Riecco le firme dal notaio per far cadere il sindaco Pd. Questa volta non è Roma, ma Taranto. A essere sfiduciato, a pochi mesi dalla scadenza del mandato, è il sindaco Rinaldo Melucci, democratico eletto nel 2017 a capo di una coalizione di centrosinistra. A depositare le firme sono stati 17 consiglieri comunali su 32 che si sono presentati per presentare le loro dimissioni irrevocabili per portare allo scioglimento anticipato del consiglio comunale. A firmare sono stati anche pezzi della maggioranza in disaccordo con alcune scelte del primo cittadino. Per esempio Massimiliano Stellato, che è anche consigliere regionale di Puglia Popolare e sostiene il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che ha sempre sostenuto le scelte di Melucci. Emiliano anche di recente ha appoggiato pubblicamente la ricandidatura a sindaco di Melucci (per il quale si era già espresso favorevolmente anche il segretario regionale del Pd Marco Lacarra). Il Consiglio comunale di Taranto comunque sarebbe andato al rinnovo nella prossima primavera.

Dal Pd arriva la voce di Nicola Oddati che ha fatto parte della segreteria Zingaretti e ora è in Direzione nazionale: “Si tratta di una scelta gravissima contro la città, impegnata in un difficile quanto positivo sforzo per un lavoro di riconversione e ricostruzione. Al sindaco Melucci e ai nostri assessori la solidarietà e l’impegno del Pd di Taranto e nazionale. Siamo ancora più fortemente al suo fianco e lavoreremo da subito per costruire una solida alleanza politica stabile e affidabile che prosegua e rafforzi il lavoro avviato in questi quattro anni”. Dopo la deludente prestazione elettorale delle Comunali di inizio ottobre il segretario federale della Lega Matteo Salvini vede un’occasione di riscatto, almeno a Taranto: “Sfiduciato il sindaco di Taranto, dopo anni di pessima amministrazione. Per il centrodestra è una grande occasione per offrire una seria proposta di buongoverno, allargata a chiunque voglia mettersi al servizio della città”.

Il prefetto Demetrio Martino, sentito il Ministero dell’Interno, nominerà un commissario prefettizio e successivamente sarà nominato un commissario straordinario, che potrebbe non essere la stessa persona.

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