Una citazione su Marco Aurelio con la Roma imperiale sullo sfondo, una stilettata all’Inter e ad Antonio Conte e una dichiarazione d’amore verso la città e i suoi tifosi. “Io sono l’allenatore della Roma, non voglio essere niente di più. Non voglio la Roma di Mourinho, ma la Roma dei romanisti. Io non sono nessuno, sono uno in più. Niente di più”. Ecco il Mou-day, il battesimo ufficiale di Jose Mourinho in giallorosso.

“Perché sono qui” – “Niente viene dal niente, e niente ritorna al niente”. Così lo Special One ha voluto rispondere a chi gli ha chiesto perché avesse scelto proprio la Roma, citando l’effigie della statua dell’imperatore Marco Aurelio, situata nella piazza del Campidoglio a Roma. Mourinho ha le idee chiare, in linea con la volontà della proprietà di creare un “futuro vincente e sostenibile” per il club. Ricordando a tutti che “non sono qui in vacanza, ma per lavorare”.

Le stilettate all’Inter e a Conte Il portoghese non ha risparmiato punzecchiature nemmeno al suo ex club, l’Inter, la squadra con cui ha messo a segno il triplete che lo ha consacrato come allenatore: “Vincere una volta è facile, ma poi non hai i soldi per pagare gli stipendi”, ha commentato Mourinho. “Se parliamo di tempo, lavoro, progetto e di migliorare, e i titoli arriveranno”. E su Antonio Conte la risposta è secca: “In questo club si parla di Liedholm e Capello e non sono paragonabili a nessuno. Nell’Inter nessuno può essere paragonato a me o a Herrera. Nessuno”.

Conference League e squadra competitiva Il primo obiettivo che il nuovo tecnico giallorosso vuole conseguire è semplice e concreto: vincere la prima partita di Conference League, i cui playoff saranno decisi con il sorteggio del 2 agosto. Per riuscirci, Mourinho ritiene necessario che la squadra cresca sempre. “Ogni giorno dovremo essere una società e una squadra migliori”, dice l’allenatore. Per quanto riguarda il mercato, e la possibilità di aver parlato con nuovi giocatori, il portoghese non ha voluto rispondere: “Non ho parlato con nessuno, parlo solo con la proprietà”, ha glissato, assicurando però che la squadra ha reagito bene, con una buona forma fisica, ai primi allenamenti a Trigoria.

Dzeko capitano, Spinazzola e la Nazionale – Riserve anche sull’eventualità di conferire a Edin Dzeko la fascia di capitano: “Non devo dire quello che faccio all’interno del mio club”, ha risposto. Riguardo a Leonardo Spinazzola, invece, sempre lui ha commentato su come si è presentato all’allenamento dopo il grave infortunio al tendine d’Achille che ha subito nel match contro il Belgio durante gli Europei: “È triste non averlo ma lui è incredibile, è arrivato all’allenamento come se non fosse successo nulla”. E sui talenti giallorossi che sono stati arruolati da Mancini per partecipare al torneo europeo: “Siamo molto felici di avere questi giocatori in una Nazionale che sta facendo molto bene”, ha affermato il tecnico della Roma. La Nazionale, ha aggiunto, è “piena di giocatori di talento, come Cristante, che è sempre pronto ad aiutare Mancini quando serve”.

La risposta alle critiche sulle sue vittorie – Mourinho è andato avanti chiedendo tempo e pazienza, puntando sulla qualità del lavoro. “Voi parlate sempre di titoli, noi di tempo, progetto e lavoro. Poteva essere una promessa troppo facile, ma la realtà è un’altra roba. I titoli arriveranno, la proprietà vuole arrivare lì e restare lì”. Mou è tornato con il suo stile e la sua abilità comunicativa presentandosi senza facili promesse ma con obiettivi chiari: “Quale? Vincere la prima partita ufficiale. Poi penseremo alla seconda. C’è tanto lavoro da fare, Come mi vedo tra tre anni? Festeggiando. Cosa? Qualcosa”. E alle critiche di chi lo definisce arrivato ecco la risposta: “Scudetto con Chelsea, tre coppe con lo United, una finale con il Tottenham. Quello che per me è un disastro magari qualcuno non l’ha mai fatto nella vita”.

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