Vogliamo assicurarci che le persone non inizino mai a fumare“, così la ministra alla Sanità neozelandese Ayesha Verral annuncia l’obiettivo di avere solo il 5% di fumatori entro il 2025 e punta ad azzerare la percentuale dei fumatori per il 2027. Il piano, descritto sul sito del governo, consiste nell’aumentare gradualmente l’età in cui si potrà acquistare il tabacco, di anno in anno. Attualmente comprarlo è vietato ai minori di 18 anni, ma in base al piano il divieto di vendita di sigarette e prodotti del tabacco si estende a chiunque sia nato dopo il 2004, rendendo il fumo di fatto illegale acquistarlo per chi oggi ha meno di 14 anni. Lo si legge sul Guardian, che avverte sulle ripercussioni che questa scelta può avere, come l’apertura di un grande mercato nero del tabacco.

“Abbiamo bisogno di un nuovo approccio”, ha detto Verrall, annunciando i cambiamenti. “Circa 4.500 neozelandesi muoiono ogni anno a causa del tabacco, e dobbiamo fare progressi accelerati per essere in grado di raggiungere l’obiettivo “Smoke free 2025“. Secondo il ministero della salute, il fumo rappresenta una morte per cancro su quattro in Nuova Zelanda, e circa mezzo milione di neozelandesi fumano ogni giorno. Gli effetti negativi del fumo sono più sentiti dalla popolazione indigena dell’isola, i Māori. Le donne māori hanno il tasso di fumo più alto del paese, coprendo da sole il 30% del consumo di tabacco al giorno. La conseguenza è che il cancro è la principale causa di morte per le donne māori e la seconda causa principale per gli uomini.

Shane Kawenata Bradbrook, sostenitore delle comunità Māori senza fumo, ha dichiarato che “l’industria del tabacco ha reso dipendente la nostra gente, privandola dei loro soldi prima che dovessimo seppellirli in urupa ( i cimiteri) in tutta questa terra“. La decisione è stata accolta con favore dalla comunità scientifica. Lucy Elwood, Ceo della Cancer Society della Nuova Zelanda, ha osservato come il numero di rivenditori di tabacco era quattro volte superiore nelle comunità a basso reddito, dove il tasso di fumo era più alto. “Il tabacco è il prodotto di consumo più nocivo della storia e deve essere gradualmente eliminato”, ha detto. La mossa ha suscitato, però, anche domande sulla misura attraverso la quale governo di fatto intervenire nelle scelte personali: “C’è un principio filosofico su adulti in grado di prendere decisioni per se stessi, entro la ragione”, ha scritto il giornalista Alex Braae in un’analisi per il quotidiano neozelandese The Spinoff.

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