Lo aveva promesso e l’ha fatto. Nella serata di venerdì 13 agosto, intorno alle 22, Salmo ha tenuto un concerto gratuito improvvisato al Molo Brin di Olbia, sotto la ruota panoramica, per sostenere gli agricoltori della sua Sardegna devastata dagli incendi che negli scorsi giorni hanno mandato in fumo ettari di vegetazione. Il rapper ha fatto sapere tramite passaparola luogo e orario dell’evento – durato in tutto 45 minuti circa – proprio poco prima dell’inizio ma per tutta la giornata di venerdì c’è stato un gran fermento ed erano già trapelate indiscrezioni a riguardo.

“La zona di Oristano è stata devastata dalle fiamme e ci sono famiglie in difficoltà, pastori che hanno perso il bestiame e non possono lavorare – aveva detto Salmo su Instagram annunciando l’evento-. Hanno bisogno di una mano. Organizziamo un live completamente gratuito e una raccolta fondi su internet per aiutare queste persone. Non so quando potremmo fare il live e se ce lo permetteranno, ma noi lo faremo ugualmente. Mi farò arrestare pur di suonare“. E così è stato: il concerto è stato organizzato e annunciato in autonomia dal cantante, senza alcun coinvolgimento di Vivo Concerti, la società che solitamente gestisce i suoi live. Come era prevedibile, nonostante il poco preavviso, il tam tam sui social è stato virale e sul posto si sono radunate migliaia di persone, perlopiù giovani, senza che vi fosse alcun controllo degli accessi né tantomeno distanziamento. Non solo, come si vede da questi video che stanno girando sui social praticamente nessuno indossava la mascherina e tutti erano invece accalcati sotto al palco, in aperta violazione delle norme di sicurezza anti-Covid.

Non appena è salito sul palco, Salmo ha lanciato un appello a vaccinarsi e poi ha letto una lettera da lui scritta allo Stato per denunciare le condizioni in cui versano i lavoratori dello spettacolo:

“Caro Signor Stato,

Vorrei ricordarle che quasi tutti i settori lavorativi in Italia sono ripartiti. L’unico settore dimenticato da Dio e dallo Stato è quello dell’arte e dello spettacolo. Non possiamo andare al cinema né a teatro, anche se diciamoci la verità nemmeno prima ci andavamo, che poi quello è Netflix ma è un altro discorso. Non possiamo andare a vedere una mostra d’arte e soprattutto non possiamo fare i concerti, che sinceramente è quello che mi interessa più di tutto. Ci hanno detto di fare i live con poche persone, tutti distanziati e seduti…Signor Stato, noi non ci vogliamo stare seduti, noi vogliamo alzarci, saltare, quindi la musica la cultura e l’arte in Italia sono importanti tanto quanto lo sport, ma nel resto del mondo fanno concerti con 100mila persone e qua no. Sono tutti vaccinati, mi dirai tu, e c’hai ragione. Ma come facciamo a far capire che l’unico modo per tornare alla normalità è vaccinarsi?
L’appello pro vaccini: “Unico modo per tornare alla normalità”
Abbiamo paura che nel vaccino ci siano dei microchip per controllarci ma in realtà siamo già controllati: dai cellulari, per esempio. Abbiamo paura che nel vaccino ci sia veleno per topi, però ogni fine settimana ci beviamo anche l’acqua delle mozzarelle e ci buttiamo in corpo sostanze che boh, chi lo sa! Allora sign. Stato, pare che in questo Paese l’unico modo per tornare alla normalità sia festeggiare la nazionale di Calcio, giusto? Allora ok, noi ci siamo, facciamoci questa fottutissima partita da 90 minuti”.

Video Instagram.

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