Il mondo FQ

Quarantena senza indennità Inps, il governo non risponde agli appelli dei sindacati. Per i lavoratori perdita fino a 461 euro netti

I soldi sono finiti a inizio agosto e la tutela non è stata ancora rifinanziata. Se il dipendente è tenuto a rimanere in casa e non può fare smartworking, è lui a rimetterci
Quarantena senza indennità Inps, il governo non risponde agli appelli dei sindacati. Per i lavoratori perdita fino a 461 euro netti
Icona dei commenti Commenti

Sono passate più di tre settimane dalla nota con cui l’Inps informava di non poter più riconoscere l’indennità di malattia ai lavoratori in quarantena Covid causa esaurimento dei fondi. E otto giorni dall’appello dei sindacati al governo perché rifinanziasse quella tutela. Ma il governo Draghi per ora non ha dato risposte. Settembre si avvicina, le attività sono ripartite e i lavoratori restano scoperti: chi ha avuto o avrà contatti con un positivo al coronavirus e dovrà trascorrere in casa 10 giorni (sette se ha completato il ciclo vaccinale) perderà fino a 500 euro netti, secondo calcoli del Sole 24 Ore.

Non è vero infatti, come aveva sostenuto Unimpresa, che le aziende siano tenute a coprire di tasca loro il mancato riconoscimento delle prestazioni Inps: possono farlo, ma in generale, se il dipendente non può lavorare perché è tenuto a rimanere in casa e non può fare smartworking, è lui a rimetterci. Il quotidiano di Confindustria quantifica in 461 euro netti la perdita per chi deve restare isolato 10 giorni e 321 per chi, vaccinato, ha la quarantena ridotta a 7 giorni. E la stangata ha effetto retroattivo, dall’inizio del 2021. Il tutto vale solo per i dipendenti privati, con l’eccezione – solo fino al 30 giugno – di quelli “fragili” per cui lo scorso dicembre è stato disposto uno stanziamento aggiuntivo. “Salvi” i dipendenti pubblici: sulla base del decreto Cura Italia la loro quarantena è equiparata a ricovero e dunque ha retribuzione piena, senza limiti di spesa.

Cgil, Cisl e Uil dopo Ferragosto hanno scritto ai ministri del Lavoro Andrea Orlando e dell’Economia Daniele Franco chiedendo “un intervento normativo urgente che consenta all’Istituto di assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori le tutele”. Ma per ora il governo non si è mosso.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione