“Il 2021 volge al termine, è un buon momento per guardare indietro e per guardare avanti”. Inizia così il messaggio di fine anno dell’Oms. In un video il direttore generale dell’Organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus, tira le somme dell’anno passato e guarda, con ottimismo, al 2022, il terzo anno dall’inizio della pandemia. ” La fine dell’anno segna il secondo anniversario dall’inizio della pandemia da Covid 19 e rappresenta un promemoria di ciò che abbiamo raggiunto e perso come comunità globale con le nostre risposte collettive a una vera crisi globale”. Il 2021, ammette, “è stato un anno difficile” ma c’è stato anche molto “di cui essere grati”. “Sebbene nessun paese sia fuori dalla foresta della pandemia, abbiamo nuovi strumenti per prevenire e trattare il Covid 19 – spiega nel videomessaggio – Più di 8,5 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo, salvando milioni di vite. Sono stati sviluppati nuovi trattamenti ai quali si potrebbe facilitare l’accesso, diminuendo la mortalità. Ma nazionalismi e accumulo di vaccini da parte di alcuni Paesi hanno minato l’equità, creando le condizioni ideali per lo sviluppo della variante Omicron”, rimprovera il direttore. Che mette in guardia: “Più continuerà la disuguaglianza, più il virus evolverà in modi che non possiamo prevenire o predire. Se porremo fine alla disuguaglianza, metteremo fine alla pandemia. A nostra volta, salveremo vite, alleviando il carico sui sistemi sanitari tesi e daremo tregua alla legione di operatori sanitari che hanno lavorato instancabilmente e si sono sacrificati molto per due anni”.

Secondo Ghebreyesus, “attraverso l’Act-accelerator, che include Covax, l’Oms e i nostri partner stanno aiutando a far sì che vaccini, test e trattamenti diventino accessibili a chi ne ha bisogno, in tutto il mondo”. Per questo: “Entrando nel terzo anno della pandemia, sono sicuro che questo sarà l’anno della fine. Ma solo se lo facciamo insieme”.

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