Dopo essersi presentato cantando “Bella Ciao” alla Lazio, il giocatore albanese Elseid Hysaj finisve nel mirino degli ultras. Il video è subito sparito dai social, ma non è bastato ad evitare le reazioni delle frange più estreme della tifoseria. Dopo gli insulti ricevuti, contro il calciatore è arrivato anche uno striscione dei supporter di estrema destra posizionato sul ponte di Corso Francia che recita: “Hysaj verme, la Lazio è fascista“, firmato “Ultras Lazio”. Sulla questione si è espressa anche la dirigenza della squadra con una nota a difesa del calciatore nuovo arrivato: “È compito della Società tutelare un proprio tesserato e sottrarlo a strumentalizzazioni personali e politiche che certamente in questo caso nulla hanno a che vedere con il contesto informale ed amichevole in cui si è svolto l’episodio – si legge – Il ritiro della squadra deve proseguire nel massimo impegno sportivo e nel clima di serenità che si è respirato fino ad oggi”.

A conferma di quanto il canto di Hysaj non sia stato gradito dai tifosi, Franco Costantino, esponente degli ultras laziali aveva dichiarato “con orgoglio” all’Adnkronos come la tifoseria della squadra fosse “storicamente di estrema destra”. “Quel ‘Bella Ciao’ cantato con la maglia della Lazio è una cosa fuori dal mondo, Hysaj ha sbagliato, non ci sono scusanti”. Per poi continuare: “Non credo alla favola che poteva non sapere il senso di quella canzone. È straniero ma ci siamo informati, il padre era un operaio vissuto qui e lui qui è cresciuto. Chiunque viva in Italia non può ignorare il peso di una canzone politicizzata quale è ‘Bella Ciao'”, aveva concluso.

Dopo la pubblicazione del video dell’esibizione canora di Hysaj, girato mentre la squadra si trovava in ritiro, alcuni esponenti degli ultras si erano anche presentati al locale che ospitava la squadra per chiedere un confronto con il nuovo arrivato. Ma la politica non c’entrava, il giocatore aveva ripreso la canzone dalla serie tv spagnola La casa di carta.

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