L’ipotesi adesso viene ‘certificata’ dall’Istituto Superiore di Sanità: le feste e gli assembramenti per gli Europei sembrano aver avuto un effetto sui contagi, in particolare nella popolazione maschile più giovane. Nell’ultimo report dell’Iss un grafico spiega in maniera chiara la possibile correlazione tra il calo dell’attenzione alle situazioni di maggiore rischio durante il mese della competizione europea, vinta dall’Italia di Roberto Mancini, e un’impennata dei casi.

Secondo i dati riportati nel monitoraggio settimanale, è chiaro l’incremento dell’incidenza tra gli uomini – rispetto alle donne – nella fascia di età compresa tra i 10 e i 39 anni ed è particolarmente evidente tra i 20-29enni. Le curve di maschi e femmine iniziano a divaricarsi negli ultimi dieci giorni di giugno e si ampliano nei giorni attorno alla finale, in particolare tra i ventenni.

Il grafico del monitoraggio, riportato su Twitter da Lorenzo Ruffino, è accompagnato da una possibile spiegazione del fenomeno da parte dell’Istituto Superiore di Sanità: “In figura 7 è riportata l’incidenza settimanale per 100.000 abitanti per ciascuna fascia d’età, considerando solo gli under 40, per sesso a partire da inizio giugno”, scrive l’Iss.

“Da fine giugno si è osservato un aumento dell’incidenza settimanale sia per i maschi sia per le femmine nelle quattro fasce d’età considerate – si legge – A partire da fine giugno l’incidenza nei maschi di età compresa tra i 10 e i 39 anni risulta essere sempre maggiore rispetto a quella osservata nelle femmine”.

Quindi la spiegazione: “Verosimilmente questo cambiamento può essere dovuto a cambiamenti comportamentali transitori”. La traduzione dell’Iss? “Ad esempio feste e assembramenti per gli europei di calcio Euro 2020″. Compresi i festeggiamenti, evidentemente, per le vie di Roma dopo la vittoria in finale contro l’Inghilterra, con gli azzurri in parata grazie alla ‘trattativa’ di Bonucci con le forze dell’ordine e un sostanziale lasciapassare dello stesso governo.

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