C’è il via libera della commissione Giustizia della Camera al testo base sulla depenalizzazione della coltivazione di cannabis in casa. Con il voto favorevole di M5s, Pd, Leu, del radicale Riccardo Magi e del deputato di Fi Elio Vito è stato approvato il disegno di legge – ribattezzato Perantoni, nel quale sono confluite diverse proposte – che prevede la possibilità di coltivare fino a 4 piante ‘femmine’ in casa. Contestualmente il testo prevede una diminuzione delle sanzioni per i fatti di lieve entità e l’inasprimento delle pene – da 6 a 10 anni – per i reati connessi a traffico, spaccio e detenzione ai fini di spaccio della cannabis.

Conto il testo hanno votato Lega, Fratelli d’Italia, Coraggio Italia e Forza Italia con l’eccezione di Vito, che ha espresso parere favorevole in dissenso col gruppo. Il deputato ha ringraziato il capogruppo Roberto Occhiuto per “avermi dato l’opportunità di manifestare il mio voto favorevole, in coerenza con la mia storia e le mie convinzioni radicali ed antiproibizioniste”. Si è inoltre astenuta Italia Viva. Ora, dopo la votazione del testo base, dovrà essere fissato il termine per presentare gli emendamenti, da discutere in commissione. Solo dopo questi ulteriori passaggi si potrà andare in Aula.

“È un risultato importante, ottenuto sulla scia della giurisprudenza della Corte di Cassazione ma anche grazie alla capacità dei gruppi parlamentari di confrontarsi e trovare una sintesi ragionevole su una materia che la società ha già elaborato e codificato nei comportamenti individuali”, dice Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera e deputato M5S. “La coltivazione in casa di canapa – ha aggiunto – è fondamentale per i malati che ne devono fare uso terapeutico e che spesso non la trovano disponibile oltre che per combattere lo spaccio ed il conseguente sottobosco criminale”.

Sull’inasprimento delle pene, spiega Perantoni, con l’eventuale via libera definitivo al testo i reati “saranno ora autonomi rispetto alle stesse fattispecie previste per gli oppiacei: si introduce, cioè, una separazione concettuale tra le diverse categorie di sostanze stupefacenti, diversità già evidenziata dalla Corte Costituzionale”. Infine una novità per la tutela dei minori e dei giovani: “Non si potrà mai considerare fatto di lieve entità lo spaccio a minori o che nella vicinanza delle scuole – conclude il presidente della commissione Giustizia – Un inasprimento per contrastare la criminalità e rafforzare la protezione dei più giovani”.

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