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Mondo

18 Ottobre 2021

Ultimo aggiornamento: 12:20 del 18 Ottobre 2021

Cina, Pechino smentisce il lancio di missili ipersonici: “Solo un test di routine per un veicolo spaziale. Abbiamo scopi pacifici”

di F. Q.
Il ministro degli Esteri cinese Zhao Lijian ha risposto all'articolo pubblicato, nel weekend, dal Financial Times. Secondo il quotidiano inglese, Pechino ad agosto aveva sperimentato un razzo, con capacità nucleare, in grado di percorrere lunghissime distanze - addirittura l'intera circonferenza del globo terrestre - senza essere intercettato
Cina, Pechino smentisce il lancio di missili ipersonici: “Solo un test di routine per un veicolo spaziale. Abbiamo scopi pacifici”
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Il Fatto Quotidiano

“Era un test di routine per un veicolo spaziale“, non un missile ipersonico con capacità nucleare. Così il ministro degli Esteri cinese Zhao Lijian ha risposto all’articolo pubblicato, nel weekend, dal Financial Times secondo cui Pechino ad agosto aveva sperimentato un razzo in grado di percorrere lunghissime distanze – addirittura l’intera circonferenza del globo terrestre – senza essere intercettato. Le rivelazioni avevano sorpreso persino l’intelligence statunitense: se verificate, avrebbero rappresentato un avanzamento della tecnologia bellica preoccupante per Washington.

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La Cina però ha smentito tutto. Si è trattato solo di “una prova di routine di un veicolo spaziale per verificare che la tecnologia sia riutilizzabile – riferisce la testata locale Cgtn – È importante per ridurre i costi dei velivoli” di quel genere. L’obiettivo è comprendere – ha aggiunto Zhao nel briefing quotidiano – quale sia “un modo conveniente ed economico di utilizzare lo spazio per scopi pacifici“.

Una versione che però non convince: per alcuni osservatori, indipendentemente dagli armamenti utilizzati, il test sarebbe l’ennesimo atto di Pechino per “mostrare i muscoli”, cioè la sua forza militare, e limitare le ingerenze esterne nelle questioni regionali dell’indo-pacifico. In particolare il transito di navi da guerra di Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna – che con gli Usa ha siglato il patto Aukus – nello stretto di Taiwan, ha indispettito la Cina. Tra giovedì e venerdì scorso il passaggio del cacciatorpediniere missilistico di classe Arleigh Burke USS Dewee e della fregata canadese HMCS Winnipeg hanno scatenato le parole di condanna di Pechino che rivendica l’annessione dell’isola, solo formalmente parte del suo territorio.

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  • 10:28 - Musetti: "A Roma voglio il pubblico come spinta, non come stress"

    Madrid, 21 apr. (Adnkronos) - Reduce da un buon torneo a Barcellona e atteso al Masters 1000 di Madrid, Lorenzo Musetti che ha preso parte ai Laureus Awards a Madrid, guarda già anche a Roma con ambizione e lucidità. Il tennista azzurro parla del momento positivo, del rapporto con il pubblico italiano, delle condizioni di Carlos Alcaraz e della crescita del movimento azzurro, con un pensiero su Jannik Sinner e sull’amico Flavio Cobolli. Musetti, dopo il bye al primo turno, debutterà a Madrid molto probabilmente contro Hurkacz, non certo un inizio soft, viste anche le condizioni dei campi veloci.

    Come sto?

    "Bene, bene. È stato un buon torneo a Barcellona e sicuramente vengo qui a Madrid con tanta motivazione, tanta voglia di fare bene. Poi ovviamente riguardo la serata è stata veramente bella, è stato un onore essere in mezzo a delle leggende dello sport e ovviamentee mi fa molto piacere, mi dà veramente l'ambizione e la voglia di poter provare a vincere anch'io questo premio".

    Dopo Madrid ci sarà anche Roma, che aspetta un vincitore italiano da tanti anni. Tu e Sinner tra i principali favoriti?

    "Sicuramente Jannik che ha mostrato negli ultimi due mesi qualcosa di incredibile, in termini di risultati, e credo che sia ovviamente il favorito. Eh, poi ovviamente Carlos Alcaraz, anche se in questa situazione bisognerà capire meglio in che condizione fisica sarà e se ci sarà. Però sì, per me è un obiettivo a Roma cercare di giocare anche con il pubblico, e portarmi il pubblico ovviamente come motivazione extra e non come fattore di stress. Quindi sicuramente l'obiettivo è quello di far divertire la gente e ovviamente anche divertirsi".

    Carlos Alcaraz indossa un tutore al braccio destro? 

    "Io gli auguro il meglio perché è sempre bello vedere questa rivalità tra lui e Jannik. Ovviamente a me piace cercare di competere con i migliori, quindi spero che anche lui sia presente nei prossimi tornei".

    E c'è anche Flavio Cobolli che sta facendo bene?

