Non era la prima volta e probabilmente non sarebbe stata l’ultima se lo scorso 5 novembre non fosse stato arrestato Omar Confalonieri, l’agente immobiliare di 48 anni che ha abusato di una donna dopo aver drogato lei e il suo compagno attraverso una bevanda in cui aveva sciolto una forte quantità di benzodiazepine. Confalonieri, che risulta a tutti gli effetti essere realmente un agente immobiliare, raccontava in giro di possedere un prestigioso studio nella centralissima via Montenapoleone a Milano e probabilmente l’indirizzo della fantomatica “Confalonieri Real Estate” compariva anche sui biglietti da visita che l’uomo aveva dato alla coppia a cui intendeva vendere un box nell’hinterland milanese.

Dopo la notizia dell’arresto, il portiere del civico indicato da Confalonieri ha rivelato alle telecamere della trasmissione Mattino 5 che in quello stabile non solo non esiste alcuna agenzia immobiliare gestita da Confalonieri ma anche che l’indagato nel palazzo non è mai stato visto e non è mai arrivata neppure della posta indirizzata allo stesso. E’ forse questo il motivo per cui l’agente immobiliare aveva fissato l’appuntamento con la coppia in un bar di Settimo Milanese? Ed è proprio in quel bar che il quarantottenne la mattina del 2 ottobre ha ordinato degli spritz, li ha strappati dalle mani del barman ancora prima che finisse di guarnirli e, spostatosi in un angolo del locale dove è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, con una siringa ha versato nei bicchieri destinati alle sue vittime una quantità di benzodiazepine tali da stordire sia l’uomo che la donna.

Quando la coppia che era giunta al bar in compagnia della propria figlioletta di nove mesi, ha cominciato ad accusare vertigini e debolezza, Confalonieri si è offerto di riaccompagnarla a casa e, una volta arrivati a destinazione, l’agente immobiliare ha messo a letto l’uomo e ha abusato per un intero pomeriggio della donna approfittando della sua situazione di minorata difesa provocata dallo stordimento del farmaco.

Le telecamere presenti sul balcone dell’abitazione della coppia hanno fornito agli inquirenti ben 67 frame che raccontano in maniera particolareggiata la violenza ai danni della donna a cui Confalonieri ha fatto indossare vestiti che aveva portato con sé in un borsone per soddisfare le sue perversioni. Mentre la 38enne in evidente stato confusionale era in totale balia di Confalonieri che infieriva su di lei anche con l’ausilio di alcuni sex toys, la neonata gattonava completamente incustodita ed era uscita persino sul terrazzo dove avrebbe potuto facilmente mettersi in una situazione di pericolo.

Sono proprio le immagini delle telecamere di sorveglianza del locale prima e dell’appartamento delle vittime poi, a restituirci le caratteristiche del modus operandi dell’agente immobiliare che già nel 2009 era stato condannato per abusi sessuali ai danni di una collega 18enne stordita con farmaci disciolti in un bicchiere di vino, aveva scontato la condanna ed era stato riabilitato dal Tribunale di Monza in seguito ad un percorso terapeutico.

Ma quell’episodio non era stato l’unico perché un’altra donna, amica della fidanzata di Confalonieri, lo aveva denunciato per aver subito analoghi abusi costretta a togliersi gli slip e ad indossare un vestito di maglia traforata dopo aver mangiato un gelato al quale erano stati aggiunti dei sonniferi. Quest’ultimo fatto avvenuto nel 2007 a Grumello del Monte nella bergamasca fu archiviato nel 2010 perché il pm parlò di “qualche sospetto” e di “un’ombra cupa” ma “non di prove di atti sessuali”.

Prove che questa volta sono inconfutabili e che, come nel caso Alberto Genovese, fugano ogni dubbio non solo sulla condotta criminale dell’agente immobiliare ma anche sul fatto che con buona probabilità possa trattarsi di uno stupratore seriale.

Negli ultimi giorni sono almeno altre due, oltre alle tre già citate, le donne che si sono rivolte alla Procura per raccontare di aver subito analoghi comportamenti da parte di Omar Confalonieri e tra questi ci sarebbe anche la figlia di una conoscente dell’agente immobiliare che Confalonieri avrebbe drogato questa volta con una tisana. Elementi che ritornano a tracciare un profilo criminale che, grazie soprattutto al supporto tecnologico delle scene registrate, stavolta difficilmente potrà essere derubricato a “qualche sospetto” o semplice “ombra cupa”.

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