I conti trimestrali di Banca monte dei paschi di Siena superano le attese con utili che raggiungono i 186 milioni di euro. I profitti dei primi nove mesi dell’anno salgono così a 388 milioni a fronte della perdita da 1,5 miliardi che aveva caratterizzato lo stesso periodo del 2020. Il dato è sensibilmente migliore rispetto alle previsioni che si attendevano un piccolo profitto di 3 milioni. I ricavi del periodo gennaio- settembre sono stati pari a 2 miliardi e 226 milioni di euro, in progresso del 3%. La crescita è dovuta all’incremento del 6% dei proventi da commissioni mentre scendono dell’8,2% i ricavi da margine di interesse, ossia l’attività bancaria vera e propria in cui la banca guadagna dalla differenza dei tassi che paga alla clientela e quelli che pratica ai suoi debitori. Il margine di interesse cresce invece rispetto al secondo e al primo trimestre del 2021 I prestiti alla clientela sono diminuiti dell’1,7% da 82,6 a 81,9 miliardi di euro.

La banca spiega che, a differenza di quanto previsto in precedenza e quindi una carenza di capitale che avrebbe potuto presentarsi già a partire dal primo trimestre del 2021, il patrimonio continua a non presentare “shortfall”. Non si prevede neppure che un’ insufficienza di capitale possa emergere da qui a 12 mesi mentre potrebbe verificarsi una carenza di 500 milioni di euro al 1 gennaio 2023. “Non siamo in grado di quantificare di quanto sarà l’aumento di capitale” in ogni caso “meglio prima che dopo”, ha detto l’amministratore delegato di Mps, Guido Bastianini, commentando la trimestrale. “Già nel 2021 vediamo l’impatto di non aver attuato l’aumento di capitale” ha detto sottolineando, ad esempio, come “non ci sono stati accordi sindacali e questo ci è costato parecchi soldi” o come gli “spread commerciali siano ancora elevati” e potranno invece “normalizzarsi con l’aumento”.

“La macchina commerciale di Mps continua ad accelerare” con “un margine di interesse netto aumentato per il secondo trimestre consecutivo” e “le commissioni nei primi 9 mesi aumentate del 6% anno su anno” mentre “i flussi lordi di masse in gestione hanno superato gli 11 miliardi di euro, il 35% in più rispetto ai livelli pre-covid, ha aggiunto l’amministratore delegato di Mps, Guido Bastianini, commentando i risultati. “La qualità degli attivi è sotto stretto controllo” con moratorie che “adesso rappresentano solo il 4% dei crediti performing” e un tasso di default dell’1,7%, inferiore ai livelli di copertura.

La banca è reduce dalla rottura delle trattative per la cessione tra ministero del Tesoro (azionista con il 64%) ed Unicredit. Uno stop dovuto alle divergenze sull’ammontare di soldi necessari per mettere in sicurezza i conti della banca. Circa tre miliardi di euro secondo il Mef, almeno il doppio secondo Unicredit a cui si sarebbero aggiunti crediti di imposta per oltre 2 miliardi di euro a favore della banca guidata da Andrea Orcel. L’utile annunciato oggi non significa che i problemi della banca senese siano risolti. I timori di Unicredit (che ha avuto accesso alla data room), e altri potenziali acquirenti, riguardano le potenziali perdite legate ai crediti deteriorati (prestiti difficili da recuperare a causa delle difficoltà dei debitori) che si scaricano sui bilanci man mano che il loro valore viene rettificato . Ascoltato in audizione parlamentare martedì scorso, il direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera ha affermato che l’intenzione del governo rimane quella di trovare un compratore per la banca e di non ipotizzare la creazione di un polo pubblico.

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