    "Molto bene, poi noi siamo molto amici, ci conosciamo da tanto, quindi so quanto stia lavorando e quanto sia migliorato. Gli auguro il meglio, ma è sicuramente sulla strada giusta".

  • 10:12 - Design week, la cucina diventa ricettiva e connessa, Miele presenta 'Designed to move with you'

    Milano, 21 apr. (Adnkronos) - ‘In collaborazione con Miele’

    In occasione della Milano design week, Miele, leader mondiale nella produzione di elettrodomestici di alta qualità, partecipa a EuroCucina 2026/Ftk-Technology for the kitchen, padiglione 04 | stand C07 D14 (dal 21 al 26 aprile, Salone internazionale del mobile, Fiera Milano, Rho) ed estende il dialogo tra design, tecnologia e cultura culinaria anche al Fuorisalone 2026, con una progettualità presso il Miele experience center, nel Brera design district.

    L'esperienza 'Designed to move with you' di Miele si concretizza in una sensazione di perfetta fluidità e sincronia nell'uso, rafforzata dalla consapevolezza che gli elettrodomestici sono costruiti per durare ed evolvere nel tempo. Questo si traduce in un mondo di possibilità, con prodotti che si combinano e connettono in modo unico, adattandosi perfettamente ai diversi modi di vivere la cucina. Invece di introdurre la tecnologia in modo invasivo, Miele dimostra come l’innovazione possa essere quasi invisibile - integrata in modo naturale, reattiva e di supporto.

    Nello specifico, a EuroCucina/Ftk-Technology for the kitchen, Miele presenta una selezione curata di prodotti di punta del proprio portfolio cucina, insieme a nuove funzionalità smart home che connettono ulteriormente l’ecosistema della cucina. Tra le novità più rilevanti, il piano cottura a induzione Miele Km 8000 si distingue per il suo design essenziale e la versatilità nelle dimensioni e finiture, offrendo compatibilità con il sistema 'M sense'. Queste pentole intelligenti, con sensori integrati, controllano automaticamente la potenza cosicché niente si bruci, niente trabocchi. La cottura diventa più precisa e consente meno interventi da parte dell‘utente in quanto le pentole 'M sense', dotate di comando touch integrato e sensori, comunicano direttamente con il piano cottura per regolare automaticamente la potenza. Altra soluzione innovativa dell'azienda è il cassetto vapore Miele che intende rispondere alle esigenze di una cucina sana, versatile e adatta all'urban living che impone spazi ridotti. Il cassetto è infatti caratterizzato da un design compatto ed ergonomico e si può abbinare ad un forno combinato con microonde della gamma Miele. Si ricrea così una distintiva soluzione 3-in-1 che unisce cottura al forno, riscaldamento e cottura a vapore, il tutto in una nicchia da 60 centimetri.

    Altra importante novità è rappresentata dalla nuova generazione di frigo-congelatori da incasso Miele MasterCool. Tra loro si distingue la serie MasterCool III, caratterizzata da un'estetica raffinata con interni in acciaio inossidabile spazzolato, da dimensioni generose e da funzionalità avanzate per la conservazione. Il sistema MasterFresh Pro prolunga la freschezza fino a cinque volte, il cassetto DailyFresh ExtraCool è dedicato ad alimenti delicati e il filtro Longlife AirClean elimina gli odori. La piena connettività tramite Miele@home, con fotocamere interne e la funzione FoodView, permette una gestione e un monitoraggio ottimale degli alimenti conservati al suo interno, anche da remoto. La connettività vive, inoltre, attraverso CulinaryCoach, il nuovo assistente basato sull'Ai all’interno dell'app Miele. L’assistente fornisce raccomandazioni personalizzate, risponde a domande sulla preparazione e trasferisce direttamente le impostazioni corrette agli elettrodomestici connessi per un’esperienza ancora più intuitiva, flessibile e personalizzabile.

    Il dialogo tra design, tecnologia e cultura culinaria firmato Miele continua al Miele experience center, nel Brera design district (Corso Garibaldi 99), che riapre al pubblico al termine di un’importante ristrutturazione. All’interno, viene presentato in esclusiva e per la prima volta il concept study 'Miele compact living: kitchen unit powered by Hettich': un sistema di arredo cucina multifunzione. Rispondendo alle necessità di spazi abitativi urbani dalle metrature ridotte, questo concept mostra come le funzioni si intreccino, adattandosi alla vita quotidiana, senza bisogno di separare gli ambienti. Spazio di lavoro al mattino, superficie di cottura a pranzo, luogo di incontro la sera: l’unità cambia in base alla situazione.

    Durante tutta la Milan Design Week, il Miele experience center offre creazioni di alta pasticceria, specialità di caffè e format interattivi che invitano i visitatori a scoprire da vicino design e tecnologia Miele.

