In due settimane in Grecia sono andati a fuoco oltre 100mila ettari di foreste e terreni agricoli. Un record dagli incendi mortali del 2007 che devastarono diverse regioni del Paese. Emerge dai aggiornati del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (Effis). A subire le conseguenze peggiori, con più della metà della sua superficie bruciata, è stata Evia, la seconda isola più grande del Paese. Nei giorni scorsi, gli abitanti sono stati costretti a lasciare le proprie case e a cercare rifugio in spiaggia e su una nave noleggiata.
“Gli incendi” sul territorio nazionale “sono ancora molto distruttivi e hanno un raro livello di intensità”, ha commentato Mark Parrington, del servizio di monitoraggio del cambiamento climatico Ue Copernicus.

Le fiamme hanno avvolto anche la regione boschiva Gortynia, nel Peloponneso, caratterizzata da fitte foreste e profondi burroni. Nella giornata dell’11 agosto il vice governatore dell’Arcadia, Christos Lambropoulos, ha reso noto che nella regione si cerca di impedire alle fiamme di raggiungere il monte Mainalo (centro), altrettanto ricco di foreste. Lambropoulos ha inoltre specifciato che i villaggi circostanti non sembrano essere a rischio.

Sono diversi gli incendi segnalati nelle ultime ore anche in Spagna, mentre il Paese iberico affronta un’intensa ondata di calore che investe anche altre regioni mediterranee. Il rogo al momento più preoccupante è attivo in provincia di Tarragona, in Catalogna. Le autorità hanno predisposto l’evacuazione a scopo preventivo di un campeggio situato nei pressi della località di La Pobla de Massaluca, informano i media iberici. Il Ministero della Transizione Ecologica ha reso noto che ha inviato mezzi antiincendio anche per l’estinzione di roghi notificati in provincia di Zaragoza (Aragona), nella piccola regione settentrionale de La Rioja e in Galizia.
Diverse regioni hanno adottato misure preventive per cercare di evitare incendi, come la proibizione di circolare nei boschi o di effettuare lavori agricoli.

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