“Ieri sera ho subito l’ennesima violenta aggressione verbale da parte di un manipolo di No vax No Green pass, o quello che erano, mentre ero seduto ad una tavolino in via XX Settembre, la principale via di Genova, per un aperitivo con mia moglie. Un attacco vile, gratuito, in una contesto della mia vita privata in cui, l’unica mia colpa, era quella di godermi il venerdì sera nel centro cittadino”. Lo denuncia l’infettivologo Matteo Bassetti sulla sua pagina Facebook. Il medico prosegue precisando di essere stato attaccato al grido “Bassetti vattene da Genova“: “Questi personaggi dimostrano quanto poco gli importi del vaccino, della salute, del benessere sociale, in quanto il loro scopo è soltanto quello di fomentare odio nei miei confronti e di tutti i sanitari e turbare la tranquillità dei cittadini. Ciò che mi rammarica di più – prosegue – è che, nel corso di questi due anni in cui vengo spesso brutalmente attaccato con ogni tipo di insulto, una parte anche della politica cittadina genovese non abbia mai speso una parola di solidarietà. Meditiamo. Personalmente, continuerò a lottare per quei valori di libertà, anche di espressione, che mi hanno sempre animato. Avanti a testa altissima”.

Intervistato dall’agenzia stampa Adnkronos, il virologo ha aggiunto che lui e la moglie si erano seduti a bere qualcosa in attesa che nel locale a “ci preparassero del sushi da portare a nostro figlio, ricoverato in ospedale dopo un intervento. Era anche un momento di debolezza”, prosegue, “e quando si sono avvicinati urlandomi di andar via da Genova, perché la mia città non mi vuole, è stato brutto. Un momento di una bassezza rara, che peggio non poteva coincidere con i due anni dall’inizio della pandemia”. Ad avvicinarli, racconta il medico, “un gruppo di studenti. Gente che dovrebbe studiare e che invece passa la vita, da 50 sabati a questa parte, in piazza a gridare e a insultare il prossimo. C’è un clima inaccettabile e ci sono responsabilità enormi, secondo me, anche da parte della magistratura. Mi auguro che qualcosa facciano gli inquirenti, perché se a questa gente sarà fatto un processo tra 5 anni non servirà a nulla. Ci vogliono dei processi rapidi con pene esemplari. Un Paese civile è un paese che sa far rispettare la legge per tutti, non solo per qualcuno: di qualunque colore politico”. Infine ha chiuso con una riflessione sui due anni dall’inizio della pandemia: “Dovevamo essere migliori, mi pare che con ieri sera abbiamo ampiamente dimostrato di essere molto peggiorati. Fortunatamente la maggior parte degli italiani ha capito come si affronta il virus, rispettando le regole, vaccinandosi. Poi c’è una parte malata, non di Covid ma di ignoranza. Fa male perché li ho curati tutti, di destra e sinistra, ricchi e poveri, vaccinati e non”.

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