità di prevenire una escalation che vada oltre l’Ucraina”. Anche per questo il blocco Nato è d’accordo nel “fare di più per sostenere” la Georgia, la Bosnia e la Moldavia “aggiungendo potenzialmente più attività a loro sostegno, perché potrebbero essere a rischio, esposte a ulteriori interventi, sovversione e potenzialmente anche ad attacchi da parte delle forze armate russe”. E sarà rafforzata anche la cooperazione con la Finlandia e la Svezia che “saranno associati a tutte le nostre consultazioni”.

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