Polemica al fulmicotone a “L’aria che tira” (La7) tra il giornalista Alessandro Cecchi Paone e il giurista no green pass Ugo Mattei, promotore della Commissione Dupre (Dubbi e Precauzione) e fondatore di un nuovo progetto politico contro “le leggi Draghissime”, infelicemente denominato Cln (Comitato di Liberazione Nazionale).
Mattei spiega di aver paragonato Draghi al primo Mussolini e non a quello delle leggi razziali e ‘facistissime’. Poi lancia l’allarme sul ‘degrado istituzionale’ e invita tutti a parlare seriamente di politica: “Dobbiamo smetterla di dividerci tra pro vax e no vax”.


Cecchi Paone insorge: “Lei dice che vuole parlare di politica seriamente, ma quello che lei ha detto, e cioè che vuole fare un nuovo Cln perché equipara Draghi al primo Mussolini, non è una cosa seria, non è una cosa degna di un professore. E glielo dico da professore. Tra l’altro, ha detto anche che i nuovi provvedimenti del governo sono costituzionalmente illegittimi, dicendosi sicuro che Mattarella non li avrebbe firmati. E invece per fortuna Mattarella li ha firmati, quindi stia zitto e la smetta”.
“Francamente non mi permetto di dire a nessuno ‘stia zitto’”, replica Mattei.
“Ma basta – sbotta il giornalista – il presidente della Repubblica è l’estremo garante della Costituzione. Ha firmato e varrà qualcosa più di lei. Quindi, per cortesia la smetta. Cln? Siete 4 gatti, porti rispetto per i morti della Resistenza”.

“Abbia pazienza, dottor Paone”, ribatte Mattei.
“Mi chiami ‘professore’, non ‘dottore’”, rilancia il giornalista.
“Ah, non sapevo che fosse un mio collega”, commenta il giurista.
“No, collega suo no, non voglio esserlo – ribatte Cecchi Paone – Però cerco di essere un buon maestro. Lei vuole riconoscere la suprema autorità costituzionale del presidente Mattarella o no?”.
Assolutamente no”, risponde Mattei.
“Allora il Cln lo facciamo noi – replica Cecchi Paone – perché è lei a essere pericoloso per la democrazia e la repubblica”.
“No, io non sono affatto pericoloso – afferma Mattei – Voi state pensando di promuovere un nuovo Aventino. Quando si toglie di mezzo il Parlamento e si struttura tutto il potere nelle mani del governo, si creano le condizioni dell’Aventino, cioè quelle che in Italia hanno marginalizzato l’opposizione e hanno fatto sì che il governo Mussolini passasse dal governo al regime”.

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