  • 09:59 - Mezzogiorno, Gruppo di ricerca Grins: su incentivi Zes contesto locale fa la differenza

    Roma, 21 apr. (Adnkronos/Labitalia) - Le prime Zone economiche speciali italiane hanno sostenuto soprattutto gli investimenti delle imprese, ma con risultati molto diversi da territorio a territorio. E' quanto emerge da una prima valutazione complessiva realizzata dal Gruppo di ricerca Grins del Laboratorio di economia applicata (Lea) dell’Università di Bari Aldo Moro, che analizza gli effetti delle Zes nelle aree del Mezzogiorno nel periodo 2016-2022. Le Zes sono uno strumento di politica industriale pensato per attrarre investimenti e attività produttive in territori definiti, attraverso agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative e, in alcuni casi, vantaggi doganali. In Italia sono state introdotte nel 2017 in otto aree del Mezzogiorno: Abruzzo, Campania, Calabria, Sardegna, Sicilia Orientale, Sicilia Occidentale, Zes Ionica e Zes Adriatica. Dal 1° gennaio 2024, questo assetto è stato sostituito dalla Zes unica per il Mezzogiorno, che ha accorpato le precedenti esperienze in un unico quadro amministrativo.

    Tra i principali benefici previsti dalle Zes figuravano il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, la riduzione del 50% dell’imposta sul reddito delle società, procedure burocratiche semplificate e, in alcuni casi, vantaggi doganali. Il credito d’imposta ha rappresentato il cuore della misura, perché mirava direttamente a sostenere la capacità di investimento delle imprese. Per accedere ai benefici, le imprese dovevano essere localizzate nelle aree Zes e mantenere l’attività sul territorio per almeno sette anni dopo l’investimento.

    L’analisi utilizza dati di bilancio delle imprese manifatturiere del Mezzogiorno e metodologie controfattuali che consentono di confrontare le imprese localizzate nelle aree Zes con imprese simili non beneficiarie. Il risultato più robusto riguarda gli investimenti: in media, le imprese localizzate nelle aree Zes hanno aumentato le immobilizzazioni di circa 244 mila euro in più rispetto alle imprese non Zes. L’effetto cresce nel tempo: già nell’anno di introduzione della politica si osserva un aumento degli investimenti e, dopo due anni, il differenziale supera i 360 mila euro.

    Gli effetti sull’occupazione risultano invece più deboli e ritardati. Nel complesso non emerge un impatto immediato statisticamente significativo, anche se dopo due anni si osserva un lieve aumento del numero di addetti, attorno al 3%, concentrato in alcune aree. Anche la redditività mostra un effetto positivo ma più contenuto e graduale: in media il reddito netto cresce di circa 42 mila euro, con risultati più evidenti solo in alcuni territori e soprattutto nel medio periodo. Uno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda l’eterogeneità territoriale. Le Zes non hanno prodotto effetti uniformi: segnali positivi emergono in cinque delle otto aree analizzate - Zes Ionica, Zes Adriatica, Abruzzo, Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale - mentre in altre realtà, come Calabria, Campania e Sardegna, gli effetti risultano nulli o, per alcune variabili, negativi. Nei casi meno efficaci pesano ritardi di avvio, specificità territoriali e, in alcuni contesti, una dinamica locale già elevata che riduce il margine di miglioramento e può aumentare il rischio di distorsioni allocative.

    Il messaggio che emerge è chiaro: l’efficacia di una politica territoriale non dipende solo dall’incentivo in sé, ma anche dal contesto in cui viene applicata. Struttura produttiva, accessibilità, dotazione infrastrutturale, capacità amministrativa e caratteristiche del tessuto imprenditoriale locale contano almeno quanto il beneficio fiscale. La ricerca considera anche la possibilità che i benefici si estendano oltre le sole imprese direttamente localizzate nelle aree Zes, osservando le imprese presenti negli stessi comuni. I risultati suggeriscono la presenza di possibili effetti spillover positivi su investimenti e occupazione anche a livello comunale, mostrando come le politiche territoriali possano produrre effetti che non si fermano ai confini amministrativi della misura.

    Alla luce della Zes unica, il punto non è stabilire semplicemente se le precedenti Zes abbiano funzionato oppure no. La questione decisiva è capire dove, quanto e attraverso quali canali abbiano funzionato. Proprio questa capacità di misurare con precisione l’impatto - su investimenti, redditività e occupazione, nelle aree beneficiarie e nei territori limitrofi - offre oggi indicazioni utili per monitorare e migliorare la nuova fase della politica. Angela Bergantino professoressa di economia applicata all’Università di Bari: “Le Zes hanno prodotto effetti differenziati tra aree. Non basta l’incentivo: contano soprattutto il contesto locale, la struttura produttiva, i tempi di attuazione e il livello di sviluppo. Per questo diventa essenziale monitorarne l’impatto a livello micro, con dati d’impresa.” Oggi più che mai il valore è entrare nel merito con analisi micro per comprendere e individuare criticità e valorizzare buone pratiche, permettendo di trasferire esperienze e conoscenze premianti a quelle aree che meno sono riuscite a sfruttare gli incentivi.

