Papa Francesco domenica prossima reciterà l’Angelus dal Policlinico Gemelli dove è ancora ricoverato dopo l’intervento al colon subito il 4 luglio. La notizia è stata confermata dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, nel consueto bollettino medico quotidiano sulle condizioni di Bergoglio. Sarà la prima volta che Francesco si affaccerà dalla finestra dell’appartamento papale, al decimo piano del Policlinico universitario, per la consueta preghiera mariana che il Pontefice recita con i fedeli ogni domenica a mezzogiorno. Una tradizione, quella dell’Angelus dal Gemelli, introdotta da San Giovanni Paolo II durante i suoi lunghi e frequenti ricoveri nei ventisette anni di pontificato. Non a caso Wojtyla ribattezzò il Policlinico “Vaticano III”, divenuto di fatto, dopo San Pietro e Castel Gandolfo, la sua terza residenza.

In merito alla degenza, il portavoce ha affermato che “Francesco ha trascorso una giornata tranquilla, con un normale decorso clinico. Ha continuato ad alimentarsi regolarmente ed ha proseguito le cure programmate. Ha passeggiato nel corridoio ed ha ripreso il lavoro alternandolo con momenti di lettura di testi”. Nel pomeriggio di ieri il Papa ha celebrato “la messa nella cappellina dell’appartamento privato alla quale hanno partecipato quanti lo assistono in questi giorni di degenza. Dopo il lieve episodio febbrile, – ha aggiunto Bruni – il Santo Padre è apiretico”. Il portavoce ha infine ribadito che Bergoglio “ringrazia per i numerosi messaggi di affetto e vicinanza che quotidianamente riceve e chiede di continuare a pregare per lui”.

Francesco ha anche inviato un messaggio ai leader politici del Sud Sudan in occasione del decimo anniversario dell’Indipendenza del Paese. Insieme col Papa, il testo è firmato dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, e dal moderatore della Chiesa di Scozia, Jim Wallace. In esso, i tre leader religiosi ricordano lo storico incontro dei vertici politici del Sud Sudan svoltosi in Vaticano nel 2019 “e le ponderose promesse fatte in tale occasione. Preghiamo perché quelle promesse plasmino le vostre azioni, di modo che diventi possibile per noi venire in visita e celebrare di persona con voi e il vostro popolo, onorando i vostri contributi a una Nazione che realizza le speranze del 9 luglio 2011. Nel frattempo, invochiamo su di voi e su tutti in Sud Sudan le benedizioni di Dio di fraternità e pace”.

Twitter: @FrancescoGrana

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