Si torna a giocare agli Australian Open di Melbourne, primo Slam del 2022. Un’edizione ancora condizionata dalla pandemia e dalle restrizioni imposte per contenere la nuova ondata Omicron che sta facendo impennare i casi giornalieri nel paese australe. La capienza degli impianti è infatti stata ridotta al 50%. Ancora assente Roger Federer, mentre è presente Rafael Nadal. Quello di quest’anno però non sarà un torneo come tutti gli altri ma verrà ricordato per solo un fatto: il “caso Djokovic”. Il nove volte campione non sarà infatti nel tabellone principale. L’annuncio dell’esenzione medica dal vaccino da parte di Nole è stata la miccia che ha scatenato una marea di polemiche. L’inizio di una querelle durata più di dieci giorni. Il fermo all’aeroporto di Melbourne, la prima cancellazione del visto, il primo ricorso vinto da Djokovic, la positività del serbo emersa il 16 dicembre, l’ammissione di Nole di aver violato l’isolamento per un servizio fotografico con l’Equipe perché “mi dispiaceva per il giornalista”, la mancata comunicazione alle autorità australiane del suo spostamento in Spagna a fine dicembre, gli interventi goffi e scomposti della famiglia, la decisione del ministro dell’Immigrazione Alex Hawke di cancellare nuovamente il suo visto, il nuovo ricorso, l’espulsione definitiva decretata dalla Corte Federale.

Una pagina che non c’entra niente con il tennis e che rappresenta una sconfitta per tutti. Per le autorità australiane, incerte e discutibili in più di un’occasione. Per il tennis, che vede il suo numero uno escluso da uno dei tornei del Grande Slam. Ma soprattutto per Novak Djokovic. L’esclusione dagli Australian Open è infatti un gravissimo danno all’immagine del serbo. Un’immagine già offuscata da situazioni controverse e opinabili del passato, come alcuni atteggiamenti in campo ritenuti esagerati, l’Adria Tour nel giugno 2020 (torneo organizzato da Nole in piena pandemia e poi diventato un focolaio Covid), la squalifica agli Us Open 2020 per la pallata fortuita al giudice di linea e le sue posizioni contrarie ai vaccini. La sentenza della Corte Federale australiana è una macchia indelebile su una delle migliori carriere della storia del tennis. Un avvenimento che passerà negativamente agli annali. A trarne beneficio è stato l’italiano Salvatore Caruso. È lui a prendere il posto di Nole sul tabellone principale e ad affrontare Miomir Kecmanovic.

Molti sono stati i tennisti a soffermarsi sulla vicenda. Uno di questi è stato Rafael Nadal: “L’Australian Open – ha dichiarato lo spagnolo – sarà un grande torneo con o senza di lui. È chiaro che Novak Djokovic è uno dei migliori giocatori della storia, senza dubbio. Ma non c’è nessun giocatore nella storia che sia più importante di un evento. Nessuno: Roger, Novak o me stesso. Il tennis continua. Questo è il mio punto di vista”. Critica anche Martina Navratilova. L’ex campionessa, citata dai media a Belgrado, ha affermato di non poter “difendere la sua decisione di non vaccinarsi. Se si vuole essere leader bisogna dare l’esempio, basato sul benessere di tutti”. Ben più pesante è stato invece Stefanos Tsitsipas, intervistato da una tv indiana: “Da una parte quasi tutti i giocatori sono completamente coperti dal vaccino e hanno seguito le regole per giocare il torneo. Dall’altro c’è qualcuno che ha preferito seguire la sua strada e che fa passare gli altri per idioti”. Ma c’è anche chi si è schierato dalla parte di Nole. Uno di questi è Nick Kyrgios. “Hawke dice che Djokovic è una minaccia per i nostri confini. Lo stiamo trattando come un’arma di distruzione di massa. Ma non lo è. È qui per giocare a tennis, non sta facendo del male a nessuno”.

L’assenza di Nole rappresenta una grande opportunità di vittoria per molti. L’Australian Open 2022 si annuncia come l’edizione più imprevedibile degli ultimi anni. Il favorito principale del torneo diventa Daniil Medvedev. E non solo perché il russo è il numero due del mondo. Medvedev ha trionfato agli Us Open 2021 (stroncando il sogno Grande Slam di Djokovic) e poi il sorteggio è stato particolarmente benevolo con lui. Dalla sua parte l’unico vero pericolo è rappresentato da Stefanos Tsitsipas, numero 4 del ranking. Il campione delle ultime Atp Finals di Torino Alexander Zverev e Rafael Nadal sono infatti nella parte alta. Il tedesco è alla caccia del primo titolo Slam della carriera, mentre lo spagnolo cerca il ventunesimo Major e il sorpasso a Roger Federer e Novak Djokovic nella speciale classifica. Per Medvedev e Zverev c’è però anche altro in palio: la possibilità di conquistare la prima posizione mondiale. E Matteo Berrettini?

Dopo un 2021 vissuto da grande protagonista, Matteo Berrettini è sempre meno outsider e sempre più temuto. Il romano arriva a questi Australian Open dopo aver recuperato dall’infortunio che lo ha costretto a ritirarsi dalle Finals di Torino. La consavolezza nei propri mezzi e la superficie rapida di Melbourne lo rendono ormai uno dei favoriti. In più, a Melbourne ci si è messa anche la fortuna. Sorteggiato nella parte alta, Berrettini (esordio contro Nakashima) avrebbe potuto trovare Novak Djokovic nei quarti di finale. L’espulsione del serbo dall’Australia ha però sparigliato le carte e ora la semifinale è davvero a portata di mano. Un traguardo che rappresenta anche l’obiettivo di Jannik Sinner. Dopo la top 10 e le ottime Atp Finals dell’anno scorso, l’altoatesino ha voglia di alzare ancora il livello. L’esordio contro Sousa è il primo passo in un quarto di tabellone che comprende anche Casper Ruud e Stefanos Tsitsipas, quest’ultimo però arrivato a Melbourne non in perfette condizioni fisiche.

Berrettini e Sinner sono le punte di diamante di un gruppo azzurro numeroso e giunto in Australia con la voglia di accrescere il periodo d’oro del tennis italiano maschile. L’urna però è stata agrodolce. Oltre al già citato Salvatore Caruso, c’è Lorenzo Sonego. Il numero 25 del mondo trova un avversario difficile come l’americano Sam Querrey. Più facile, sulla carta, l’impegno di Fabio Fognini contro l’olandese Tallon Griekspoor. Per il quasi 38enne Andreas Seppi c’è il polacco Kamil Majchrzak. Sfortunati invece i sorteggi di Lorenzo Musetti, Stefano Travaglia e Gianluca Mager. Il carrarino avrà di fronte il padrone di casa Alex De Minaur (numero 32 del ranking), l’ascolano Roberto Bautista Agut (numero 18) e il sanremese il numero 5 del mondo Andrey Rublev. Infine c’è Marco Cecchinato. Il semifinalista del Roland Garros 2018 affronterà Philipp Kohlschreiber.

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