  • 09:39 - Geely, nel 2025 superati i 3 milioni di veicoli venduti (+39%), +90% modelli elettrificati

    Roma, 21 apr. - (Adnkronos) - L'elettrificazione sta cambiando 'pelle' nel mercato automobilistico. Lo conferma l'andamento di Geely Auto che nel 2025 ha superato i 3,02 milioni di veicoli venduti, con una crescita del 39% su base annua. Ancora più significativa la spinta dei veicoli a nuova energia, arrivati a 1,687 milioni di unità, in aumento del 90%. Numeri che raccontano come il mercato non premia più soltanto la promessa dell’innovazione, ma le soluzioni che riescono a trasformarla in qualcosa di concreto.

    Per anni l’elettrificato è stato raccontato soprattutto come un orizzonte, una direzione, talvolta perfino una posizione culturale. Oggi il quadro è diverso. La vera domanda non è più se questa transizione sia giusta o sbagliata in astratto, ma se riesca a offrire risposte credibili a esigenze reali: costi di utilizzo, sicurezza, efficienza, autonomia, affidabilità. È qui che Geely prova a ritagliarsi uno spazio preciso. La sua proposta non ruota solo attorno all’idea di mobilità nuova, ma attorno alla capacità di rendere l’elettrificazione più leggibile, più vicina e più utilizzabile nella vita di tutti i giorni.

    Uno dei fronti su cui il marchio sta spingendo di più è quello dei sistemi ibridi evoluti. La piattaformaEM AI Super Hybrid 2.0 è stata sviluppata per lavorare su un punto chiave: rendere l’elettrificazione una scelta efficiente anche quando viene osservata con un criterio strettamente razionale. Secondo quanto comunicato da Geely, il sistema abbina un motore ibrido con efficienza termica del 47,26% a una gestione intelligente del powertrain attraverso Xingrui AI Cloud Power 2.0. Tradotto: l’obiettivo è ottimizzare i consumi, migliorare la gestione dell’energia e ridurre l’impatto economico dell’utilizzo nel tempo.

    Quando si parla di nuova mobilità, la sicurezza resta il discrimine decisivo. Per questo una parte importante della narrazione di Geely passa proprio da qui. Nel 2025, Geely EX5 ha ottenuto le5 stelle Euro NCAP e ANCAP, un risultato che rafforza il posizionamento internazionale del modello e, più in generale, del brand sul fronte della sicurezza. Il veicolo è basato sulla piattaforma GEA e integra sistemi ADAS di livello L2, in una logica che lega elettrificazione e protezione in modo sempre più stretto. Anche i materiali ESG del gruppo confermano l’attenzione strutturale a questo tema: alla fine del 2024 Geely riportava già tre modelli con valutazione Euro NCAP a 5 stelle.

    La strategia del marchio si legge bene anche attraverso i prodotti. Da una parte c’è EX5, modello elettrico globale con cui Geely punta a rafforzare la propria presenza nei mercati internazionali. Dall’altra c’è STARRAY EM-i, che interpreta il plug-in hybrid come soluzione concreta per chi cerca un equilibrio tra percorrenza elettrificata e versatilità d’uso. Sono due proposte diverse, ma raccontano la stessa idea di fondo: oggi l’elettrificazione funziona quando smette di essere una categoria astratta e diventa una risposta chiara a bisogni differenti, senza irrigidire la scelta del cliente.

    A dare ulteriore peso a questo percorso c’è anche il fronte della sostenibilità industriale. Geely Auto è entrata per la prima volta nel Global Sustainability Yearbook 2026 di S&P Global, che seleziona le aziende con le migliori performance ESG a livello mondiale sulla base del Corporate Sustainability Assessment. Nell’edizione 2026 sono state incluse 848 aziende su oltre 9.200 valutate. È un riconoscimento che conta perché amplia il perimetro del discorso. La transizione, infatti, non si misura soltanto nei modelli lanciati o nelle alimentazioni disponibili, ma anche nella solidità del percorso industriale che li sostiene.

    C’è poi un aspetto meno tecnico ma sempre più decisivo nella percezione dell’elettrificato: ciò che accade dopo l’acquisto. In un mercato in cui molti consumatori valutano ancora con cautela il passaggio a nuove alimentazioni, la qualità del servizio clienti e della rete di assistenza diventa parte integrante della proposta di valore. Da questo punto di vista, Geely insiste su un modello che punta a ridurre l’incertezza offrendo assistenza stradale attiva 24 ore su 24, supporto al cliente continuativo, servizi premium come vettura sostitutiva immediata e consegna in città, politica di garanzie costruita per rafforzare il rapporto di fiducia nel tempo. Il messaggio, in sostanza, è chiaro: l’elettrificazione non si gioca solo su batteria, autonomia e software, ma anche sulla capacità del brand di accompagnare il cliente lungo tutto il percorso d’uso. È qui che il servizio post-vendita smette di essere un dettaglio operativo e diventa un argomento concreto di scelta.

