Venerdì scorso, dopo che Ilfattoquotidiano.it ha dato notizia del ritardo nel varo del decreto attuativo sull’esonero dai contributi per gli autonomi danneggiati dal Covid, l’Inps ha rinviato “fino a nuova comunicazione” la scadenza per il pagamento, che era fissata per il 30 giugno. Il messaggio 2418 dell’istituto ricorda che la legge di Bilancio per il 2021 ha disposto l’esonero parziale per le partite Iva che nel 2019 abbiano avuto un reddito sotto i 50mila euro e a causa della pandemia abbiano visto calare i ricavi di almeno il 33%. E aggiunge che “la norma citata demanda la definizione dei criteri e delle modalità per la concessione dell’esonero all’adozione di uno o più decreti da parte del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, il cui iter di pubblicazione è in corso di definizione“.

Dunque, in attesa del decreto – che i ministeri hanno firmato, ma è ora al vaglio di Corte dei Conti e Commissione Ue – arriva il differimento dei termini di pagamento per le Gestioni speciali autonome degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, la Gestione lavoratori agricoli autonomi, la Gestione separata Liberi professionisti e le aziende con dipendenti, “in relazione alla necessità di consentire che l’iter di attuazione delle normative sopra indicate venga completato e a seguito di espresso nulla osta da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali”. Da notare che sono oggetto di rinvio sia i termini “di imminente scadenza”, come quello del 30 giugno per il versamento del saldo 2020 e dell’acconto 2021 delle imposte sui redditi e dei contributi da parte degli iscritti alla gestione separata Inps, sia quelli “già scaduti”. Per esempio quelli del 16 marzo per le aziende che effettuano i versamenti mensilmente. Come raccontato da ilfatto.it, anche le associazioni di rappresentanza degli autonomi nei giorni scorsi consigliavano agli iscritti di pagare per evitare di finire in mora.

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