Campioni, squadre, vittorie mondiali e record olimpici: da mercoledì 15 settembre, in esclusiva su Nove alle 22.45, arriva Oltre la vittoria, il programma condotto da Andrea Scanzi con il racconto di alcuni dei più grandi avvenimenti della storia dello sport. Da Alberto Tomba a Pietro Mennea, da Nadia Comaneci a Sara Simeoni e Adriano Panatta fino alla Nazionale sudafricana di rugby, o il podio di Tommy Smith e John Carlos alle Olimpiadi di Città del Messico del ’68: Oltre la vittoria racconta otto “favole” dello sport che si sono intrecciate con i rispettivi contesti storici, come la Guerra Fredda, la dittatura di Pinochet o il regime di Ceausescu.

Si parte con i giochi olimpici di Mosca del 1980 e la storia di Pietro Mennea e Sara Simeoni. Per tutti gli italiani quelle olimpiadi rimarranno per sempre legate agli straordinari successi di questi due atleti, ma per la storia furono anche molto altro: furono le prime a portare la Guerra Fredda sulle piste di atletica. Subito dopo sarà la volta di un altro grande italiano, Alberto Tomba. Nelle settimane in cui l’Italia leggeva sui giornali lo scandalo di Tangentopoli, ad Albertville, Tomba diventa il primo italiano a conquistare due medaglie d’oro olimpiche in due edizioni consecutive della manifestazione, nella specialità dello slalom gigante: un trionfo che in grado per un attimo di far passare in secondo piano il terremoto politico giudiziario nel palazzo della Questura di Milano.

Mercoledì 22 settembre, poi, sarà la volta di quella che è passata alla storia come la “Finale della discordia”: l’unica vittoria italiana della Coppa Davis. Era il 1976 e il team azzurro era composto da Panatta, Bertolucci, Barazzutti, Zugarelli. “Eppure – dice Scanzi – la sfida decisiva abbiamo rischiato di non giocarla. Quella nel Cile di Augusto Pinochet“.

La Nazionale sudafricana di rugby sarà poi protagonista della quarta puntata, in onda mercoledì 29 settembre. Una vittoria storica, che aveva l’ambizione di seppellire cinquant’anni di ingiustizie, di violenza, di sopraffazioni, di sconfiggere da sola, l’apartheid. Difficile, forse impossibile, a meno che dietro quel successo non ci sia il premio Nobel per la pace Nelson Mandela.

Per la quinta puntata, poi, Andrea Scanzi ci porta a Città del Messico, per raccontare la storia di quei pugni neri alzati al cielo che resero due velocisti americani, Tommie Smith e John Carlos, uno dei simboli del Novecento. Secondo alcuni, il gesto più bello e toccante mai visto in uno stadio. Un gesto che negli Stati Uniti i due atleti pagheranno a caro prezzo.

Diego Armando Maradona e la sua “mano di Dio” sono invece i protagonisti del sesto episodio di Oltre la vittoria. La storia del “calciatore più forte della storia”, dei suoi gol nel quarto di finale Argentina-Inghilterra del Mondiale di Messico 1986 ma anche la conquista delle Falkland da parte degli inglesi: un incrocio di storie che ha finito per cambiare il ‘900.

I 180 secondi più lunghi della storia del basket, per molti il momento in cui l’Urss sconfisse gli Usa nella Guerra Fredda. La finale di Monaco ’72 è uno di quei momenti in cui, come dice Andrè Agassi, “Il dolore per una sconfitta è sempre superiore alla gioia per una vittoria”. Il racconto di quel 51-50, rigiocando per tre volte l’ultima azione nei 3 secondi finali, andrà in onda su Nove mercoledì 20 ottobre.

Il 27 ottobre, invece, sarà la volta di Nadia Comaneci e della sua favola da incubo, quando alle Olimpiadi di Montreal del 1976, il suo oro nella ginnastica. Un successo che nella sua Romania la condannerà a diventare prima un simbolo e poi una vittima del regime di Ceausescu.

In studio con Scanzi in ogni puntata un ospite diverso, per raccontare aspetti meno noti di personaggi diventati icone universali e il dietro le quinte di grandi eventi seguiti in mondovisione. Con immagini di repertorio e filmati inediti per raccontare l’impresa sportiva e immergere lo spettatore nella storia. Oltre la vittoria è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia. Da un’idea di Matteo Billi e Simone Manetti, scritto con Andrea Scanzi e Matteo Corfiati; regia di Simone Manetti, fotografia di Sara Purgatorio. Progetto grafico di Pierpaolo Balani e Giulia Segoni.

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