    Crescita globale, accelerazione dei NEV, piattaforme ibride evolute, modelli elettrici internazionali, risultati sulla sicurezza e riconoscimenti ESG compongono una stessa traiettoria. L’elettrificato, oggi, convince quando offre elementi misurabili. Quando riduce l’incertezza. Quando unisce innovazione, protezione e usabilità. Geely prova a stare esattamente in questo spazio: quello in cui la transizione non ha più bisogno di essere raccontata come una promessa, perché inizia a essere letta come una scelta razionale.

  • 19:22 - Imprese, Lombardia leader anche per società benefit: crescita record e 31 mld di valore prodotto

    Milano, 20 apr. (Adnkronos) - La Lombardia si conferma motore economico del Paese e laboratorio avanzato di innovazione imprenditoriale. Non solo prima regione italiana per Pil e tessuto produttivo, ma anche leader nel numero di società benefit: un primato che rafforza il suo ruolo di riferimento nazionale ed europeo per un modello economico capace di coniugare profitto e impatto sociale.

    Secondo il primo rapporto dedicato alle società benefit lombarde, promosso dalla Regione e realizzato da InVento innovation lab, sul territorio si contano oggi 1.721 imprese di questo tipo, concentrate in larga parte nell’area milanese. Un dato che evidenzia una crescita straordinaria: nel 2019 erano appena 165, segnando un incremento del +1.043% in pochi anni. A distanza, il Lazio si ferma a 670 aziende e il Veneto a 551. Numeri che non raccontano solo una tendenza, ma una vera e propria forza economica. Le società benefit lombarde occupano oltre 121.000 lavoratori e generano un valore della produzione pari a 31,6 miliardi di euro, confermando il peso strategico di questo modello nel sistema produttivo regionale. Un contributo significativo che si distribuisce in settori ad alto valore aggiunto: il 32% opera nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, il 19% nel comparto digitale e delle telecomunicazioni, mentre il 9% si divide tra commercio e manifattura.

    La Lombardia dimostra così di saper guidare la trasformazione dell’economia contemporanea, puntando su innovazione, sostenibilità e competitività. Un ecosistema dinamico in cui trovano spazio anche forme di imprenditoria inclusiva. Alla base di questo sviluppo c’è una strategia chiara: consolidare la regione come principale hub nazionale delle società benefit. Il progetto prevede la creazione di un database integrato per monitorare l’evoluzione delle imprese, la misurazione degli impatti sociali e ambientali e il rafforzamento degli strumenti di valutazione. L’obiettivo è duplice: da un lato sostenere la crescita delle aziende già attive, dall’altro attrarre nuovi investimenti legati alla sostenibilità.

    Introdotte in Italia nel 2016, le società benefit rappresentano un’evoluzione del fare impresa: accanto agli obiettivi di profitto, integrano finalità di beneficio comune e sono tenute a rendicontare annualmente il proprio impatto sociale e ambientale.

    "Il modello delle società benefit è quello che meglio interpreta la naturale integrazione delle imprese nella comunità lombarda; imprese capaci di generare indotto ma anche sviluppo sostenibile per la propria Comunità -sottolinea Guido Guidesi assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia -. La Lombardia è la prima regione economica italiana e la prima regione manifatturiera europea, ma il nostro vero primato è rappresentato nel totale coinvolgimento delle aziende nella nostra comunità, un coinvolgimento economico ma anche culturale e sociale; un equilibrio che oggi diventa leva strategica. In Lombardia, l’impresa non è solo produzione di ricchezza, ma anche generazione di impatto: una sintesi che rafforza la leadership economica regionale e ne proietta il modello oltre i confini nazionali".

    "I dati confermano -spiega Giulia Detomati fondatrice di InVento Innovation Lab- il crescente interesse per modelli di sviluppo sostenibile, che rendono le imprese più resilienti anche nell’attuale scenario geopolitico. Con InVento lab promuoviamo a livello regionale e nazionale il modello delle società benefit, offrendo a imprenditori e imprenditrici strumenti concreti per coniugare crescita economica e impatto sociale e ambientale".

  • 19:12 - Cancro al seno, 'Facciamo squadra' per giocare d'anticipo contro il rischio recidiva

    Roma, 20 apr. (Adnkronos Salute) - E' l'impegno condiviso il modello della campagna 'Facciamo squadra: giochiamo d'anticipo contro il rischio di recidiva del tumore al seno', lanciata da Novartis oggi a Milano. L'iniziativa, che ha il sostegno di 4 associazioni di pazienti - Andos, Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna Odv - promuove la collaborazione tra tutti gli interlocutori del sistema salute impegnati nella lotta al tumore al seno e offre un supporto concreto alle persone che affrontano la malattia, mettendo a disposizione risorse informative - anche online, attraverso il sito 'E' tempo di vita' e i relativi canali social dedicati - per aiutarle a comprendere meglio il proprio rischio, chiarire gli obiettivi del trattamento e fare scelte più consapevoli grazie a un dialogo aperto con la squadra di cura. La campagna utilizza la metafora dello sport di squadra per illustrare come collaborazione e capacità di 'giocare d’anticipo' siano fondamentali. Testimonial d'eccezione è Rita Guarino, allenatrice e figura di riferimento del calcio femminile italiano e internazionale.

