Dopo aver aggiornato la gamma di Sandero e Logan, dopo aver presentato Spring, la vettura 100% elettrica nonché Jogger, l’auto capace di ospitare sette passeggeri, Dacia rinnova Duster, il suo best seller.

Nato circa dieci anni fa, Duster è riuscito nell’impresa di fidelizzare i suoi acquirenti. Chi sceglie Duster è molto tradizionalista, vuole quell’auto e non cerca altro che quel crossover che si è fatto apprezzare per il look muscoloso e massiccio, capace di accogliere una famiglia come cinque passeggeri adulti, a suo agio nel traffico cittadino come nell’affrontare le lunghe distanze.

Difficile dunque mettere le mani su un oggetto del genere senza rovinare la frittata. Gli ingegneri e i designer di Dacia si sono perciò focalizzati su pochi e mirati interventi. Esternamente Duster si riconosce per una nuova calandra e i gruppi ottici anteriori e posteriori con tecnologia a LED e che vedono l’inserimento di una firma luminosa a Y-shape, un nuovo disegno e colorazione nera dei cerchi e uno spoiler inglobato nella parte alta del lunotto posteriore.

All’interno una nuova plancia con uno schermo per l’infointrattenimento da 8”. A seconda delle versioni: sistema audio Dacia Plug & Music con radio, MP3, USB e Bluetooth; Media Display con 6 altoparlanti, radio DAB, connettività Bluetooth e funzione di mirroring con device con sistema operativo Apple CarPlay ed Android Auto. Top di gamma il Media Nav arricchito con la navigazione di bordo e dalla connettività Wi-Fi per Apple CarPlay ed Android Auto.

Completano le dotazioni i comandi al volante retroilluminati ed i fari ad accensione automatica. Tra gli ADAS a supporto della guida: sensore di rilevamento per l’angolo morto, assistenza al parcheggio e, nella variante 4×4, il controllo adattivo della discesa, oltre ad un sistema di telecamere su tutti i lati che consente parcheggi perfetti rasenti il marciapiede oltre ad aiutare attivamente nella guida in fuoristrada consentendo il totale controllo dell’area circostante.

Tra le due poltrone anteriori è stato inserito un capiente vano porta oggetti con funzione di supporto al bracciolo e a due prese USB disponibili per ricaricare i device dei passeggeri posteriori. Poltrone e divano erano già sufficientemente comodi, accoglienti e in grado di offrire un ottimo sostegno a tutti gli occupanti. Per questi motivi non sono stati toccati e gli interventi dei design si sono limitati a realizzare un nuovo tessuto ancora più resistente e, in caso di necessità, più facile da lavare e pulire.

Sotto al cofano di Duster, oltre al benzina TCe 150 (con due ruote motrici) viene offerto il TCe 90 e il turbodiesel dCi 115 (questa motorizzazione supporta anche l’opzione 4X4). Abbiamo avuto modo di provare la dCi 115 a 2 ruote motrici con cambio automatico e manuale e la versione 4×4 in un breve ma impegnativo percorso off road. La versione con cambio automatico ci è parsa più silenziosa nella marcia di quella con il manuale, spunto brioso e buona la tenuta di strada. L’infointrattenimento è facile ed intuitivo, mentre la visione delle telecamere nello schermo appare sempre nitida. Comode le poltrone anteriori come il divano posteriore. Duster, poi, stupisce in fuoristrada grazie agli ottimi angoli di entrata e di uscita nonché ai 23° di inclinazione laterale, trovandosi a suo agio anche nel compiere guadi.

Quanto agli allestimenti, la nuova generazione di Dacia Duster ne offre quattro: Access, Essential, Comfort e Prestige e la nuova proposta Prestige Up che concretizza la nuova offerta Up&Go ( un’offerta che arriverà anche sul resto della gamma Dacia). Questa formula prevede la possibilità di scegliere, il livello Prestige Up: allestimento full optional con in più la garanzia di una consegna in tempi brevi. Prestige Up è disponibile solo per le versioni di Duster 4×2 nelle due motorizzazioni: bi-fuel (benzina GPL) ECO-G 100 e turbodiesel dCi 115.

I prezzi, infine. Competitivi, come sempre: a partire da 12.950 euro. Il motivo principale per cui Duster è stata acquistata finora da oltre due milioni di clienti, di cui 250 mila in Italia.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Opel Grandland, la prova de Il Fatto.it – il (rinnovato) suv tedesco punta su ibrido e sedili “certificati” – FOTO

next
Articolo Successivo

Peugeot 308, la prova de Il Fatto.it – Nuova generazione, nuove ambizioni – FOTO

next