    “In Italia il tumore al seno è la neoplasia più frequente, con circa 54mila nuove diagnosi ogni anno2, e nelle forme più comuni, ormono‑positive, il rischio di recidiva può persistere anche a distanza di molti anni dalla diagnosi - spiega Carmen Criscitiello, responsabile dell’Oncologia Mammaria dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e dell’Oncologia Medica di Humanitas San Pio X, professore associato Humanitas University - Intervenire in modo efficace sul rischio di recidiva significa ridurre la probabilità che la malattia si ripresenti, potenzialmente anche in forma metastatica. Oggi, grazie ai progressi significativi delle terapie innovative nelle fasi precoci, disponiamo di strumenti sempre più efficaci per ridurre questo rischio e modificare concretamente la storia naturale della malattia”.

    In questo contesto, “la prevenzione della recidiva è sempre più legata alla capacità di integrare innovazione terapeutica e visione di sistema - afferma Simona Loizzo, deputata e presidente dell'Intergruppo parlamentare Nuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella - Le istituzioni possono svolgere un ruolo chiave nel favorire un accesso più tempestivo ed equo all’innovazione sostenendo modelli di presa in carico capaci di migliorare gli esiti di cura e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale". Aggiunge Vanessa Cattoi, deputata e coordinatrice dell’Intergruppo parlamentare Insieme per un impegno contro il cancro: “Migliorare gli esiti nel tumore al seno significa mettere al centro politiche sanitarie capaci di incidere concretamente sull’organizzazione delle cure e sulla qualità di vita delle persone. Gli interventi normativi più recenti vanno proprio in questa direzione: rafforzare modelli di presa in carico continuativa, favorire un intervento tempestivo sin dalle fasi più precoci del percorso di malattia e aumentare le possibilità di guarigione, mantenendo al tempo stesso un’attenzione alla sostenibilità del sistema”.

    Le politiche sanitarie regionali giocano un ruolo chiave nel rafforzare modelli organizzativi capaci di garantire continuità assistenziale. In Regione Lombardia, negli ultimi mesi, sono stati attivati tavoli multistakeholder che hanno coinvolto istituzioni, professionisti sanitari e associazioni di pazienti con l’obiettivo di rendere più efficiente la presa in carico delle persone con tumore della mammella, valorizzando anche strumenti digitali a supporto della continuità assistenziale. “La presa in carico deve svilupparsi come un percorso strutturato, continuo e integrato, capace di accompagnare la persona lungo tutte le fasi della malattia e della cura - sottolinea Gigliola Spelzini, coordinatrice dell’Intergruppo Consiliare Regionale Insieme per un impegno contro il cancro in Regione Lombardia - Rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, anche attraverso modelli organizzativi e Pdta condivisi, è fondamentale per garantire una diagnosi precoce tempestiva, migliorare l’aderenza terapeutica, assicurare continuità e appropriatezza delle cure e ridurre le disuguaglianze di accesso”.

    Le terapie adiuvanti, somministrate dopo la chirurgia, sono essenziali per ridurre il rischio di recidiva. Nei tumori ormono-sensibili (Hr+/Her2), che costituiscono circa il 70% di tutte le nuove diagnosi - riporta una nota - l'aggiunta di trattamenti mirati come gli inibitori di Cdk4/6 alla terapia endocrina si è dimostrata un'opzione efficace per ridurre il rischio di recidiva. "Il rischio che il tumore possa tornare varia da persona a persona e dipende da diversi aspetti clinici e biologici della malattia - chiarisce Giulia Valeria Bianchi, medico oncologo, Ss Oncologia medica senologica, Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori, Milano - Oggi, grazie alle terapie mirate aggiunte alla terapia endocrina, sempre più persone con tumore al seno precoce e con rischio intermedio-alto di recidiva possono guardare al futuro con maggiore serenità: fino a circa l'80% delle pazienti rimane libera da recidiva a distanza di anni. Le opzioni terapeutiche disponibili variano anche in termini di tempistiche di utilizzo e profili di tollerabilità, ed è pertanto fondamentale che la scelta del trattamento venga personalizzata, tenendo conto delle caratteristiche cliniche e dei bisogni della persona".

    La gestione del tumore al seno coinvolge anche la sfera informativa ed emotiva. Uno studio di Novartis recentemente pubblicato su 'Jmir Cancer', che ha analizzato le conversazioni online (più di 20mila post pubblici) sul tumore al seno in fase iniziale in Italia, evidenzia forti preoccupazioni emotive, la richiesta di informazioni chiare e il bisogno di un dialogo più trasparente con i professionisti sanitari. In un'altra ricerca Novartis condotta con Iqvia, su 80 donne con tumore al seno in stadio localizzato, si evidenzia come solo il 45% si ritenga pienamente informata sul rischio di recidiva, mentre il 59% ricerchi ulteriori informazioni sui canali online, a conferma dell'importanza di una condivisione più chiara sugli obiettivi terapeutici tra medico e paziente fin dall'inizio del trattamento adiuvante. "Dopo la chirurgia molte donne desiderano tornare alla normalità, ma il rischio di recidiva rimane un pensiero silenzioso, difficile da esprimere - sottolinea Gabriella Pravettoni, professoressa ordinaria di Psicologia delle decisioni, Università degli Studi di Milano, direttrice della divisione di Psiconcologia, Istituto europeo di oncologia - Per questo è fondamentale un dialogo precoce e aperto con il team multidisciplinare: parlare fin dall'inizio di cosa aspettarsi, dei controlli e delle terapie disponibili aiuta a dare un senso di controllo e a vivere questa fase con maggiore consapevolezza".

    Circa 1 persona su 4 con tumore al seno si rivolge alle associazioni di pazienti per ricevere supporto informativo ed emotivo, indica la ricerca Novartis condotta con Iqvia. "La gestione del rischio di recidiva richiede un vero lavoro di squadra, in cui la persona sia protagonista, consapevole del proprio rischio e del proprio percorso di cura dopo l'intervento chirurgico", rimarca Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna Odv e coordinatrice del progetto 'La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere', portando la voce delle associazioni pazienti che supportano la campagna. "Informazione, ascolto e dialogo sono strumenti fondamentali per permettere alle persone di orientarsi tra le scelte terapeutiche e affrontare il percorso con maggiore fiducia". Proprio dall’ascolto dei bisogni espressi dalle persone che affrontano la malattia prende forma la campagna 'Facciamo squadra'. "Da oltre 35 anni Novartis è impegnata nel tumore al seno con un approccio che va oltre l'innovazione terapeutica e punta a contribuire a un percorso di cura sempre più attento ai bisogni delle persone - dichiara Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head di Novartis Italia - Sappiamo però che per cogliere pienamente il valore dell’innovazione terapeutica è necessario un lavoro di squadra che renda possibile l’accesso all’innovazione, percorsi di cura centrati sulla persona e l’empowerment del paziente, affinché si possa essere sempre più informati e coinvolti nelle scelte che riguardano la propria salute”.

  • 18:22 - Sostenibilità, a Taranto nuova tappa Salone della CSR e dell’Innovazione sociale

    Milano, 20 apr. - (Adnkronos) - Taranto diventa protagonista del dibattito nazionale su sostenibilità, parità di genere e nuove generazioni. Infatti, domani, martedì 21 aprile, Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale arriva in Puglia con l’incontro “L’impresa sostenibile: dialogo di genere e generazioni”, in programma a partire dalle ore 10 presso la Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, nella Sala Resta – Cittadella delle imprese di Taranto. Focus dell’appuntamento, la sostenibilità sociale declinata negli ambiti della parità di genere e dell’intergenerazionalità. Un dibattito reso centrale dagli ultimi incoraggianti dati forniti da Unioncamere: sono oltre 12.000 le imprese italiane che hanno ottenuto la certificazione di parità di genere, coinvolgendo più di 2,7 milioni di lavoratori, di cui il 43,1% donne. Un risultato che supera ampiamente gli obiettivi del PNRR, fissati per il 2026 alla soglia delle 3000 imprese.

    “Anche quando si parla di parità di genere è necessario “andare oltre” e cambiare l’approccio: definire e praticare policy inclusive non rappresenta un costo ma un investimento – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone -. È dimostrato infatti che un maggior livello di inclusività stimola l’innovazione, fidelizza i dipendenti, migliora l’attrattività nei confronti dei giovani. Con un impatto importante sulla reputazione dell’impresa e sul rapporto di fiducia con gli stakeholder”.

    In un contesto economico e sociale attraversato da profonde trasformazioni, la riflessione sulla sostenibilità non può prescindere dal tema della parità di genere. Secondo il Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum, il divario globale è oggi fermo al 68,5% e, senza un’accelerazione significativa, serviranno 134 anni per raggiungere la piena parità. In Italia, però, i dati presentati da Unioncamere registrano un importante trend di crescita, a conferma di come equità, inclusione e sostenibilità siano leve strategiche per la competitività del sistema produttivo italiano.

    Il settore delle costruzioni presenta il maggior numero di imprese certificate per la parità di genere (3.150), seguito dalle attività manifatturiere (1.811), dai servizi per le imprese (1581) e da amministrazione pubblica e difesa (1138). Le due regioni più virtuose sono Lombardia e Lazio, che insieme contano 4.753 imprese (il 38,5% del totale) e gestiscono oltre 1,4 milioni di dipendenti (circa il 51% dell'intero dataset).

    Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, a fornire un quadro più completo sarà il report realizzato per la Camera di Commercio di Taranto e Brindisi da DINTEC – Consorzio per l’innovazione tecnologica, che verrà presentato nel corso della giornata. Tra i dati più significativi, frutto di un’analisi su 126 imprese delle province di Brindisi e Taranto, confrontate con un perimetro più ampio costituito da 431 imprese pugliesi e circa 8.000 imprese a livello nazionale, c’è la conferma che le microimprese sono la struttura più tipica dell’imprenditoria femminile: l’80% rientra infatti nella classe dimensionale 0–9 addetti, concentrate nei servizi (circa il 65%), ma con una presenza significativa anche nell’industria (30%) e una quota più limitata in agricoltura.

    L’analisi rileva una maggiore propensione delle imprese femminili a integrare aspetti di equità, inclusione, benessere dei lavoratori e qualità dei rapporti. Al contrario, risultano meno sviluppate le dimensioni legate alla catena di fornitura e al capitale sociale, ambiti che richiedono una maggiore strutturazione organizzativa e una formalizzazione dei processi, spesso più complessa per le microimprese. Emerge, infine, un basso livello di digitalizzazione applicata alla sostenibilità, in particolare sulla componente ambientale. Questo dato, pur critico, evidenzia una grande opportunità di intervento, soprattutto per accompagnare le imprese femminili verso percorsi più strutturati e misurabili di sostenibilità.

    Il programma della tappa di Taranto del Salone della CSR e dell’innovazione sociale si aprirà con i saluti istituzionali di Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, e di Rossella Sobrero, del Gruppo promotore de Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale. Seguiranno gli interventi di scenario con Claudia Sanesi, Segretaria generale della Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, e Antonio Romeo, Dirigente Area Innovazione e Digitale di Unioncamere e Direttore di Dintec.

    Il cuore dell’incontro sarà dedicato ai dialoghi tra giovani e imprese, articolati in tre momenti tematici: il genere, le generazioni e la sostenibilità. Interverranno, tra gli altri, Beatrice Lucarella, Presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile CCIAA Brindisi-Taranto, Giuseppe Solito, studente ITS Academy Biotech, Lucia Minutello, Responsabile relazioni esterne e rapporti con la PA di C.I.S.A., Luca Nardone, Neolaureato in Ingegneria Gestionale Politecnico di Bari, Giulia Petronella, CEO, Founder e Designer di WOO, Cristian Frisenna, Studente Fondazione ITS Academy MI.TI. Moda. La conduzione dei dialoghi sarà affidata a Rossella Sobrero e Valentina Castellaneta, giornalista. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Brindisi-Taranto - con il suo Comitato Imprenditoria Femminile -, che lo scorso 1 aprile ha ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022), entrando ufficialmente nel ristretto gruppo delle sole 4 Camere di Commercio italiane insignite di questo prestigioso riconoscimento.

    “Accogliamo con gratitudine e soddisfazione a Taranto questa tappa territoriale del Salone, occasione preziosa di confronto sui temi della sostenibilità e dell’impresa femminile e giovanile – dichiara Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto -. I nostri territori vivono un momento complesso in cui perseguire uno sviluppo equo, inclusivo e sostenibile è una responsabilità condivisa. Per questo motivo abbiamo scelto di porre al centro il dialogo tra generi e generazioni, condizione essenziale per una vera innovazione. La Camera di commercio è impegnata concretamente nel sostegno all’impresa femminile, nella valorizzazione dei giovani e nella promozione della doppia transizione. Crediamo fortemente nel valore del confronto fra imprese, studenti e comunità da cui nascono le idee per il futuro. Taranto e Brindisi rappresentano territori di sfida ma anche di grande potenziale per la rigenerazione economica e sociale. Con azioni concrete, dalla parità di genere alle società benefit, lavoriamo per rafforzare la fiducia del sistema locale in tutte le sue componenti”. Dopo l’appuntamento di Taranto, Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale proseguirà il suo percorso con la tappa territoriale di Varese, in programma il 6 maggio 2026. Seguiranno Rimini (25 maggio) e Padova (28 maggio).

    Le tappe territoriali del Salone sono un momento di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, parte integrante di un viaggio attraverso l’Italia che si concluderà a Milano, dal 6 all’8 ottobre 2026, con l’edizione nazionale all’Università Bocconi. Il programma della 14ª edizione del Salone, “Andare oltre”, comprende anche incontri di approfondimento, iniziative speciali e la quinta edizione del Premio Impatto.

    Le iscrizioni ai diversi appuntamenti sono aperte online sul sito del Salone.

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